Stati Generali, le idee e le proposte di 7 scaleup per sostenere l'innovazione e la crescita | Economyup

POLITICA E INNOVAZIONE

Stati Generali, le idee e le proposte di 7 scaleup per sostenere l’innovazione e la crescita



Nei giorni in cui si tengono gli Stati Generali sette imprese associate al Club delle Scaleup di Italia Startup commentano il Decreto Rilancio, l’unico provvedimento che contiene misure a sostegno della nuove aziende innovative. La valutazione è positiva ma serve più velocità e pragmatismo. E molto dipenderà dall’attuazione

di Sara Rigamonti

16 Giu 2020


Decreto Rilancio, Piano Colao, e ora gli Stati Generali: sono in corso lavori importanti per disegnare la ripartenza dell’economia italiana. Un ruolo importante lo giocano le startup e le scaleup, che sono in grado di portare l’energia dell’innovazione tecnologica nel sistema delle imprese. In collaborazione con Italia Startup abbiamo raccolto le osservazioni e le proposte di sette imprese, che fanno parte del Club delle Scaleup dell’associazione, sull’unico provvedimento che finora prevede misure a favore dell’innovazione e delle nuove imprese innovative, il Decreto Rilancio in corso di conversione. 

 

Andrea Cruciani (Agricolus): Detrazione al 70% per ricerca e sviluppo

“Reintegrare il credito d’imposta per Ricerca e Sviluppo, seguendo magari il modello canadese di detrazione al 70%, per non uccidere del tutto gli investimenti. Ricordo la reazione della Germania alle passate crisi finanziare che ha risposto con ingenti investimenti in ricerca e sviluppo per garantire una ripartenza veloce alla nazione. Favorire in modo permanente la capitalizzazione di startup e PMI innovative con relativo credito d’imposta per i soci che investono nel capitale dell’azienda.”

Suggerisce inoltre il CEO di Agricolus:  “Inserire nei PSR incentivi continuativi per l’adozione di piattaforme di supporto alle decisioni in cloud, premiando i criteri di innovazione e di ricerca.”

Pierluigi Paracchi (Genenta Science): Lasciamo gli investimenti ai privati

“Come ben sapete, credo che il rimborso, o almeno la possibilità di cessione, del credito di imposta R&S maturato ma non compensato sia la via più veloce e di impatto per Startup e PMI innovative. Il fatto che si sia perso tra le bozze (nelle prime c’era!) è una perdita per ecosistema.

Temo la costituzione di nuovo poteri intermedi. Il pubblico deve fare match pari passo, quindi ben venga il fondo di co-investimento da 200 milioni di euro. Non una grande idea creare una nuova fondazione (Enea) per gestire ben mezzo miliardo. Qui ci sarà il solito tema di chi mettere al comando. Il pubblico deve fare passo indietro dalla gestione e affidare il privato.”

Giuseppe Spanto (IS Clean Air): Una svolta verso il pragmatismo

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“Un maggiore sforzo è richiesto per la tempestività, svoltando in maniera significativa rispetto alle situazioni particolari che la pandemia ha esacerbato, rispetto ad un sistema che rispetto alle startup e PMI innovative era ed è ancora troppo rigido, formale e burocratico. Cui si aggiungono i problemi economici di sistema, la paura e le incertezze, bisogna dare cercare di dare una svolta a mio parere.

Se non si interviene con pragmatismo, decisione e rapidità tante aziende / tecnologie / asset adotteranno processi straordinari e/ o “diverranno stranieri” e sarebbe una sorta d’ennesima sconfitta, tutto sommato.”

Giovanni Fiengo (Kineton): Attenzione all’attuazione delle misure

“Ritengo che il Governo stia mettendo a disposizione delle Aziende in generale, e delle Start-up e PMI in particolare, importanti manovre economiche e finanziarie. Mi riferisco sia a misure di sostegno alle imprese ed all’economia, che alle misure fiscali e per l’innovazione tecnologica. Tra queste evidenzio due manovre: la prima ha permesso al Governo di intervenire tempestivamente per affrontare l’impatto economico del “lockdown”; la seconda, di più ampio orizzonte, mira alla ripresa degli investimenti in ricerca e sviluppo fondamentali per la ripresa. Le misure a cui mi riferisco sono:

1) la cassa integrazione in deroga, o di equivalenti sostegni di integrazione salariale, che ha permesso alle aziende in difficoltà di ridurre una delle più importanti voci di costo fisso quando ce ne è stato bisogno;

2) l’aumento del credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo, passando dal 12% sino al 45%, promuovendo di fatto gli investimenti futuri che permettono il rilancio dell’economia.

Importante ora è capire come queste manovre vengano attuate, sia nei modi che nei tempi. Ma soprattutto sarà di fondamentale importanza vedere come le aziende le recepiranno, se come un’opportunità di rilancio o come un ennesimo modo di facile guadagno messo a disposizione dello Stato. Siamo di fronte ad un momento unico nella storia di questo Paese e potenzialmente devastante per l’economia cui siamo abituati. Serve pertanto rimboccarsi le maniche e fare appello ad un grande senso di responsabilità, di solidarietà e, lasciatemi dire, di civiltà.”

Jonata Puglia (Leaf Space): Credito d’imposta, sarà retroattivo?

“Riguardo al credito di imposta investimenti in startup/PMI innovative e alla nuova aliquota del 50% sarebbe necessario che nei decreti attuativi (o in sede parlamentare) fosse esplicitato che sono eligibili gli aumenti di capitale effettuati dall’inizio del lockdown. Molte imprese start up o PMI innovative hanno dovuto ricorrere ad aumento di capitale a Marzo/Aprile per evitare di licenziare e/o addirittura chiudere generando fallimenti a catena.

Quindi sarebbe una beffa che il nuovo incentivo escludesse gli investitori che nel momento dell’apocalisse hanno salvato aziende con aumenti di capitale senza aspettare il decreto inizialmente annunciato per Pasqua (si doveva chiamare decreto Aprile) e poi uscito solo il 20 Maggio. Come tutte le misure di stimolo o supporto covid driven, dovrebbe essere chiaro che la validità inizia da Marzo (inizio lockdown) o addirittura copra tutto il 2020.”

Chiara Rota (My Cooking Box): Buone notizie, a patto che…

“Siamo contenti delle misure previste dal Decreto Rilancio, tuttavia speriamo che, al momento dell’attuazione, esso tenga in considerazione sia le startup che le scaleup senza che venga attuata una selezione per l’erogazione di contributi in base a criteri di età delle attività come già avviene per alcuni bandi presenti.

Un’ulteriore notizia positiva è stata l’approvazione della proroga di validità delle startup, un vantaggio che ci permetterà di usufruire dei vantaggi dell’iscrizione al registro. Sarebbe interessante trovare uno strumento più snello relativo alla possibilità di liquidazione del credito d’iva, essendo una problematica condivisa da tutte le startup.”

Bruno Garavelli (Xnext): Investimenti concreti sulla filiera industriale

“Come Xnext, PMI innovativa, le misure fin qui presentate sono di scarso impatto, perché per noi servono misure rivolte a spingere gli investimenti sulla filiera industriale, cioè quelli che servono per comprare nuovi macchinari, impianti, beni strumentali ecc. Se non ripartono rapidamente questa tipologia di investimenti in una nazione manifatturiera (cioè che produce “pezzi di ferro”) e che è il secondo Paese ad esportare in Europa, non credo che vi sarà alcuna ripresa.

Una misura potrebbe essere quella di incentivare l’uso di contratti di leasing per acquistare macchinari e beni strumentali (per esempio garantendo questi contratti con il Medio Credito Centrale e o finanziandoli con la CDP), realizzando così un effetto leva per ogni acquisto a vantaggio di tutto l’indotto della filiera. Questo tipo di misura può generare a parità di investimento dello Stato un ritorno molto più elevato sul PIL nazionale rispetto alle altre misure finora prese, perché ad esempio una PMI come Xnext ha un indotto fatto da tanti fornitori (grandi e piccoli) e ciascuno dei loro per ricaduta ne avrebbe un beneficio.

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Sono invece fortemente contrario a dirottare risorse per incentivare gli investimenti finanziari, aumentando il già vantaggioso credito d’imposta dal 30% al 50%. Questi sarebbero soldi che non andrebbero nei conti delle imprese, ma a totale beneficio dell’investitore finanziario, che credo invece sarebbe più incentivato ad investire se vede che l’azienda sta generando ricavi grazie alla vendita dei propri prodotti/servizi con spinti dagli investimenti sulla filiera industriale.”

Sara Rigamonti

Community Manager & Partnerships presso Italia Startup