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Lo studio

Under 35, voglia d’impresa: ci provano in 20mila

18 Ago 2015

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Tra aprile e giugno 2015, dice l’indagine Movimprese di Unioncamere-Infocamere, sono nate in Italia 300 realtà imprenditoriali al giorno. Un’impresa su 10 è guidata da giovani, 4 su 10 sono al Sud. Prevalgono le micro-iniziative, i settori prescelti sono commercio, alloggio e ristorazione e costruzioni

Rinasce la voglia di imprenditoria tra i giovani. Per passione, forse, ma forse anche per necessità. Tra aprile e giugno 2015 le nuove imprese aperte in Italia da persone con meno di 35 anni di età sono state quasi 32mila: in media 300 al giorno, sabati e domeniche incluse, pari ad un terzo di tutte le aperture di nuove imprese nel trimestre. È la foto aggiornata sull’imprenditoria giovanile scattata da Movimprese, l’indagine trimestrale condotta da Unioncamere-Infocamere sulla base del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio.

È possibile, sottolinea Movimprese, che tanti giovani in cerca di occupazione, purtroppo ancora tanti nel nostro Paese (tra i 15 e i 24 anni la disoccupazione ha toccato quota 44,2%), abbiano deciso che è venuto il momento di fare da soli e aprirsi un’impresa, magari sostenuti dalla speranza che i primi, timidi cenni di ripresa economica possano consolidarsi. Fatto sta che, secondo lo studio, l’esercito delle imprese giovanili nel secondo trimestre dell’anno si è arricchito di oltre 20mila unità – al netto delle chiusure rilevate nello stesso periodo 2014 (circa 11mila) – arrivando a sfiorare il valore di 600mila aziende.

In termini assoluti il contributo che i giovani hanno dato alla crescita della base imprenditoriale, tra aprile e giugno, è stato del 54% (a tanto ammonta la quota di imprese “under 35” rispetto al saldo trimestrale complessivo). Un contributo che appare ancora più significativo se si guarda alla sua intensità: il tasso di crescita trimestrale dell’imprenditoria giovanile, infatti, ha messo a segno un +3,6% a fronte dello 0.6% del complesso delle imprese.

Dal quadro generale emerge una prevalenza di micro-iniziative (nel 76% dei casi le neo-imprese giovanili nascono nella forma di impresa individuale) e della quota con sede al Sud: per Movimprese la conferma che l’apertura di nuove realtà imprenditoriali da parte dei giovani ha tra le sue principali motivazioni la ricerca di un lavoro. Le nuove iniziative dei giovani meridionali rappresentano infatti il 40,6% del totale delle nuove imprese in quell’area del paese, con punte superiori o vicine a questa quota in Calabria, Campania e Sicilia. Un primato, quello dell’imprenditorialità dei giovani del Mezzogiorno, che viene confermato se si osserva l’incidenza di nuove imprese giovanili sulla popolazione di persone con meno di 35 anni residenti nelle regioni italiane (in Campania il rapporto ogni 1000 giovani residenti nascono 3,2 imprese).

In valore assoluto, i settori in cui i giovani hanno scelto di puntare sono stati il commercio (oltre 6.500 le imprese in più nel trimestre), i servizi di alloggio e ristorazione (+2.800) e le costruzioni (+2.300). In termini percentuali la crescita di imprese “under 35” è stata determinante per il bilancio trimestrale dei trasporti – le imprese giovanili da sole spiegano infatti oltre il 100% del saldo del comparto che, senza di loro, avrebbe chiuso con un saldo negativo – nelle costruzioni (78% il peso delle imprese giovanili sul saldo complessivo) e delle attività manifatturiere, in cui 3 su 4 delle imprese in più rilevate nel trimestre ha meno di 35 anni. (L.M.)

 

 

 

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Luciana Maci
Giornalista

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale

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