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Smart working, il valore per le startup

11 Lug 2016

Le nuove imprese devono potersi focalizzare sul proprio core business il più possibile, sfruttando le opportunità offerte dalla tecnologia. A fare la differenza, una combinazione di dispositivi fissi e mobili che, in un’unica soluzione di continuità, permettono di accedere alle informazioni e alle applicazioni, indipendentemente da dove ci si trova, on site o in cloud. Il tutto con una velocità e un comfort di alto livello

Forse mai come in quest’epoca, estremamente digitale, mobile e intelligente, sta formandosi una miscela così portentosa di fattori positivi e di opportunità concomitanti, ideali per fertilizzare il terreno di crescita delle startup. Le reti a banda larga stanno aumentando fortemente la loro penetrazione, smartphone, tablet e un numero crescente di dispositivi interattivi come tavolette grafiche, smart totem, wearable technologies e un digital signage di ultima generazione consentono di inaugurare nuove modalità di relazione e di lavoro. Il continuo sviluppo di Internet, oltre a favorire lo sviluppo di nuovi servizi, funge da volano alla crescita del numero di utenti connessi e comunicanti. Internet of Things da un lato e Smart Working dall’altro, stanno favorendo nuove dimensioni collaborative che per le startup si rivelano un’occasione unica in termini di risorse, sempre a portata di mano e a portata di azienda.

“I device mobili da un lato e le nuove piattaforme di Unified Communication & Collaboration dall’altro stanno aiutando le aziende a scoprire vie innovative per la generazione di valore e fatturato – spiega Martino Mombrini, Direttore Marketing IT Division di Samsung -. Guardando più in dettaglio l’universo delle startup, le esigenze sono le stesse di tutte le altre imprese in termini di requisiti e di problemi di gestione dell’ICT. In sintesi, anche le startup devono saper articolare la propria strategia di business con molta rapidità, puntando a soddisfare un requisito essenziale: fornire, fin dall’inizio della propria attività, servizi qualitativi che offrono agli utenti prestazioni e user experience paragonabili, se non allo stesso livello, di quelli proposti sul mercato dalle aziende ormai mature e presenti da molti anni in un dato settore. Anzi, si potrebbe addirittura argomentare che per le startup è imperativo fornire agli utenti migliori user experience rispetto alle aziende con business già consolidati”.

► Velocità, efficienza e praticità a portata di business

A fare la differenza, dunque, una combinazione di dispositivi fissi e mobili che, in un’unica soluzione di continuità, permettono al personale di accedere alle informazioni e alle applicazioni, indipendentemente da dove si trovino, on site o in cloud. Il tutto con una velocità e un comfort di alto livello. L’intelligenza che equipaggia le soluzioni fisse e mobili di nuova generazione aiuta le startup a raggiungere livelli di produttività una volta inimmaginabili, all’insegna dei servizi più smart. È così che lo smartphone, grazie a una fotocamera ad alta risoluzione e a processori potenziati diventa fotocamera e scanner, ma anche un elaboratore a supporto dell’office management. E così che la stampante multifunzione può risolvere un processo gestionale consentendo all’utente di stampare da tablet o da telefonino qualsiasi tipo di documentazione, il tutto con un semplice tap grazie all’uso delle tecnologie associate alla Near Field Communication (NFC) e al pull printing di nuova generazione che consente di stampare direttamente da dispositivo mobile con un tap o una app.

La firma grafometrica diventa l’abilitatore a una dematerializzazione documentale e a nuove modalità di pagamento che accelerano gli scambi e le transazioni, andando a incrementare la qualità della governance grazie a modalità di sicurezza decisamente più elevate. Insomma, sono le soluzioni tecnologiche a fare la differenza, generando nuove opportunità di crescita per le startup, favorendo nuove dimensioni di lavoro e di business.

“Le startup non possono fallire la missione di soddisfare le aspettative degli utenti – prosegue Mombrini – . La consumerizzazione dell’IT, infatti, alza le aspettative di dipendenti e collaboratori, che oggi vogliono sperimentare modalità di navigazione ricche di grafica, animazioni, funzionalità interattive, integrazioni con le reti social così come modalità di servizio più funzionali e immediate, senza fare differenza tra ciò che può fare un desktop e cosa può fare uno smartphone. Ci vuole capacità nell’immaginare hardware innovativi e software orientati a ottimizzare la funzionalità e l’interattività secondo nuove logiche customer centriche. In questo senso Samsung ha sempre lavorato per conciliare tutti gli aspetti, lavorando sulla parte estetica e sul comfort così come sulla qualità dell’interazione più funzionale, esplorando tutti gli orizzonti più innovativi per proporre nuove chiavi di servizio a supporto degli utenti e delle aziende. Il punto di partenza dello smart working, infatti, sono i dispositivi che gli utenti utilizzano tutti i giorni, in ogni situazione, in ogni luogo”.

Lo smart working, dunque, non è solo un trend con cui le organizzazioni cercano di ottimizzare le risorse. È una risposta a una nuova curva di apprendimento degli utenti che hanno raggiunto una nuova maturità culturale sia nell’uso delle tecnologie che nel modo di vivere la dimensione lavorativa. Stando ai dati dell’Osservatorio, sono anche la flessibilità di orario, presente nell’82% delle grandi organizzazioni e nel 44% delle PMI, e la social collaboration (che comprende l’operatività attraverso social nework, forum o blog, sistemi di chat o instant messaging, web conference, sistemi di condivisione dei documenti), attivata già dal 77% delle grandi imprese e dal 34% di PMI. Insomma per le startup l’era della supermobilità diventa un’occasione preziosa di sfruttare l’innovazione tecnologica per favorire la produttività individuale e quindi la produttività aziendale. 

Proprio perché giovani organizzazioni, in genere caratterizzate da limitate risorse in termini di disponibilità finanziarie e personale, le startup rispetto alle grandi organizzazioni devono potersi focalizzare sul proprio core business il più possibile, cercando di sfruttare tutti gli aspetti offerti dalle nuove tecnologie. Ad esempio la possibilità di monitorare in tempo reale la gestione dei servizi attraverso cruscotti centralizzati web based fruibili in mobilità oppure di ricevere alert e feed back rispetto a processi aziendali che possono essere controllati a distanza. Lo sviluppo delle app oggi permette ai dispositivi mobili un orizzonte di attività davvero consistente, il che significa che tutta l’intelligenza informativa deve poter essere messa in condivisione sempre e ovunque: in una sala riunioni aziendale o in occasione di un meeting con i colleghi in uno spazio di co-working, su un mezzo pubblico mentre ci si reca a un evento o durante un congresso. Servizi, piattaforme, infrastrutture on premise o in cloud e applicazioni da un lato, pc, notebook, smartphone, tablet ma anche lavagne intelligenti, postazioni multimediali, schermi interattivi, video wall, vetrine o pareti intelligenti diventano così tutti punti di contatto che generano occasioni di collaborazione e di scambio tra dipendenti, collaboratori, partner e clienti, potenziando la qualità della comunicazione.

 “Anche le startup, come qualsiasi altra impresa, devono ragionare con una nuova capacità di prospettiva – conclude Mombrini -, impostando la propria governance su infrastrutture assolutamente elastiche e capaci di supportare lo sviluppo progressivo di nuovi servizi e nuove modalità di interazione allineate a un ritmo tecnologico caratterizzato da un’omnicanalità sempre più ubiqua e pervasiva. Collaboration, gamification, visual content management sempre più spinto, una smartificazione degli oggetti che rende potenzialmente comunicante qualsiasi cosa, l’uso di una mobilità che ci rende permanentemente connessi deve portare chi progetta nuovi business a fare ragionamenti strategici molto più ampi ed evoluti rispetto a quanto è stato fatto in passato da imprese e organizzazioni pubbliche o private che siano. Il vantaggio non banale, è che nell’era dell’as a Service, del pay per use e dell’on demand è proprio dalla stessa Internet che arrivano le risorse che possono aiutare le imprese a motorizzare nel modo migliore i nuovi business”.

 

Redazione

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