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EdisonPulse, 400 startup in gara con la sharing economy in testa

28 Apr 2016

Tra i progetti ammessi alla finale del contest lanciato da Edison oltre la metà sono dedicati all’economia della condivisione. Il maggior numero di iscritti arriva dalla Lombardia. Si possono votare online fino al 5 maggio. In palio 195mila euro e un’attività di incubazione per i più promettenti

Quattrocento progetti ammessi, oltre la metà dei quali collegati alla sharing economy, l’economia della condivisione: sta procedendo a questi ritmi Edison Pulse, il contest di Edison per le idee più innovative negli ambiti Internet of Things, Low Carbon City e, appunto, Sharing Economy. I 400 selezionati sono stati appena ammessi alla fase finale del concorso che mette in palio un sostegno economico e, per alcuni, un’attività di incubazione per trasformare queste iniziative in realtà imprenditoriali di successo.

I progetti sono arrivati da tutta Italia, ma soprattutto dalla Lombardia che conferma il suo primato nel campo delle startup per il terzo anno consecutivo. È infatti la regione italiana che conta più iscritti al premio: 86. A seguire, sempre sul podio degli iscritti, troviamo il Lazio con 53 progetti in gara e il Piemonte con 37. Poco sotto la vetta, la Sicilia con 34l’Emilia Romagna con 33 e la Campania con 27. La categoria più partecipata è la Sharing Economy con 210 sfidanti, subito dietro l’Internet of Things (IoT) con 103 partecipanti e la Low Carbon City con 77.

“Abbiamo portato Edison Pulse in tutta Italia e raccolto grandissimo entusiasmo per questa iniziativa che è già alla terza edizione” dichiara Andrea Prandi, direttore Relazioni Esterne e Comunicazione di Edison. “Sarà difficile scegliere, abbiamo tante realtà interessanti e di qualità iscritte. Di sicuro vedremo nascere storie di successo, come è avvenuto finora con Edison Pulse”.

Edison Pulse mette in palio complessivamente 195.000 euro e un’attività di incubazione per i progetti che risulteranno più all’avanguardia e con maggiori potenzialità di sviluppo. Nello specifico, la categoria Internet of Things raccoglie i progetti improntati al dialogo intelligente tra strumenti e oggetti di tutti i giorni; nella Low Carbon City rientrano le proposte volte a migliorare la vivibilità delle città attraverso l’efficienza energetica, lo snellimento del trasporto urbano o il riutilizzo delle risorse; la Sharing Economy è il bacino delle iniziative capaci di creare nuove piattaforme social (per esempio, Airbnb e Uber) o di sfruttare in modo originale quelle già esistenti, con l’obiettivo di mettere in contatto le persone per condividere, scambiare o vendere beni e servizi, generando benefici economici o sociali per la collettività.

Da questo momento la competizione entra nel vivo. Per conoscere tutti i progetti in gara è possibile collegarsi al sito www.edisonpulse.it, dove sono consultabili anche su base regionale. Quest’anno, inoltre, grande spazio è lasciato al ruolo della rete: gli utenti del sito potranno votare fino al 5 maggio le idee che intendono supportare. I tre progetti (uno per categoria) che riceveranno più voti accederanno direttamente alla finale, superando di diritto la preselezione della giuria.

Con Edison Pulse, la società energetica di Foro Buonaparte si impegna a premiare la creatività e l’imprenditorialità degli innovatori italiani, e a sostenere soprattutto quei progetti che rispecchiano la filosofia di Edison mettendo in primo piano la centralità dei clienti e la sostenibilità.

L’annuncio dei 15 finalisti (5 per categoria: quattro selezionati dalla giuria e uno dal web) sarà dato il 31 maggio. Mentre i vincitori saranno proclamati nel mese di giugno durante l’Innovation Week di Edison. Oltre al premio in denaro, i progetti vincitori verranno seguiti presso un incubatore per ottimizzare il business model, avranno la possibilità di usufruire di uno spazio di co-working a Milano e di una campagna di comunicazione a cura di Edison per dare visibilità ai progetti.

 

Luciana Maci
Giornalista

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale

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