Startup

Detrazioni fiscali, l’Unico 2014 è pronto ma manca la firma di Saccomanni

Nel modello di quest’anno ci sarà una casella collegata agli incentivi previsti dal Decreto Crescita 2.0 per chi investe in start up innovative. Ma il ministro dell’Economia non ha ancora firmato il decreto attuativo

Pubblicato il 24 Gen 2014

Il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni

Nel modello Unico 2014 ci sarà la voce “detrazioni investimenti startup”. Economyup ha appreso da fonti ministeriali che i modelli sono pronti e sarebbe stata inserita una casella collegata agli incentivi previsti dal Decreto Crescita 2.0 per chi investe in start up innovative ma non ancora in vigore perché manca ancora la firma del ministro dell’Economia Saccomanni nel decreto attuativo. Un anno dopo, quindi, un passaggio importante per l’innovazione italiana è ancora bloccato nelle maglie tortuose della burocrazia.

Chi segue le vicende dell’ecosistema startup italiano ricorderà i tweet di giubilo dei funzionari ministeriali ed addetti del settore lo scorso 6 dicembre in seguito all’arrivo del via libera, da parte della Commissione Europea, per gli incentivi fiscali a favore di chi investe in startup innovative. Da sabato è disponibile anche il testo della decisione.

In particolare, questi incentivi riguardano le persone fisiche e le persone giuridiche. Per le prime sono previste detrazioni del 19% per importi fino a 500.000 euro; per le seconde, invece, i benefici fiscali sono pari al 20% per importi fino a 1,8 milioni di euro. Le percentuali salgono rispettivamente al 25% per le persone fisiche e al 27% per le persone giuridiche qualora l’azienda in cui si investe è a vocazione sociale oppure sviluppa tecnologie applicate al mondo energetico.

“La vittoria conseguita con il via libera da parte della UE è estremamente importante. L’Italia ora può finalmente attivare i meccanismi per supportare la crescita e lo sviluppo delle nuove imprese innovative. La possibilità, per le persone fisiche e giuridiche, di usufruire di incentivi fiscali per gli investimenti in startup è, assieme alla diffusione dei primi portali di equity crowdfunding, la strada giusta per allocare risorse per l’innovazione. E’ stato un percorso lungo, ma grazie ad un eccellente lavoro di squadra ce l’abbiamo fatta. Ora bisogna attendere il decreto attuativo, ma è già pronto. Deve solo essere firmato dai Ministri Zanonato e Saccomanni“, aveva detto Stefano Firpo, capo della segreteria tecnica del Ministero dello Sviluppo Economico.

In effetti, dopo solo due settimane, il 19 dicembre, con un tweet il Ministro Zanonato annunciava di aver firmato il tanto atteso decreto attuativo. Un altro grido di giubilo da parte del popolo startupper italiano e la quasi-certezza di aver portato a termine un lungo percorso iniziato l’anno precedente con l’emanazione del Decreto Crescita 2.0.

A più di un mese dalla firma del Ministro Zanonato, del decreto attuativo per le agevolazioni fiscali non ne parla più nessuno. Per entrare in vigore, infatti, è necessario che anche il Ministro Saccomanni lo firmi. Perché non lo ha ancora fatto?

Da fonti accreditate abbiamo saputo che anche per l’entrata in vigore del decreto sul credito d’imposta per l’assunzione di personale altamente qualificato al Ministero dell’Economia hanno impiegato un anno per dare l’ok. Succederà anche questa volta? Speriamo proprio di no!

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