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Appuntamenti

eCommerce Netcomm Forum, le potenzialità di un’industria ancora nana

13 Mag 2016

In Italia il commercio on line vale ancora il 4% del totale degli acquisti. Lo spazio di crescita è enorme: sarà indagato in occasione dell’appuntamento al Mico di Milano il 18 e 19 maggio. “Servono investimenti ma anche attenzione alle esigenze dei consumatori”, dice Riccardo Mangiaracina dell’Osservatorio del Polimi. Il ruolo delle startup

Un settore immaturo, e per questo ricco di opportunità. È la fotografia dell’ecommerce in Italia. “La penetrazione dell’ecommerce B2c sul totale acquisti retail è pari al 4% nel 2015. Un dato che non può cosinderarsi soddisfacente”, osserva Riccardo Mangiaracina, direttore dell’osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano. “Ma rivela tutte le potenzialità che ci sono”. E che saranno al centro della ventunesima edizione delleCommerce Netccomm Forum, in programma a Milano il 18 e 19 maggio, negli spazi del centro congressi Mico a Milano.

Il Forum sarà un momento di incontro per approfondire le dinamiche dell’intera filiera dello shopping online, grazie all’intervento di imprenditori, investitori, esperti del settore e startupper. Dal cibo al turismo, dalla cosmetica al fashion quali saranno i settori in grado di creare nuovi modelli di business online capaci di rilanciare le vendite? Le risposte interessano gli oltre seimila partecipanti che animeranno convegni e workshop della due giorni milanese.

«Per far decollare l’e-commerce in Italia bisogna creare offerta. Servono investimenti per far sì che il canale online di vendita diventi strategico a tutti i livelli, dal grande retailer fino alle startup», dice Mangiaracina. Ma non c’è solo il dato economico.  «Occorre mettersi dalla parte del consumatore – aggiunge Mangiaracina – fare innovazione in questo settore significa prima di tutto comprendere le esigenze di chi acquista. Bisogna lavorare sulla customer experience, e rendere innanzitutto semplice l’esperienza di acquisto».

Con la nascita di Yoox, player consolidato nel settore da oltre 10 anni, sembra esserci stato un cambio di rotta importante, legato anche ad un approccio all’acquisto privo di scetticismo da parte del consumatore. Oggi, a percorrere questa direzione con successo sembrano essere le startup legate alla vendita di cibo. «Noto un certo fermento in questo campo –continua Mangiaracina – la maggior parte delle startup che operano nel food stanno iniziando ad aggregare offerte e conquistare l’apprezzamento degli utenti. In futuro credo si andrà sempre di più verso un consolidamento del settore intorno a 3-4 grandi player internazionali. Il motivo? Bisogna raggiungere la necessaria massa critica per poter generare grossi volumi e di conseguenza profitti».

Fabrizio Marino
Giornalista

Sono stato responsabile della sezione Innovazione e Tecnologia de Linkiesta, ho gestito la comunicazione di Innogest, sono Content Creator per PoliHub. Per EconomyUp mi occupo di innovazione e startup.

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