Fintech, la startup Instapartners cambia nome e diventa Credimi | Economyup
Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Digital Lending

Fintech, la startup Instapartners cambia nome e diventa Credimi

13 Set 2016

Dopo aver ricevuto l’autorizzazione di Banca d’Italia all’esercizio dell’attività di concessione di finanziamenti al pubblico, la società di digital lending per le pmi fondata da Ignazio Rocco di Torrepadula ha battezzato il suo nuovo prodotto: servirà ad anticipare le fatture verso clienti interamente online

Ignazio Rocco di Torrepadula CEO di Credimi
InstaPartners cambia nome e diventa Credimi. La startup fintech, che si occupa di digital lending per le Pmi, ha ricevuto l’autorizzazione di Banca d’Italia all’esercizio dell’attività di concessione dei finanziamenti al pubblico.

La società milanese – che tra i suoi azionisti, oltre al management e al fondatore Ignazio Rocco di Torrepadula, conta alcuni nomi noti dell’imprenditoria e della finanza come Alessandro e Mauro Benetton, Paolo Merloni, Lorenzo Pelliccioli, Nerio Alessandri, la famiglia Venesio, Hans Paul Burkner (chairman di The Boston Consulting Group) e Giovanni Landi (fondatore di Anthilia Sgr) – ha assunto la denominazione Credimi Spa.

Credimi è il nuovo prodotto di finanziamento digitale dedicato alle pmi italiane, con il quale sarà possibile anticipare le fatture verso clienti interamente online, in  maniera estremamente semplice, veloce e flessibile e a prezzi molto convenienti. Il prodotto sarà inizialmente riservato ai fornitori di alcune aziende partner e, nei prossimi mesi, sarà reso disponibile a tutte le aziende italiane.

Il mercato del finanziamento a fronte di crediti commerciali in Italia si caratterizza per un giro di affari potenziale molto ampio, pari a circa 400 miliardi di euro, ma anche per tassi applicati su anticipo fatture e RiBa ancora piuttosto elevati:  il dato medio nazionale è pari a 4,67%, ma per le piccole imprese i costi sono fino a tre o quattro punti più alti.  All’interno di questo contesto, Credimi si propone come un canale di finanziamento alternativo per le pmi altamente competitivo anche in termini di costi.

Il cambio di nome è parte di un progetto di comunicazione più ampio volto a raccontare, in modo semplice e universale, le caratteristiche del prodotto e i valori dell’azienda: credere nella potenzialità del lavoro e delle piccole e medie imprese, inizialmente italiane e successivamente europee e globali; e credere nella potenzialità di rendere la vita (e il credito) semplici, veloci e trasparenti.

Ignazio Rocco di Torrepadula, fondatore e CEO di InstaPartners e da oggi di Credimi, commenta: «Accogliamo con grande soddisfazione l’autorizzazione di Banca d’Italia, che riconosce il rispetto dei requisiti richiesti dal nuovo articolo 106, divenuti ancora più severi, e la solidità della nostra struttura organizzativa e di governance». E poi aggiunge: «Abbiamo scelto un nome familiare, semplice e ottimista, in linea con la nostra sensibilità. Un nome italiano, ma universale e riconoscibile in tutte le lingue. Credimi ci rappresenta molto bene».

La squadra di Credimi oggi include 14 persone, con esperienze diversificate, provenienti da aziende come Google, Goldman Sachs, Citigroup e DB, BCG, McKinsey e Unilever.

 

Fabrizio Marino
Giornalista

Sono stato responsabile della sezione Innovazione e Tecnologia de Linkiesta, ho gestito la comunicazione di Innogest, sono Content Creator per PoliHub. Per EconomyUp mi occupo di innovazione e startup.

Articoli correlati