Hyperloop, cos'è, come funziona il treno supersonico

LA GUIDA

Hyperloop: cos’è e come funziona il treno supersonico di Musk su cui tanti vogliono salire



Nato da un’idea di Elon Musk resa open source nel 2013, Hyperloop è il progetto di un treno supersonico che dovrebbe permettere di coprire in pochi minuti tratti di strada distanti centinaia di migliaia di chilometri. Qui la storia, le comunità e le aziende che ci stanno lavorando, i contributi italiani

di Luciana Maci

21 Mar 2022


hyperloop

Viaggiare da un capo all’altro del Paese a bordo di un treno supersonico chiamato Hyperloop percorrendo in pochi minuti tratte che oggi richiedono molte ore di viaggio: è il fantascientifico (per ora) progetto ideato una decina di anni fa da Elon Musk, che sta continuando a svilupparsi e che ha fatto la sua apparizione anche in Italia. A marzo 2022 si è fatto avanti il Veneto: in occasione dell’inaugurazione di Let Expo alla Fiera di Verona, è stato firmato un protocollo d’intesa dalla concessionaria autostradale Cav, dalla Regione Veneto e dal Ministero delle Infrastrutture mirato a valutare la fattibilità del progetto. Alla gara veneta dovrebbero partecipare Hyperloop Italia e Hyperloop TT (vedi sotto). E qui si entra in uno scenario intricato di sigle e società.

La prima domanda è: ma quante Hyperloop ci sono nel mondo? Non ne esiste una sola. Ce ne sono diverse, ciascuna con le sue caratteristiche e peculiarità, anche se le radici del progetto innovativo vanno individuate nella mente visionaria di Elon Musk. L’iniziativa è infatti open source e Hyperloop è diventato una sorta di versione tecnologica del franchising: gruppi di persone hanno costituito società per portare avanti il sogno del treno supersonico. Non tutti hanno lo stesso prestigio e le stesse competenze. Qualcuno cavalca l’onda di un progetto che per ora è solo sulla carta. Comunque la gara resta aperta. Vediamone i dettagli.

Hyperloop: la “folgorazione” di Elon Musk

Nel 2012 Elon Musk, imprenditore e inventore sudafricano naturalizzato statunitense e “padre” di realtà innovative come PayPal o Tesla, ha lanciato l’idea: percorrere, in treno, 560 chilometri in soli 35 minuti. Da allora esperti di innovazione nei trasporti, ingegneri, informatici, manager, venture capitalist e startup di tutto il mondo si sono messi in moto per realizzare il sogno. Il progetto, infatti, è stato volutamente pensato in open source, in modo che chiunque lo desiderasse (naturalmente avendone mezzi e competenze) potesse sviluppare in modo completamente autonomo l’idea iniziale di Musk. Il problema è che, essendo in un certo senso un progetto di tutti e di nessuno, qualcuno ogni tanto ha provato a giocare sull’ambiguità, spacciandosi quale unico referente di Hyperloop a livello mondiale. Non è così. Anzi, sono almeno tre le grandi realtà che ci stanno lavorando, di cui una è la stessa SpaceX guidata da Elon Musk, che organizza un contest internazionale. C’è anche un po’ di confusione su cosa sia Hyperloop e su quale ruolo ricoprano i vari attori in campo. Qui cerchiamo di spiegare il progetto, punto per punto.

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Che cos’è Hyperloop

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È un marchio registrato per il trasporto ad altissima velocità di persone e merci all’interno di capsule posate su tubi d’acciaio proposto da Elon Musk. In pratica è un sistema in grado di “sparare” capsule di alluminio contenenti 40 passeggeri l’una sulla tratta San Francisco-Los Angeles, consentendo di coprire 560 chilometri in soli 35 minuti.

Chi è Elon Musk

Elon Musk

Nato a Pretoria (Sudafrica) nel 1971, è un imprenditore sudafricano con cittadinanza canadese e naturalizzato statunitense. È conosciuto, tra le altre cose, per aver creato nel lontano 2002 la Space Exploration Technologies Corporation (SpaceX), azienda aerospaziale statunitense con sede a Hawthorne, Usa, di cui è tuttora CEO. SpaceX vuole creare tecnologie per ridurre i costi dell’accesso allo spazio e permettere la colonizzazione di Marte. Musk ha fondato anche Tesla Motors, società statunitense dell’automotive e dell’energia che disegna, produce e vende veicoli elettrici, di cui è presidente e CEO. Missione: portare i veicoli elettrici sul mercato di massa. Inoltre è presidente di SolarCity,  compagnia specializzata in prodotti e servizi legati al fotovoltaico, e ha cofondato PayPal, il principale sistema di pagamento via internet del mondo. In Tesla Motors, Musk ha fatto costruire la prima vettura sportiva elettrica dell’era moderna, la Tesla Roadster. Con SpaceX si è proposto di rivoluzionare le tecnologie spaziali in modo da consentire alle persone di vivere in altri pianeti. Tuttavia la strada non è sempre stata costellata di successi: a giugno 2015 uno dei razzi Falcon 9 di SpaceX è esploso due minuti dopo il lancio. Quello stesso anno una classifica di Forbes ha collocato Musk al 101esimo posto tra gli uomini più ricchi del mondo, con un patrimonio netto di circa 12 miliardi di dollari.

Come è nata Hyperloop

È una “reazione” di Elon Musk al sistema ferroviario ad alta velocità attualmente in costruzione in  California, il California High-Speed ​​Rail, finanziato con fondi pubblici: un “bullet train” giudicato “debole” da Musk perché destinato ad essere uno dei progetti più costosi di questo genere (costo stimato: 70 miliardi di dollari) e più lenti nel mondo.

L’idea di far viaggiare treni o altri mezzi di trasporto in capsule pressurizzate risale a oltre un secolo fa, ma il supertreno a levitazione magnetica non è mai stato visto finora come un potenziale successo dal punto di vista commerciale. Obiettivo di Musk è rendere l’idea economicamente vantaggiosa. La prima volta che il Ceo di SpaceX ha parlato di Hyperloop è stato a luglio 2012 a un evento a Santa Monica, in California: ha accennato a una “quinta modalità di trasporto” che fosse resistente alle intemperie, non soggetta a collisioni, veloce due volte di più di un aeroplano e a basso consumo energetico. Nella sua visione, la versione più avanzata sarebbe stata in grado di procedere a velocità supersonica. Il nome è stato scelto perché il percorso del treno dovrebbe essere un “loop”, un anello. Dal 2012 al 2013 un gruppo di ingegneri provenienti sia da Tesla sia da SpaceX ha lavorato al modello concettuale di Hyperloop. Il ‘concept’ originale è stato reso pubblico ad agosto 2013.

Uno dei progetti della capsula del supertreno Hyperloop

Come dovrebbe funzionare Hyperloop 

Hyperloop-cose

Il percorso è stato individuato tra la regione di Los Angeles e l’area della Baia di San Francisco. La linea, formata da una coppia di tubi di acciaio sollevati a 6 metri da terra e posti su piloni di cemento distanti 30 metri l’uno dall’altro, seguirebbe quella della Interstate 5, la principale autostrada della costa occidentale degli Usa, che scorre parallelamente alla costa pacifica e che collega appunto le due metropoli californiane. Dalle analisi preliminari è emerso che, su questo percorso, il viaggio potrebbe durare 35 minuti. Questo significa che i passeggeri dovrebbero percorrere un tratto di 560 chilometri a una velocità di 970 km/h con punte di 1200 chilometri orari. I costi sono stati stimati in 6 miliardi di dollari per una versione “solo passeggeri” e in 7,5 miliardi per trasportare sia esseri umani sia veicoli. Ma alcuni analisti dubitano che il budget sia sufficiente. Altri dubbi sul rivoluzionario veicolo: il fatto che siano capsule completamente sigillate e sottoposte alle fortissime vibrazioni dovute alla vertiginosa velocità potrebbe, almeno in un primo momento, scoraggiare molti aspiranti passeggeri. A giugno 2015 Elon Musk ha annunciato la costruzione di un tratto ferroviario di 8 chilometri nella Quey Valley (California) per testare il sistema. Il primo test pubblico è stato effettuato a maggio 2016 nel deserto del Nevada. Un piccolo vettore della lunghezza di 3 metri è stato lanciato sui binari per circa 2 secondi, raggiungendo la velocità di 187 km/h ed è stato fermato rapidamente con un cumulo di sabbia.

Perché Hyperloop è open source

La tecnologia di Hyperloop è stata resa esplicitamente open source da Musk e SpaceX, che hanno incoraggiato tutti gli interessati a prendere in considerazione le idee iniziali e svilupparle ulteriormente. Con questo obiettivo sono state costituite diverse aziende e decine di team interdisciplinari guidati da studenti.

Le società che stanno sviluppando il progetto Hyperloop

In questo momento ci sono tre società nel mondo che stanno raccogliendo fondi e lavorando per realizzare i prototipi dei veicoli Hyperloop ed effettuare i primi test: l’ex Hyperloop Transportation Technologies, oggi HyperloopTT; Hyperloop One, oggi Virgin Hyperloop One, e SpaceX.

Hyperloop Transportation Technologies, poi HyperloopTT

Andres de Leon

HyperloopTT (già Hyperloop Transportation Technologies) è una società di ricerca attualmente guidata dal CEO Andres De Leon, e fondata e presieduta da Dirk Ahlborn, che utilizza un approccio collettivo e collaborativo per sviluppare in modo autonomo il progetto Hyperloop. Elon Musk non ne fa parte, semplicemente HyperloopTT sta provando a sviluppare il progetto di Musk. È stata fondata nel 2013 da JumpStarter, una piccola startup della California del sud. Quando Elon Musk ha svelato il disegno del suo treno super-veloce, ha fatto capire che era troppo impegnato con Tesla Motors e SpaceX per occuparsi di sviluppare l’idea nel breve termine. L’occasione è stata colta al volo da JumpStarter. Si dà il caso che Andrew Quintero, uno dei suoi dirigenti, conoscesse Gwynne Shotwell, presidente di SpaceX. Sembra che proprio grazie a questa conoscenza, Quintero abbia potuto proporre la propria società come “sviluppatrice” del progetto Hyperloop. Nell’autunno 2013 i fondatori della società hanno avviato una campagna sulla piattaforma di crowdsourcing e crowdfunding JumpStartFund: l’idea non era tanto quella di raccogliere soldi per lo sviluppo dell’iniziativa, ma risorse umane in grado di mettere a punto il progetto nei minimi dettagli. Ingegneri, fisici e altri professionisti che partecipano con il proprio lavoro – almeno dieci ore alla settimana – ricevono in cambio azioni della società. I professionisti che vi lavorano da ogni parte del mondo sono alcune centinaia. Il Ceo Ahlborn è un americano di origine tedesca, ma c’era anche un po’ di Italia in Hyperloop Transportation Technologies: Gabriele Gresta (vedi sotto), già co-fondatore del venture incubator Digital Magics, è stato Co-Fondatore e Presidente di Hyperloop Transportation Technologies dal dicembre 2014 al dicembre 2019. Dopodiché è uscito da HyperloopTT e ha lanciato Hyperloop in Italia.

In passato l’impresa non è stata immune da critiche. Ai nuovi addetti veniva chiesto di lavorare part-time, 11 ore a settimana, senza dover necessariamente abbandonare altri lavori, assicurando loro che sarebbero stati retribuiti con un piano di stock option (la società però non è ancora quotata in Borsa). Così, alcuni anni fa, l’allora HTT è stata accusata di voler utilizzare forza lavoro in modo gratuito, mentre altri hanno sottolineato l’importanza di costruire valore anche senza la garanzia di un immediato ritorno economico. Nel 2016 HyperloopTT stava costruendo un tratto di 8 chilometri nella Quay Valley, in California. A marzo 2016 il governo slovacco ha siglato un accordo con la società per esplorare la possibilità di costruire una versione europea di Hyperloop per collegare Bratislava con Vienna e Budapest. Con il treno funzionante alla massima velocità, la tratta dalla capitale slovacca alla città austriaca richiederebbe circa 8 minuti; per raggiungere Budapest ne basterebbero 10, mentre per arrivare a Košice (a 400 km di distanza e al confine con la Polonia) ci vorrebbero 25 minuti, contro le 4 ore e mezza di auto impiegate di solito.

Da allora, si legge nel sito dell’azienda, HyperloopTT ha costruito il primo percorso per la sperimentazione su piena scala; firmato accordi con oltre dieci amministrazioni governative in tutto il mondo; depositato una quarantina di brevetti; ed è diventata la prima società a fornire un quadro assicurativo e le linee guida di certificazione necessarie per la commercializzazione delle linee guida dei passeggeri.

Ad oggi HyperloopTT ha raccolto 31,3 milioni di dollari.

Hyperloop One, poi Virgin Hyperloop One

Un’altra società che è nata con l’intenzione di far diventare realtà la visione di Elon Musk è Virgin Hyperloop One. Che però, a un certo punto, ha fatto una parziale retromarcia.

L’idea, sostiene il sito aziendale, è nata da una conversazione tra Elon Musk e l’investitore iraniano-americano della Silicon Valley Shervin Pishevar  quando stavano volando insieme a Cuba in missione umanitaria nel gennaio 2012. Pishevar chiese a Musk di approfondire la sua intuizione e lo spinse a pubblicarla in un white paper in modo che Pishevar potesse studiarla. In seguito Pishevar – già managing partner di un importante fondo di venture capital, Sherpa Capital, che ha investito in società quali Airbnb e Uber – fondò la compagnia e reclutò David O. Sacks, Jim Messina e Joe Lonsdale , oltre a un cofounder di SpaceX, Brogan Bambrogan.

Negli anni l’allora Hyperloop One ha raccolto ingenti finanziamenti in venture capital: ad oggi sono 368,4 milioni di dollari. Il 12 ottobre 2017 ha stretto una partnership strategica con il gruppo Virgin e Richard Branson è entrato nel board. A tutt’oggi la Virgin detiene una quota di minoranza. Anche per questo è stata ribattezzata Virgin Hyperloop One.

A differenza del competitor, che sta utilizzando il crowdsourcing per lo sviluppo del progetto, questa società è ricorsa al metodo tradizionale di raccolta fondi di venture capital.  Non a caso Pishevar ha avuto modo di dichiarare che i progetti di HyperloopTT si equivalgono a semplici “presentazioni in Power Point”, mentre Hyperloop One sta “usando l’acciaio”.

La società ha eseguito test nel deserto fuori Las Vegas. L’obiettivo è spostare persone e carichi di merci in piccoli gusci senza ruote in un tubo sottovuoto a velocità che potrebbero superare i 600 miglia all’ora.

Tuttavia, a febbraio 2022, ha annunciato  111 licenziamenti. Due anni di pandemia e la crisi di approvvigionamento legato alla supply chain hanno spinto la società a cambiare i piani: invece di puntare sui treni destinati alle persone, l’azienda guarda piuttosto al trasporto merci.

Virgin Hyperloop e l’Italia

Virgin Hyperloop (VH) aveva a suo tempo inquadrato l’Italia come prossimo mercato ad elevato potenziale per sviluppare nuove tratte funzionali al suo treno super veloce a levitazione magnetica. A febbraio 2021 ha annunciato di aver scelto come unico advisor per l’Italia Alchimia S.p.a., società di investimenti che fa capo a Paolo Barletta. L’intenzione di Alchimia e VH, è stato comunicato all’epoca, era  realizzare uno studio di fattibilità in Italia coinvolgendo diversi partner del settore pubblico e privato.

Alchimia è un veicolo finanziario italiano che opera in tutto il mondo per l’investimento in società di Venture Capital ad altissimo potenziale ed è da diversi anni al fianco di Virgin Hyperloop.

Paolo Barletta, Amministratore e Socio di Maggioranza di Alchimia Spa, ebbe modo di commentare nel 2021: “Solo pochi anni fa, Virgin Hyperloop era un progetto futuristico per molti e realizzabile per pochi. Alchimia ha riconosciuto sin da subito invece, l’enorme potenziale di questa nuova modalità di trasporto. Oggi, grazie ai risultati raggiunti con i primi test con passeggeri a bordo e le positive riflessioni da parte della Commissione Europea, siamo fiduciosi di poter avviare significativi tavoli per portare questa nuova rete di trasporto hyperloop in Italia. Ciò che vorremmo creare è una metropolitana veloce di superficie, che possa rivoluzionare la logistica e il trasporto merci da un capo all’altro del paese, ricollegando i piccoli centri meravigliosi e autentici, recuperando il territorio e collegando le persone e i turisti in modo sostenibile, veloce e futuristico”.

Paolo Barletta, CEO Alchimia

Jay Walder, CEO di Virgin Hyperloop, dichiarò, sempre nel 2021: “L’Italia ha un passato di investimenti in infrastrutture e trasporti volti a sostenere cittadini e turisti. Hyperloop può ridurre in minuti i viaggi che una volta richiedevano ore, fornendo un cambio di paradigma nel modo in cui pensiamo alla distanza e al tempo, non solo per le persone ma anche per il trasporto delle merci”. Ha aggiunto: “Portare l’hyperloop in Italia significherebbe stimolare una nuova industria creando posti di lavoro e prosperità socio-economica per il paese”.

Qui un video su Virgin Hyperloop One

SpaceX

Tra i due litiganti…torna in ballo Elon Musk. A giugno 2015 SpaceX, società di voli spaziali a scopi commerciali guidata da Musk, ha annunciato un contest, SpaceX’s Hyperloop pod design competition, per la realizzazione di prototipi delle capsule del futuristico treno. I più promettenti sarebbero stati testati su un percorso di 1,6 chilometri presso il quartier generale di SpaceX a Hawthorne, in California. A gennaio 2016 sono stati selezionati 29 team provenienti da oltre 120 università di tutto il mondo (più un gruppo di una scuola superiore e una squadra che si è formata su Reddit, sito Internet di social news). Dalla selezione è emerso un vincitore, la squadra del Massachusetts Institute of Technology (MIT) Hyperloop Team, premiata da Musk in persona. Da allora è nata l‘Hyperloop Pod Competition, concorso annuale promosso da  SpaceX  in cui team di studenti e non studenti partecipano alla progettazione – e in alcuni casi alla costruzione – di un veicolo prototipo per dimostrare la fattibilità tecnica di vari aspetti del concetto di Hyperloop.  I concorsi sono aperti a partecipanti da tutto il mondo, anche se il contest e i giudici sono negli Stati Uniti.

La startup di “Bipop” Gresta: Hyperloop Italia

In Italia, a propagandare il brand Hyperloop è Bibop Gresta, pseudonimo di Gabriele Gresta, imprenditore nato a Terni nel 1971. Abilissimo nella comunicazione (è stato anche video DJ, attore, produttore e conduttore),  a gennaio 2020  Bibop Gresta ha presentato ufficialmente a Roma “Hyperloop Italia” come startup impegnata nella diffusione e realizzazione di​ tecnologie Hyperloop ​e infrastrutture​ di nuova generazione nel territorio italiano. Contestualmente ha annunciato un progetto con Ferrovie Nord.

CHI è GABRIELE BIBOP GRESTA: L’INTERVISTA

Si trattava di uno studio di ingegneria e di fattibilità tecnico-economica-giuridica per valutare la possibilità di realizzare un sistema di trasporto di passeggeri e merci dalla stazione di Milano Cadorna alla stazione di Milano Malpensa con l’utilizzo di una tecnologia di levitazione magnetica passiva. Obiettivo: arrivare da Cadorna a Malpensa in soli dieci minuti. Un progetto che all’epoca suscitò una pioggia di domande: sarà davvero realizzabile? E se sì fra quanti anni, o decenni?

Poi, a febbraio 2021, a Palazzo Bonora a Bologna, Hyperloop Italia ha annunciato l’avvio del “Dipartimento Tecnologie Hyperloop” aperto da Silaw, l’advisor che ha seguito la startup dal primo momento dello sbarco nel nostro Paese. “Sono contento – ha detto il fondatore Gresta – che anche in Italia si stia assistendo alla nascita di una nuova industria relativa alle tecnologie Hyperloop. I Partner di Silaw sono stati fondamentali per l’arrivo di Hyperloop nel Paese. Il loro nuovo dipartimento dedicato alle tecnologie Hyperloop potrà aiutare l’intera nuova filiera che sta nascendo intorno alla nostra iniziativa”.

Hyperloop e la mossa del Veneto: un (futuro) bando di gara da mezzo miliardo

A marzo 2022 il Governatore del Veneto Luca Zaia ha annunciato che la sua Giunta ha firmato il protocollo d’intesa con il Ministero delle infrastrutture, la Regione e Cav-Concessioni autostradali venete per l’inizio di una sperimentazione con tecnologie Hyperloop tra Verona e Venezia. L’iniziativa prende il nome di “Hyper Transfer” e c’entra sempre Bibop Gresta (ma non solo).

Paolo Costa, che collabora al progetto, ha spiegato che, grazie al treno supersonico, per esempio, la tratta fra Venezia e Padova verrà coperta in 5 minuti e Zaia ha sostenuto che Roma-Verona sarà un viaggio di 25 minuti.

L’AD di Cav-Concessioni autostradali venete, Ugo Dibennardo, ha dichiarato: “Il costo complessivo arriva a mezzo miliardo di cui 4 milioni per la progettazione”. La presentazione del progetto a Bruxelles, scrive il Corriere del Veneto, è già in agenda per ottobre 2022. La tabella di marcia prevede, per arrivare alla messa in esercizio nel 2026, tappe serrate. Da aprile a giugno resterà aperto il bando per la manifestazione d’interesse per invitare le imprese interessate a proporsi come partner.

Secondo il Corriere Veneto, Cav avrebbe già incontrato le società che si occupano di sviluppare Hyperloop:  Zeleros, attiva fra Spagna e Dubai, l’olandese Hardt Hyperloop, l’indiana DgwHyperloop con per la linea Delhi-Mumbai, Virgin Hyperloop e Hyperloop TT. Tuttavia, a quanto riferito dal giornale, la sfida sarà a quattro: Virgin e TT ma anche le italiane Leonardo e Fincantieri.

Il treno supersonico italiano che non è mai partito

Il professor Franco Cotana, da decenni docente all’Università di Perugia e oggi al Ministero della Transizione ecologica, ha brevettato nel 2000 Pipenet, prototipo di un treno supersonico. Il brevetto è stato depositato nel 2000, circa 13 anni prima che Musk diffondesse il progetto in open source. Pipenet è tutt’oggi visibile: un tubo opaco in politene composito abbandonato nei boschi dell’Italia centrale. Le capsule e la tecnologia Maglev sono invece chiusi a chiave in un laboratorio dell’Università di Perugia. Il progetto è stato finanziato per alcuni anni e poi abbandonato. Cotana sostiene apertamente che “Musk ha copiato” la sua idea e che l’unica, rilevante differenza “è nel diametro del tubo”. L’imprenditore americano non ha mai finora replicato.

Gli Hyperloop dei secoli scorsi

In verità idee simili a quella di Hyperloop sono in circolazione in Europa da circa 200 anni. Nel 1799 George Medhurst, ingegnere meccanico e inventore, propose un’idea per spostare le merci attraverso tubi in ghisa usando la pressione dell’aria. Nel 19esimo secolo si usavano tubi pneumatici per il trasporto delle merci. Durante il 20esimo secolo sono emerse proposte di utilizzo della levitazione magnetica per viaggi super veloci, tra cui quella di alcuni ingegneri del MIT negli anni ’90.

(Articolo aggiornato al 21/03/2022)

 

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Luciana Maci

Giornalista professionista dal 1999, scrivo di innovazione, economia digitale, digital transformation e di come sta cambiando il mondo con le nuove tecnologie. Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in…