Estonia, il Paese startup: come ha fatto a diventare il più digitale d'Europa | Economyup

SOCIETA' DIGITALE

Estonia, il Paese startup: come ha fatto a diventare il più digitale d’Europa



L’Estonia ha dovuto “ricominciare da zero” all’inizio degli anni ’90 ed è stata costruita su Internet, dimostrando che storia, risorse o dimensioni non sono obbligatorie per creare un Digital Country. Oggi è il Paese più digitale d’Europa, dove il 99% dei servizi pubblici sono disponibili via web.

di Edoardo Gava

05 Gen 2021


Nonostante una popolazione di appena 1,3 milioni di persone, la “Piccola Estonia” figura tra le società digitalmente più avanzate al mondo. Negli ultimi 20 anni questa nazione post-sovietica è diventata una mecca per la tecnologia, con il più alto numero di startup pro capite (oltre 30 ogni 100mila abitanti, contro le 5 della media europea), una delle connessioni ad Internet più estese e potenti al mondo, e uno dei primi e dei pochi Paesi in cui la programmazione è una delle colonne portanti del sistema educativo. E dove, soprattutto, ogni singolo servizio pubblico funziona online senza iter burocratici complessi.

I numeri parlano da soli: le tasse possono essere pagate completamente online in meno di cinque minuti; come già accennato, il 99% dei servizi pubblici del Paese sono disponibili via web 24 ore su 24 e quasi un terzo dei cittadini vota digitalmente. Inoltre, il 71% del Pil dell’Estonia viene da aziende digitali, come sottolinea CNBC. Tutto ciò è reso possibile da una serie di sistemi informatici e digitali estremamente sicuri ma soprattutto user friendly costruiti dal governo.

Come ha fatto l’Estonia a diventare The Digital Country?

Quando l’Estonia ha riacquistato l’indipendenza dall’Unione Sovietica, nel 1991, il Paese avviò una serie di riforme accelerate per modernizzare l’economia. La sfida era quella di creare un apparato di governo completamente nuovo ma competitivo con il resto dell’Europa per un numero di abitanti relativamente modesto. Un approccio tradizionale sarebbe stato economicamente impraticabile per il governo di un piccolo stato, quindi la risposta fu trovata nell’ICT.

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Dematerializzazione

In particolare, la suggestiva storia che racconta come l’Estonia sia diventata “E-stonia” prese il via nel 1996, con il supporto della Tiger Leap Foundation, un ente governativo di investimento in tecnologia.

Grazie alla Tiger Leap, tutte le scuole estoni andarono online. Un’iniziativa fondamentale fu quella di portare i computer in ogni classe. Inoltre, verso la fine degli anni ’90, vennero varati ingenti investimenti nelle reti e nelle infrastrutture informatiche.

Cinque anni più tardi, un gruppo di oltre dieci società lanciò una partnership strategica pubblico-privato, chiamata Look@World Foundation, con l’obiettivo di promuovere la digital awareness e spingere all’uso di Internet e delle tecnologie informatiche (ICT), in particolare nei campi di istruzione, scienza e cultura.

Come iniziativa di supporto aggiuntivo, il governo estone offrì anche un training informatico gratuito al 10% della popolazione adulta. Questi sforzi congiunti contribuirono a innalzare il tasso di penetrazione di Internet:

A luglio 2016, il 91,4% degli estoni usava Internet, un grande balzo rispetto al 2000, quando solo il 28,6% era connesso.

Nel 2002, l’Estonia lanciò un sistema anagrafico high-tech in cui le carte d’identità fisiche sono abbinate a firme digitali che gli estoni possono utilizzare per pagare le tasse, fare operazioni di online banking e accedere ai propri dossier sanitari.

Estonia, un Paese costruito su Internet

Dato che l’Estonia è un Paese costruito su Internet, il Wi-Fi è ovunque. Dal 2002, il governo aveva costruito una rete Wi-Fi gratuita che ha coperto le aree più popolate. E la copertura 4G è disponibile perfino nei luoghi più remoti.

Un altro passo avanti nel mondo digitale arrivò nel 2005, quando, mentre altri Paesi ci stanno ancora pensando, l’Estonia diventò il primo Paese ad adottare il voto online.

Un ulteriore pilastro chiave della società digitale dell’Estonia è stato il lancio della e-Residency, che ha anche avuto merito di dare ulteriore slancio al suo già florido ecosistema di startup. Questa iniziativa, unica nel suo genere, consente alle persone di avviare attività nel Paese senza viverci. Questo programma funziona come una “landing zone” per le aziende che tentano di avviare le loro attività nell’Unione Europea per trarre vantaggio dal mercato unico.

Dal suo lancio, oltre 50mila persone da tutto il mondo hanno fatto richiesta di residenza virtuale. Così oggi i cittadini, armati con una carta di identità con un chip e un pin, possono gestire i loro affari da un laptop o da un telefono, ovunque ci sia una connessione.

Certamente, non si può dire che il percorso che ha consentito all’Estonia di diventare una società digitale sia stato privo di ostacoli. Per esempio, nel 2007, il Paese subì un massiccio attacco informatico che distrusse gran parte della sua infrastruttura digitale. In seguito all’attacco, l’Estonia ha deciso di diventare il promotore del Cyber Defense Centre of Excellence della Nato. In aggiunta, il governo estone ha creato un database in Lussemburgo per eseguire il backup di tutti i suoi dati. Il problema non è stato del tutto risolto, dato che i funzionari estoni hanno risposto a più di 10.000 incidenti informatici nel 2017 e tali attacchi continuano anche oggi. I governi dell’Estonia hanno ammesso che essere una società digitale non è una condizione priva di rischi, e che questo comporta anche la necessità di essere preparati alle minacce informatiche. La “cyber hygiene” è essenziale e continuerà a esserlo per ogni cittadino, e il Paese cercherà di promuoverla in particolare con un’istruzione adeguata.

L’ecosistema delle startup in Estonia

Come ricorda il Wall Street Journal, l’Estonia produce un numero pro-capite di startup superiore a quello di qualsiasi altro Paese in Europa. Con oltre 400 startup, la capitale Tallinn è stata ribattezzata dal New York Times “una Silicon Valley sul Mare Baltico”.

L’impennata negli investimenti è il risultato diretto dello sviluppo tecnologico in atto nel piccolo stato baltico. Ancora più sorprendente è il numero di aziende originarie della regione che ora si collocano tra le imprese europee più conosciute e di successo.

Tra le più note vi è sicuramente Skype, il cui software proviene appunto dall’Estonia, ma ci sono molti altri esempi, la maggior parte sempre in ambito tecnologico e digitale. Il servizio di trasferimento di denaro TransferWise, per esempio, sviluppato anch’esso in Estonia, ha ora un valore di oltre 5 miliardi di dollari. A riprova di quanto sia piccolo l’ecosistema del Paese, il fondatore di TransferWise, Taavet Hinrikus, è stato il primo dipendente di Skype.

Dopo 15 anni, il servizio di video-comunicazione, oggi di proprietà di Microsoft, ha ancora un centro di sviluppo in Estonia. L’azienda ha fornito un’esperienza inestimabile a molti estoni, molti dei quali hanno avviato proprie iniziative di successo a livello globale dopo la loro carriera in Skype. Ex dipendenti e fondatori, che si sono auto-battezzati come “la Skype Mafia”, hanno poi lanciato insieme oltre 40 startup, come la già menzionata TransferWise, ma anche Starship Technology e Deeki

Estonian Investment Landscape: showing the deal value and count for Estonian startups over time (Source: Pitchbook)

 Il grafico mostra il numero e il valore dei deal conclusi da startup con una sede in Estonia (che includono sia quelle che hanno lì il loro quartier generale, sia quelle che vi hanno stabilito uffici e sedi secondarie, secondo i dati di Pitchbook).

L’Estonia ha visto i suoi investimenti nel campo del Venture Capital aumentare nel corso degli anni. Il 2018 è stato l’anno record per le startup estoni, con 135 deal e 438 milioni di dollari di capitali investiti. Questa crescita è dovuta in gran parte ai round di finanziamento di un pugno di startup: Transferwise e Bolt da sole hanno raccolto oltre 630 milioni in tre anni.

Il grafico mostra anche l’effetto dell’e-Residency, che ha portato all’avvio di molte startup (o all’apertura di loro uffici) in Estonia. In questo modo, è stato possibile attrarre un maggior numero di talenti e investimenti nel Paese.

La crescita del mercato estone delle startup è stato particolarmente evidente negli ultimi tre anni. Il totale degli investimenti delle startup con la sede principale in Estonia ha viaggiato in un range tra 130 e 230 milioni di dollari, cifre incredibili se confrontate con le dimensioni del Paese e il numero di abitanti.

Le tre principali startup estoni

TransferWise

TransferWise è una società che ha sviluppato un’applicazione per il trasferimento di denaro progettata per inviare denaro all’estero. L’applicazione rimuove tutte le spese nascoste normalmente applicate sui transfer, permettendo così alle persone di inviare denaro all’estero a costi inferiori, con tassi di cambio mostrati in tempo reale, e con la possibilità di tracciare quanto trasferito tramite smartphone. Un investitore di cui non è stata divulgata l’identità ha venduto una partecipazione del 6,38% nella società a Fidelity Investments, Vulcan Capital, LocalGlobe, Lone Pine Capital, D1 Capital Partners e Baillie Gifford per 319 milioni di dollari il 28 luglio 2020, portando la valutazione post-money della società a 5 miliardi.

Bolt

Bolt, prima chiamata Taxify, è una società sul “modello Uber” che sviluppa una piattaforma mobile-based per trovare un mezzo di trasporto, con l’intento di fornire un modo più conveniente per spostarsi. La piattaforma aiuta gli utenti a cercare e prenotare online  diversi tipi di veicoli online in base a posizione, data, prezzi o valutazioni, consentendo loro di trovare in modo semplice delle opzioni di viaggio confortevoli. Bolt ha raccolto finanziamenti Venture per 108 milioni di dollari da Naya Capital il 26 maggio 2020, portando la sua valutazione pre-money a 1,7 miliardi.

Starship Technologies

Starship Technologies ha sviluppato veicoli a guida autonoma per il delivery, con l’intento di rivoluzionare il settore delle consegne di cibo e prodotti confezionati. La società, i cui veicoli sono una combinazione di mobile technology e robot autonomi, lavora in partnership con negozi e ristoranti per rendere il delivery locale rapido e conveniente, e consentire ai consumatori di mandare e ricevere prodotti ovunque e in ogni momento. Il 20 agosto 2019 la società ha raccolto 40 milioni di dollari con un round di finanziamento Serie A guidato da Morpheus Ventures, che ha spinto la valutazione pre-money a 160 milioni.

Le tre principali startup estoni emergenti

Veriff

Veriff è una società di verifica online dell’identità che protegge le aziende e i loro clienti dalle frodi. Dato che nell’era digitale è sempre più facile per le aziende registrare nuovi clienti online, allo stesso tempo questo facilita anche le truffe e il furto di identità. Veriff ha sviluppato un software facilmente integrabile nel processo di onboarding per prevenire il furto di identità. La startup utilizza sistemi di validazione di documenti e dati, analisi video, confronto dei volti, impronte digitali dei dispositivi e controlli sui registri per fornire alle aziende risultati in tempo reale. Il 1 ° luglio 2020 la società ha raccolto 15,5 milioni di dollari di finanziamenti da Mosaic Ventures, NordicNinja VC, BaltCap e Change Ventures. Anche Y Combinator ha partecipato al round.

Xolo

Xolo punta a rendere dieci volte più facile l’avvio e la gestione di una moderna microimpresa. Dal settore bancario alla contabilità, fino alle tasse, Xolo aiuta imprenditori e liberi professionisti a gestire le proprie attività a distanza attraverso un unico servizio. La società ha raccolto 6,8 milioni di dollari di capitali di rischio in un round di serie A in un accordo guidato da Karma Ventures, Leap Ventures e Vendep Capital il 15 luglio 2019.

Salv

Salv sta rivoluzionando il settore della compliance finanziaria grazie alle smart technologies. Dato che nel mondo viene individuato appena l’1-2% delle attività di riciclaggio, nonostante le istituzioni finanziarie siano al 100% compliant con le regole stabilite in materia, Salv ha pensato che dovesse esserci una risposta a questo problema.  Le soluzioni di data protection più intelligenti, rapide ed efficaci sviluppate da Salv si integrano facilmente nei sistemi IT già adottati dalle banche. Gli istituti mantengono un totale controllo sulla governance e allo stesso tempo aumentano moltissimo le loro attività di compliance e reporting activities. L’azienda ha ottenuto 2 milioni di dollari di finanziamenti seed in un deal guidato da Fly Ventures il 3 dicembre 2019.

Top 3 Estonian VC & Accelerator

Startup Wise Guys

Startup Wise Guys è un acceleratore con sede a Tallinn, in Estonia, che fornisce seed capital, spazi per uffici e tutoring alle società early-stage. L’azienda cerca di investire nei settori SaaS business to business, fintech, cybersecurity e intelligenza artificiale. L’acceleratore ha investito in più di 150 aziende da cui ha ottenuto 29 exit.

BaltCap

BaltCap è specializzata in investimenti buyout, growth e Venture Capital in società dei Paesi Baltici di media dimensione e non quotate, con focus particolare su servizi finanziari e per il business, healthcare, industrial, technologia, media, e altro. Gli asset in gestione del fondo (AUM) ammontano a 449 milioni di euro, con oltre 100 investimenti.

Tehnopol Startup Incubator (TSI)

TSI è un incubatore che investe e accelera società nei campi di ICT, tecnologia, health e green technology. L’incubatore conta oltre 100 investimenti, che hanno generato 32 exit.

L’Estonia, un Paese che è una startup

La relazione tra l’Estonia e le nazioni europee più “storiche” è paragonabile a quella tra startup e aziende affermate. Infatti, l’Estonia ha dovuto “ricominciare da zero” all’inizio degli anni ’90 e, dal nulla, ha dovuto trovare una struttura di governo leggera per stare al passo con i più grandi Paesi europei.

In questo modo, ha costruito e adottato un governo snello e agile, capace di “moltiplicare le proprie risorse” con l’innovazione tecnologica. Allo stesso modo, le nuove banche che entrano nel mercato (società fintech) colmano il divario con le banche tradizionali attraverso la semplificazione dei processi e una user experience innovativa.

Molti Paesi europei, tra cui l’Italia, spesso hanno a che fare con sistemi vecchi e appesantiti dalla burocrazia, che non consentono facilmente di imporre con rapidi cambiamenti strutturali nella società. Così, diventa molto più impegnativo e complesso creare condizioni favorevoli allo sviluppo di un ecosistema dell’innovazione.

È possibile concludere che l’Estonia stessa sia un “Gov-tech” (adottando terminologie conosciute dal mondo startup) per virtù e per necessità. Una nazione che è stata in grado, attraverso la tecnologia, di reinventarsi e dimostrare che la storia, le risorse o le dimensioni non sono obbligatorie per creare una società “digitale”, rappresenta senza dubbio il fiore all’occhiello dell’innovazione europea.

(L’articolo “E-stonia – The digital country” è stato pubblicato sul secondo numero di “The Society Magazine-Decrypting Tomorrow”, un progetto editoriale di U-Start che ambisce a rappresentare un nuovo strumento di informazione ed education nel mondo del VC, dando una visione a 360 gradi del panorama italiano ed internazionale).

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Edoardo Gava

Edoardo consegue la laurea magistrale in Ingegneria Gestionale ad Udine con Double Degree in collaborazione con l’università austriaca FH Joanneum di Graz. Terminati gli studi inizia a collaborare come consulente…