La manona pubblica dietro il venture capital | Economyup
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Il rapporto

La manona pubblica dietro il venture capital

16 Lug 2014

Il Monitor 2013 di LIUC e AIFI va letto ricordando l’effetto distorsivo di un fondo statale per le imprese digitali del Sud. Che cosa ne sarà di questa euforia? Il sistema, però, non è immobile. Sta per nascere un nuovo fondo di fondi senza vincoli geografici e di settore. E con più esperienza

Pierluigi Paracchi, founder and Ceo Medixea Capital, Investor and Board Member at EOS
In una nazione dove critichiamo tutti il sistema pubblico – lo Stato – dobbiamo riconoscere che, se non ci fosse la manona pubblica, non ci sarebbe neanche materia base per poter stilare il rapporto VeM – Venture Capital Monitor sulle operazioni di venture capital (“VC”) in Italia.

QUI PUOI LEGGERE LA VERSIONE INTEGRALE DEL VeM 2013

Il rapporto è compilato da LIUC – Università Cattaneo in collaborazione con AIFI, l’associazione dei VC e del private equity, e sponsorizzato da qualche operatore di settore e società di servizio. I contributori, compresi i membri del comitato scientifico e team di ricerca, rischiano però di essere più numerosi delle operazioni fatte lo scorso anno, 66. Comunque in crescita, le operazioni, rispetto alle 57 del 2012 e alle 43 del 2011. Complessivamente si sono investiti 58M€, in crescita dai 49M€ del 2012.

Per decodificare il dato generale, e l’intervento della manona, dobbiamo tenere in considerazione che tra il 2010 e il 2013 c’è stata la distorsione di un fondo di fondi pubblico dedicato ad imprese digitali attive nel Sud Italia che ha inciso per quasi il 50% degli investimenti. Forse il dato VeM andrebbe depurato dalle imprese del Nord investite al Sud e rilocalizzate al Nord. E considerando che il Nord Italia è il Sud d’Europa; il Sud non è altro che Sud del Sud. Insomma, non ha forse molto senso andare a spaccare il dato per Regione. Di sicuro però siamo ancora a sud del mercato mondiale del venture capital, i dati assoluti non mentono.

La manona ha inciso anche non poco su un altro dato: il 50% degli investimenti sono nel settore digitale.

♦ Prima considerazione: studi del Word Economic Forum, già citati in precedenti post, hanno dimostrano che operatori di VC che gestiscono soldi pubblici e che hanno soci pubblici nel proprio capitale tendono a ridare rendimenti negativi. Cosa accadrà dell’euforia digital-meridionale a conti fatti? Vedremo. Tifiamo per ottimi ritorni e che la principessa dell’euforia riesca a pagare i propri debiti, altrimenti sarà il primo default nel VC nostrano.

♦ Seconda considerazione: ha avuto senso la concentrazione, con complicità pubblica, degli investimenti nel digitale? Nel solo 2013, non ricordo una exit (cfr. vendita) di una startup italiana nel digitale sopra i 100M€, mentre ne conto nel settore delle biotecnologie almeno 4: EOS, Intercept, Gentium e Okairos. 

Il sistema però non è immobile, anzi!

La normativa sulle startup innovative che permette ai privati di detrarre il 19% dall’IRPEF degli investimenti fatti in nuove imprese contribuirà, non poco, a spostare l’allocazione del ricco risparmio italiano. E a ciò si aggiungono fattori esterni come l’abbondante liquidità e i tassi di interesse a zero.

Se poi passa l’emendamento per la riduzione della tassa sul capital gain per i disinvestimenti per le StartUp, grandineranno soldi sul settore (vedi campagna #startupNOtax).

Sta per partire un nuovo fondo di fondi pubblico che investirà in fondi di VC, questa volta senza assordi vincoli di settore o, peggio, geografici. Contando poi che il team di gestione pubblico ha fatto le prime esperienze negli scorsi anni, le aspettative sono altissime.

Comunque sia, ritengo che sia più efficace e meno invadente la leva fiscale che l’intervento diretto di fondi di fondi di matrice pubblica; le risorse che possono essere dirottate dagli incentivi supererebbero di alcune grandezze i soldini di un fondo pubblico.

Confido, infine, che il prossimo VeM si concentri di più nel monitore le exit; l’organismo StartUp-VC si nutre di exit. Monitorare le storie di successo, mostrare che i rendimenti ci sono è più efficace che cercare il segno più in numeri che a livello assoluto sono ancora minuscoli.

* Pierluigi Paracchi  è Ceo Medixea Capital @pigiparacchi