Enzo Bianco, il sindaco startupper di Catania | Economyup
Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Enzo Bianco, il sindaco startupper di Catania

29 Giu 2013

«Il vulcano delle startup mi ha contagiato», ha confessato il primo cittadino in visita all’acceleratore Working Capital. Dove ha annunciato un progetto e una sfida per la città: «In un’area limitrofa a questo vostro spazio creeremo la Città dell’Innovazione».

Enzo Bianco ha raccolto a Catania il pallone da Basket di Working Capital
Ecco il sindaco startupper. Enzo Bianco, appena insediatosi nella città siciliana, tra le sue prime uscite pubbliche è andato nell l’acceleratore Working Capital di Telecom Italia a Catania. Un chiaro segnale della volontà di accelerare e di puntare sull’innovazione e sui giovani per la crescita della città durante il suo nuovo mandato. Bianco è entrato in azione raccogliendo la palla (nel vero senso della parola, come si vede dalla foto) e lanciando le sue sfide per il futuro della città. Sfide che vedono gli startupper e la loro passione «al centro di un tavolo aperto su Catania per migliorare i servizi» con la volontà, ha detto Bianco, di «mettere l’Innovazione al centro del nuovo mandato».

«Condividere questo spirito con chi la città cerca di portarla in alto – ha aggiunto il fondatore di Working Capital, Salvo Mizzi – è fondamentale. Con il sindaco Bianco abbiamo deciso di supportare in maniera concreta le startup a Catania, perché solo risolvendo i problemi si crea ricchezza».

Un impegno del sindaco, lanciato dal WCAP gestito da StratupCT, che si avvierà con la «volontà di creare la Città dell’Innovazione partendo dall’area limitrofa alla sede etnea di Working Capital», in un processo di contaminazione e contagio che non ha risparmiato lo stesso Bianco.

«La visita all’Acceleratore durante la campagna elettorale mi ha dato una carica enorme. Il vulcano delle startup mi ha contagiato», ha confessato il primo cittadino durante l’incontro con i giovani startupper che, venerdì 28, hanno completato un mese di accelerazione d’impresa per far diventare realtà le proprie idee innovative. Con loro Enzo Bianco si è soffermato, condividendo passione e voglia di muoversi innovando.

Lunedì 1 luglio, a partire dalle 11, le startup innovative, selezionate da Working Capital, inizieranno il percorso di accelerazione d’impresa di tre mesi con un “welcome” pubblico per raccogliere le idee che partono dal territorio.

Redazione

  • mariobucolo

    e mentre il sindaco si da alla fuffa, le vere startup catanesi viaggiano e fanno affari tra Milano, New York e Londra.

  • mariobucolo

    meno male che il titolo è “l’altro sud”, orgoglioso di far parte, con molti altri seri e concreti imprenditori, dell’altro…appunto…questo è ancora il vecchio sud fatto di raccomandazioni, marchette e fuffa.

  • Gabriele

    ovviamente prima si pensa a fare le piramidi e poi a costruire le case… la delinquenza a Catania aumenta, la gente non sa più dove sbattersi la testa per lavorare, ma Bianco va nella sede del WCAP… che è fra l’altro quella di un’azienda, piuttosto che riunire le startup catanesi ed incontrarle… ma siamo a Catania… e fare questo fa sicuramente più notizia che fare qualcosa realmente per gli altri.

  • MarioBucolo

    ed era stato anche informato, da me, che alcune serie realtà han rappresentato Catania sia a milano alla recente fiera delle startup (guarda caso due non “Inquadrate” nel sistema fuffa catanese) che a New York. Quindi neanche tipo “ah non lo sapevo”. Va beh vuol dire che per i prossimi 5 anni faremo finta di non essere catanesi, anzi ora – personalmente – leverò anche Catania dai biglietti da visita, meglio scrivere “no where”.

  • mariobucolo

    Come previsto nell’altro sud non siamo poi così pochi…e ci sono anche le iene, in fondo anche la loro è una startup:

    http://www.ienesiciliane.it/cronaca/11193-catania-stellare-la-fuffastartup.html

  • MarioBucolo

    Secondo fonti interne a Wcap (di ragazzi delusi dalla selezione) sembra che 3 delle startup selezionate siano riconducibili direttamente ad amici e fidanzata dei gestori di working capital Catania. Interpellati sull’argomento non hanno smentito, scrivendo solo le procedure di selezione non sono condizionabili. Evidentemente a Catania siamo così avanti che anche il caso diventa preponderante nel far si che, in modo casuale, tre su cinque startup siano così strettamente collegate.Come dicono a Striscia la Notizia “ecchecasoooooo”, certo se poi andassimo sul terreno caro ad Agatha Christie dove 3 indizi fanno una prova…allora il discorso cambia e torneremmo sempre alla solita mentalità siciliana dell’amico dell’amico.