IPO per Rivian, la startup dei furgoni elettrici va in Borsa e sorpassa subito gli azionisti Ford e GM - Economyup

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IPO per Rivian, la startup dei furgoni elettrici va in Borsa e sorpassa subito gli azionisti Ford e GM



Rivian si è quotata a Wall Street il 9 novembre dopo aver consegnato i suoi primi pick-up. Nel primo giorno ha raggiunto una capitalizzazione di oltre 90 miliardi dollari, superando il valore di case come Ford, che ha investito sulla startup, GM e Stellantis

11 Nov 2021


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67 miliardi di dollari: è il valore del tanto atteso IPO di Rivian, startup californiana di furgoni elettrici.

Fondata dall’ingegnere statunitense Robert R.J. Scaringe in Michigan, Rivian ha raccolto il supporto di grandi marchi quali Ford, che ha il 13% della startup, e Amazon, che nel 2019 aveva ordinato 100mila pick-up da consegnare entro due anni e detiene una partecipazione del 20% dell’azienda.

Rivian si è ufficialmente quotata a Wall Street il 9 novembre 2021 in seguito alla consegna dei suoi primi 150 pick-up R1T, da tempo in lavorazione. Con una valutazione iniziale a 67 miliardi, 78 dollari per azione, ha raccolto con il collocamento quasi 12 miliardi di dollari, conquistandosi il sesto posto nella storia del mercato statunitense.

Nel primo giorno da società quotata ha ottenuto una crescita del +38% sul prezzo dell’IPO, a 106 dollari, e 93 miliardi di dollari di capitalizzazione. Si è successivamente assestata intorno agli 85 miliardi: un risultato che l’ha portata più in alto di case storiche come GM e Ford, distanziando BMW, Stellantis, Ferrari e le concorrenti elettriche cinesi Nio, Xpeng e Li Auto.

Indubbiamente un inizio coi fiocchi. Ma è bene ricordare che Rivian è conosciuta per la sua propensione a mettere il carro davanti ai buoi, come nel caso dell’ordine di Amazon (che secondo accordi iniziali avrebbe dovuto essere completato entro quest’anno) e la decisione di espandersi in Europa con un nuovo impianto di produzione prima ancora di aver prodotto un solo veicolo.

Carte alla mano, IPO a parte i numeri non sono particolarmente rosei: nei primi sei mesi del 2021, Rivian ha accusato una perdita netta di 994 milioni di dollari, rispetto ai 377 milioni di dollari un anno prima. Non solo: dovrebbe registrare una perdita netta trimestrale di 1,28 miliardi di dollari a causa dei costi associati all’inizio della produzione della R1T.

Ad oggi gli ordini per i suoi veicoli -Amazon a parte- si registrano sui 48mila. Prima della fine di quest’anno prevede di produrre circa 1.200 furgoni nel suo stabilimento in Illinois, e la produzione annua dovrebbe arrivare 150mila l’anno entro la fine del 2023.

Resta da vedere quale sia il mercato per la sua particolare offerta: parliamo di furgoni, pick-up e SUV con prezzi che si aggirano sui 70mila dollari. Rivian ha però dalla sua la forte crescita del settore veicoli elettrici, che ha alimentato la crescita della valutazione di Tesla dai circa 75 miliardi a fine 2019 a oltre un bilione (1000 miliardi), e per ora non accenna a fermarsi.

Maura Valentini

Laureata in lingue orientali, sono un'amante di Giappone e innovazione. Parte del gruppo Digital360 dal 2020, scrivo per le testate EconomyUp, InsuranceUp e Proptech360.