BMW accelera sull’intelligenza artificiale e lo fa attraverso il suo braccio di corporate venture capital. BMW i Ventures ha annunciato il lancio del suo terzo fondo, da 300 milioni di dollari, con l’obiettivo di investire in startup capaci di trasformare l’industria automobilistica: dall’AI applicata alla manifattura alla robotica, dai software agentici ai materiali avanzati. La notizia è stata riportata da Global Venturing, che cita i managing partner Marcus Behrendt e Kasper Sage.
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Quali strategie per il CVC di BMW
Il nuovo Fund III porta gli asset gestiti da BMW i Ventures a 1,1 miliardi di dollari. La strategia non prevede necessariamente ticket più grandi — storicamente fino a 10 milioni di dollari per operazione, fino alla Serie B — ma un’attenzione maggiore alle startup in fase seed, soprattutto perché le valutazioni delle società AI tendono a salire rapidamente. Al centro ci sono due direttrici: la physical AI, cioè tecnologie per robot e macchine autonome nel mondo reale, e l’agentic AI, software in grado di automatizzare processi industriali complessi.
Un esempio: la startup Synera
Un esempio è Synera, startup sostenuta da BMW i Ventures in un round Serie B da 40 milioni di dollari. La società sviluppa software che combina agenti AI e dati di produzione per rendere più veloce e coerente il processo di progettazione. Per una casa automobilistica significa poter modificare parametri di design in pochi minuti, invece che attendere settimane tra coordinamento dei dati, strumenti progettuali e approvazioni interne. È qui che l’AI smette di essere promessa astratta e diventa leva industriale.
Cosa c’è nel portafoglio di BMW i Ventures
BMW i Ventures guarda anche ai materiali avanzati, alle batterie e alla supply chain circolare. Nel portafoglio ci sono aziende come Bcomp, attiva nelle fibre naturali alternative alla fibra di carbonio, Cyclic Materials, che ricicla terre rare, e Mangrove, impegnata nella raffinazione più pulita del litio. Il messaggio di BMW è chiaro: mentre alcuni corporate VC dell’automotive riducono l’esposizione all’early stage, il gruppo tedesco rilancia. Non solo per ridurre emissioni o presidiare trend tecnologici, ma per trovare soluzioni migliori, scalabili e più convenienti.




























