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POLITICA E INNOVAZIONE

Gianluca Dettori: “Nel 2020 potrebbe cambiare tutto per le startup italiane”



Il 4 marzo il ministro Di Maio presenterà a Torino il Fondo Nazionale Innovazione. “È qualcosa che mancava e che serve a far partire davvero l’ecosistema italiano”, dice Gianluca Dettori, presidente di Primomiglio, che ha appena investito 2,5 milioni su Evensi, startup modenese con sede in Silicon Valley. Qui spiega perché

28 Feb 2019


Gianluca Dettori, presidente di Primomiglio

“Perché abbiamo investito su Evensi? Perché ha un prodotto che colma una necessità di mercato, ha un business già funzionante con migliaia di clienti in tutto il mondo e ha una vocazione globale”. Gianluca Dettori, presidente di Primomiglio SGR, non usa giri di parole per spiegare l’investimento che, pochi giorni fa, ha coinvolto Barcamper Ventures, il fondo italiano di venture capital istituito da Primomiglio che, insieme ad altri investitori, ha messo sul piatto 2,5 milioni di dollari per una startup modenese, con sede anche in Silicon Valley, che ha creato il più grande sito aggregatore di eventi.

Perché Primomiglio ha partecipato a un round da 2,5 milioni per Evensi

Se gli si fa notare la particolarità della sede americana Gianluca Dettori risponde così: “Noi puntiamo su startup italiane ma con ambizioni globali. Evensi ha un team italiano, la maggior parte del quale lavora e sviluppa il prodotto a Modena, ma anche una sede in America, presto avrà una presenza importante in Australia e altre sedi in Sud America e a Londra”. Del resto, quello proposto da Evensi non è certo un prodotto locale: creato tre anni fa da Paolo Privitera, il sito aggrega centinaia di migliaia di eventi in tutto mondo, suddivisi per città e tag. E proprio questo ha fatto gola al fondo di Gianluca Dettori. Che, a proposito di venture capital, ha già segnato un appuntamento in agenda: il 4 marzo sarà a Torino dove Luigi Di Maio presenterà un nuovo grade Fondo strategico per il Paese: il Fondo Nazionale Innovazione.

Il Fondo Nazionale Innovazione, Dettori: “Il prossimo anno potrebbe cambiare tutto per le startup italiane”

Nella nota del Ministero dello Sviluppo Economico con cui il vice premier invita alla presentazione del nuovo fondo, viene reso noto che il nuovo strumento “prenderà il via a breve con una dotazione di partenza vicina a 1 miliardo di euro”. “Questo fondo è davvero importante, è qualcosa che mancava e che serve per far partire davvero l’ecosistema startup” dice Dettori. Uno strumento che può cambiare completamente il passo del tema startup in Italia e che arriva solo ora perché negli ultimi dieci anni sono state create le condizioni necessarie: “l’Italia sta dimostrando di essere in grado di generare startup di grande qualità e di levatura internazionale” continua il presidente di Primomiglio. “È chiaro che se facciamo paragoni a livello globale, ci sono competitor che hanno risorse più importanti, ma finora questa è la manovra più importante che abbiamo visto sul tema degli investimenti in startup. Se i decreti attuativi riusciranno a tradurre la legge in fatti, tra un anno potremo assistere an cambiamento completo dello scenario in cui possono operare le startup italiane”.

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Dunque, quel miliardo annunziato da Di Maio farà la differenza per le startup italiane. “Se si pensa che l’anno scorso sono stati investiti in startup italiane circa 200 milioni e che si parla di un miliardo all’anno, direi che la differenza è notevole” continua Dettori.

Non solo. Il 4 marzo si parlerà anche degli altri elementi che fanno apparire la Manovra come il primo vero Innovaction Act.Nuovi incentivi per chi investe o acquista una startup, almeno il 15% degli utili delle partecipate dello Stato indirizzato al venture capital, rimodulazione dei PIR per garantire una parte di allocazione verso startup e fondi di venture capitale” si legge nell’invito di partecipazione del Ministero.

“La nota del 15% è interessante perché tutti gli anni le partecipate dello Stato andranno ad alimentare questo Fondo che sarà poi gestito da Cassa Depositi e Prestiti” puntualizza ancora Dettori. Per quanto riguarda i PIR, “si tratta di strumenti costruiti dai governi precedenti per veicolare risorse finanziarie importanti alla piccola media impresa italiana. La raccolta complessiva dei PIR si aggira attorno a una decina di miliardi. Di questi, il 3,5% sarà ora destinato al venture capitale e quindi alle startup. Ovviamente, bisogna attendere i decreti attuativi ed essere consapevoli che non accadrà tutto subito: bisogna attendere 4-5 anni perché tutto ciò avvenga. Ma stiamo parlando di misure che in maniera stabile porteranno risorse alle startup” sostiene Gianluca Dettori. Che passa in rassegna gli altri elementi della Manovra che ritiene interessanti: l’incentivo per chi investe in startup o in fondi di venture è al 40%, cifra non indifferente. E poi c’è il 50% della defiscalizzazione per un’azienda tradizionale che compra una startup. Questo è un punto importante perché sono due gli elementi mancanti per costruire un ecosistema funzionante e competitivo a livello internazionale: il primo è quello dei soldi, il secondo è quello delle exit. Le imprese italiane non fanno open innovation acquistando startup, mentre il mondo va nella direzione opposta: le aziende leader nei mercati internazionali, soprattutto quelle tecnologiche, fanno decine e decine di acquisizioni per migliorare offerte, team e competenze” conclude Dettori. Già pronto per ascoltare Di Maio il 4 marzo.

Concetta Desando

Due menzioni speciali al premio di giornalismo M.G. Cutuli, vincitrice del Premio Giuseppe Sciacca 2009, collaboro con testate nazionali. Per EconomyUp mi occupo di startup, innovazione digitale, social network