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Auto a guida autonoma, Honda e Toyota pronte a sfidare il predominio di Google

04 Ott 2018

Honda ha investito 2,75 miliardi di dollari in Cruise, la divisione di General Motors dedicata alla guida autonoma. SoftBank ha siglato un accordo con Toyota per collaborare nel campo della guida autonoma e dei servizi di mobilità. Obiettivo comune: sfidare il predominio di Waymo, ancora la più avanzata nel settore

La sfida dell’auto a guida autonoma continua a spingere gli investimenti delle grandi case automobilistiche, soprattutto quelle del Sol Levante. Due giapponesi, Honda e Toyota, hanno infatti appena annunciato investimenti e accordi proprio nel settore della self-driving car, sfidando il predominio di Waymo, l’azienda di casa Alphabet (la holding che controlla Google) che è ancora la più avanzata nel settore.

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Honda ha annunciato il 4 ottobre di aver investito 2,75 miliardi di dollari in Cruise, la divisione di General Motors dedicata alla guida autonoma: l’obiettivo è quello di sviluppare insieme un veicolo a guida autonoma che possa essere prodotto in grandi numeri dalla casa di Detroit, il cui progetto è quello di lanciare una flotta commerciale di auto completamente automatiche già il prossimo anno, prima che riesca a farlo la rivale Ford.

Per il progetto, Honda metterà sul tavolo 750 milioni di dollari nell’immediato e altri due miliardi nel corso dei prossimi 12 anni, arrivando a possedere una quota del 5,7% nella società americana (valutata 14,6 miliardi di dollari). Altra quota importante dei giapponesi all’interno della divisione guida autonoma di GM, il 19,6%, è posseduta dal Vision Fund, maxifondo dell’operatore TLC nipponico Softbank che, non più tardi di 4 mesi fa, aveva investito altri 2,25 miliardi di dollari.

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Toyota e Softbank per l’auto autonoma e per una nuova mobilità

E sempre Softbank ha siglato il 4 ottobre un accordo con la giapponese Toyota per collaborare sia nel settore della guida autonoma sia in quello dei servizi di mobilità: un’alleanza che, ha spiegato il CEO di Softbank, Masayoshi Son, segna “l’inizio di una nuova era che garantirà una mobilità senza precedenti“. L’accordo tra le due società (che hanno entrambe partecipazioni in Uber) prevede la creazione di una joint venture, chiamata Monet Technologies, controllata al 50,25% dall’operatore TLC e al 49,75% dalla casa automobilistica. L’obiettivo è quello di arrivare a produrre la prima auto autonoma nella seconda metà del 2020 sulla base del prototipo e-Palette di Toyota.

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Concetta Desando

Due menzioni speciali al premio di giornalismo M.G. Cutuli, vincitrice del Premio Giuseppe Sciacca 2009, collaboro con testate nazionali. Per EconomyUp mi occupo di startup, innovazione digitale, social network

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