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MERCATO

Il futuro dell’auto (e della mobilità) secondo Bosch, che crede ancora nel diesel



Per descrivere la mobilità del futuro, Bosch usa l’acronimo PACE: “personalizzata, autonoma, connessa, elettrificata” spiega Carlo Mannu, Business Development & Relazioni Istituzionali di Bosch Italia. Secondo il quale l’auto che guideremo nei prossimi anni sarà anche “zero stress e zero incidenti”. E ancora diesel…

07 Nov 2019


Carlo Mannu, Business Development & Relazioni Istituzionali di Bosch Italia

Tra i settori di business quello della mobility è il principale per Bosch: rappresenta circa il 60% del fatturato globale che si attesta a 78 miliardi di euro. Per questo settore, noi investiamo ogni anno circa il 10% del fatturato in ricerca e sviluppo, cioè circa 7 miliardi di euro”. Per spiegare perché l’auto, e la mobilità in generale, sono settori strategici per Bosch, l’ingegnere Carlo Mannu, Business Development & Relazioni Istituzionali di Bosch Italia parte proprio dai numeri. E puntualizza: “Per noi la mobilità e le sfide che il settore ci pone oggi sono le nostre sfide”. Perché nonostante i prodotti di Bosch riguardino casa, industria e commercio oltre alla mobilità, è proprio questo il business sul quale il gruppo punta con maggiore decisione e interesse.

La mobilità del futuro? È personalizzata

Per descrivere la mobilità del futuro, Bosch usa l’acronimo PACE: “personalizzata, autonoma, connessa, elettrificata” spiega l’ingegnere Mannu. Se auto elettrica, smart car e guida autonoma sono i trend del settore auto ormai noti a tutti, ad attrarre nella descrizione di Bosch è proprio il termine “personalizzata”. “È la mobilità cucita sull’utente. Pensiamo ai servizi di inter-modalità, in cui un cittadino deve andare da A e B: tramite dei servizi che vengono usufruiti con app su cellulare, può individuare il percorso più breve ed economico” spiega Mannu. “Quello che immaginiamo è un futuro in cui il cittadino deve avere a disposizione diversi modi di spostarsi e diverse soluzioni accessibili tramite il telefono”.

Bosch e l’auto elettrica

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“Noi siamo già leader nel settore del powertrain elettrico: abbiamo avuto a livello globale ordini per 30 progetti con un valore di 5 miliardi di euro di vendite che abbiamo già assicurato per i prossimi anni” continua il Business Development & Relazioni Istituzionali.

Notizia che stupisce.  Nel 2017 il gruppo di Stoccarda si è aggiudicato 20 contratti per la produzione di sistemi di propulsione elettrica, per un valore complessivo di 4 miliardi di euro. E prevedendo che il mercato di massa dei veicoli elettrici si affermerà rapidamente a partire dal 2020, Bosch ha avviato una collaborazione con la startup USA Nikola Motor Company e con la cinese Weichai Power, principale produttore mondiale di motori per veicoli commerciali.

Nel gennaio 2019 Bosch ha accelerato ancora sull’elettrico assumendo il controllo totale di EM-motiveuna delle più affermate aziende europee di produzione di motori elettrici. Nel 2011, Bosch e Daimler avevano fondato EM-motive GmbH come joint venture al 50%. Da allora l’azienda ha prodotto ben 450.000 motori elettrici.

“Elettrificazione, però, per noi non significa solo sostituire l’auto con motore a combustione con quella a motore elettrico ma anche micromobilità, quindi ebike e altri mezzi come gli scooter – puntualizza Mannu -. Non siamo ancora entrati nel business dei monopattini, ma siamo presenti nel mondo dei passeggini: abbiamo dei piccoli motori elettrici che possono aiutare a frenare il passeggino in caso di discesa oppure ad accelerare durante le salite”.

Perché punta anche sul diesel

C’è poi un altro settore su quale Bosch si sta concentrando: il diesel. “Se guardiamo le stime, tra il 2025 e il 2030 circa il 25% sarà motori elettrici. Ciò vuol dire che il 75% avrà ancora un motore a combustione. Noi stiamo lavorando, e continueremo a lavorare negli anni, a un continuo miglioramento dei motori a benzina e diesel” continua l’ingegnere. “In particolare, per l’Italia abbiamo un grosso know how sul powertrain diesel: a Bari c’è un grande centro di ricerca sul settore e, per noi, questo powertrain è diventato un fiore all’occhiello”.

Secondo Mannu, poi, per l’Italia e per l’Europa, il diesel è ancora una tecnologia sulla quale puntare “perché è quella che ci differenza rispetto agli altri Paesi. Nel mondo se devono fare un’auto diesel devono chiedere all’Italia, alla Germania o alla Francia; un motore a benzina, invece, si sa fare più o meno dovunque nel mentre la produzione dell’elettrico è attiva soprattutto in Asia e in Nord America”. E se questo progetto può sembrare contrario all’aspirazione green dell’azienda, il Business Development & Relazioni Istituzionali di Bosch Italia spiega che “dagli ultimi dati emerge che le emissioni di particolato e di ossido di azoto dai motori diesel sono paragonabili a quelle a benzina, mentre le emissioni di CO2 sono inferiori del 15-20% rispetto a un omologo a benzina. Ecco perché noi puntiamo ancora molto su questa motorizzazione. E facciamo anche una serie di attività per informare i vari stakeholder, i consumatori finali e i decisori politici per informare su questa tecnologia”.

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Se parliamo di smart car e auto a guida autonoma, la parola d’ordine per Bosch è sicurezza. “Puntiamo sulla sicurezza del veicolo elaborando sistemi di assistenza alla guida che man mano stanno entrando sempre di più nelle varie auto e nelle flotte. Da uno studio realizzato insieme ad Aci, infatti, emerge che le auto equipaggiate con assistenza alla guida hanno percentuali inferiori di avere un incidente”.

Per quanto riguarda l’auto autonoma, poi, “siamo partiti dalle situazioni più semplici, come il parcheggio automatico, per arrivare a soluzioni che possono essere implementate con l’auto autonoma al 100%. Pensiamo, ad esempio a robot shuttle oppure a robot taxi. Proprio su questo tema c’è un accordo con Daimler in California con il quale stiamo sperimentando un servizio di robot taxi.

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“Il nostro obiettivo è avere una mobilità zero incidenti, zero stress e zero emissioni” taglia corto Mannu alla domanda sull’auto del futuro. “Per raggiungere questi obiettivi ci attende un periodo di transizione: se si guarda a un futuro a medio termine, 2025-2030, l’auto sarà sempre più efficiente e sempre più sicura ma non dissimile da quella che oggi possiamo guidare. Ancora vedremo una percentuale preponderante di vetture a combustione interna anche se sempre più ibride” dice l’ingegnere. Ci attendono, poi, sempre più servizi di connettività come “update over the air, il software dell’auto si potrà aggiornare costantemente da remoto, si inseriranno sempre più sistemi che aiuteranno il guidatore alla guida con priorità alla sicurezza ma anche riducendo lo stress perché faciliteranno il lavoro dei guidatori”. Obiettivi raggiungibili, secondo Bosch. Che è già sulla buona strada.

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Concetta Desando

Due menzioni speciali al premio di giornalismo M.G. Cutuli, vincitrice del Premio Giuseppe Sciacca 2009, collaboro con testate nazionali. Per EconomyUp mi occupo di startup, innovazione digitale, social network