Contributo a fondo perduto

Voucher per l’esperto di mercati esteri: boom di domande, il Mise stanzia più soldi

Startup e pmi hanno presentato 4.146 richieste per il contributo del ministero destinato all’assunzione di un manager addetto all’export. Così la dotazione finanziaria è stata aumentata, permettendo l’accesso a 1780 aziende, 780 più del previsto

Pubblicato il 05 Ott 2015

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Il contributo a fondo perduto del Ministero dello Sviluppo economico per consentire a startup e piccole e medie imprese di assumere esperti di mercati esteri ha avuto talmente successo che il Mise ha deciso di incrementare la dotazione finanziaria, altrimenti una parte delle domande sarebbe rimasta fuori.

In base a un decreto dello scorso giugno, dal 22 settembre in poi le pmi che intendono espandersi all’estero hanno potuto presentare richiesta di un contributo a fondo perduto sotto forma di voucher, del valore di 10mila euro, a copertura di servizi erogati alle suddette imprese per almeno 6 mesi attraverso una figura specializzata, il cosiddetto Temporary Export Manager o Tem). Si tratta di una persona che si deve appunto occupare di studiare, progettare e gestire processi e programmi sui mercati esteri.

Qui la spiegazione di cosa e come funziona il voucher per i temporary export manager

Da quando il decreto è diventato operativo, sono arrivate sul sito del ministero dello Sviluppo economico ben 4.146 domande. “A fronte di questo ottimo riscontro da parte delle imprese – ha dichiarato il vice ministro, Carlo Calenda in una nota – abbiamo deciso di incrementare la dotazione finanziaria da 10 a 17,8 milioni di euro, permettendo così a 1780 aziende (780 in più del previsto) di accedere al nuovo strumento per l’internazionalizzazione. Il programma proseguirà nel 2016 con ulteriori risorse”.

I beneficiari sono, come detto, micro e piccole e medie imprese (pmi) costituite in forma di società di capitali, anche in forma cooperativa, e le reti di imprese tra pmi, che abbiano conseguito un fatturato minimo di 500mila euro in almeno uno degli esercizi dell’ultimo triennio. Questo vincolo non sussiste nel caso delle startup iscritte nella sezione speciale del Registro delle imprese. Una quota delle disponibilità finanziarie è riservata alle pmi che abbiano iniziato il percorso di internazionalizzazione partecipando ai “Roadshow per l’internazionalizzazione” organizzati dall’Ice (Istituto nazionale per il commercio estero).

►Sul sito del Mise, tutti i dettagli relativi al bando

L’azienda deve rivolgersi ad una società fornitrice dei servizi scegliendola tra quelle inserite nell’apposito elenco presso il Ministero (qui l’elenco completo). Le prescelte sono società di capitali, anche in forma cooperativa, che hanno fatto domanda per essere inserite nella lista dei soggetti fornitori dimostrando di avere esperienza nei processi di internazionalizzazione. In particolare hanno dovuto dimostrare il buon esito, nell’ultimo triennio, di almeno 10 progetti di export management della durata minima di tre mesi ciascuno. In alternativa hanno dovuto dimostrare di disporre in qualità di soci, dipendenti o collaboratori, di almeno 5 figure professionali con 5 anni di esperienza maturata in materia di servizi a supporto dell’approccio commerciale verso mercati esteri e un buon livello di conoscenza della lingua inglese. Queste esperienze devono essere state confermate da un’associazione di rappresentanza manageriale o un’associazione imprenditoriale rappresentativa. (L.M.)

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