C'è un nuovo fondo per le startup e l'innovazione nel Lazio: come funziona e a chi è rivolto | Economyup
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EUREKA!

C’è un nuovo fondo per le startup e l’innovazione nel Lazio: come funziona e a chi è rivolto

di Stefano Peroncini

25 Lug 2018

Il 18 settembre parte Innova Venture, una nuova iniziativa di Lazio Innova: 20 milioni per startup e PMI in grado di sviluppare l’innovazione nel Lazio. Uno degli esperti del comitato di investimenti di FareVenture, il programma di venture capital della Regione, ci racconta perché è importante. E non solo per il Lazio

È ufficiale: il Lazio, al momento, si posiziona tra i primissimi posti in classifica nel campionato dell’innovazione in Italia, per visione e per capacità di execution. Questo il messaggio di sintesi chiaramente emerso dall’evento di lancio di una nuova iniziativa a cura di Lazio Innova in ambito Venture Capital. Si tratta di LAZIO VENTURE, 56 MILIONI DI EURO, uno strumento di investimento che rientra nella più ampia strategia della Regione di produrre innovazione nel Lazio, di trasformare il territorio – per dirla con le parole del Presidente Nicola Zingaretti – con un “nuovo modello di sviluppo economico, che possa garantire al Paese prosperità e sviluppo per i prossimi 100 anni”. Un modello che sposa e abbraccia a tutto tondo l’innovazione, il capitale di rischio e l’imprenditoria diffusa, facendo leva sulle competenze e le eccellenze locali con una logica di effetto moltiplicatore su capitali privati. Insomma, tutti gli ingredienti giusti per cucinare una prelibatezza! Come dire, il piatto è servito.

VENTURE CAPITAL, IL PROGRAMMA DELLA REGIONE LAZIO

Innova Venture fa parte del più ambizioso progetto FARE Venture, il nuovo programma di venture capitale della Regione Lazio, che – sulla base delle esperienze condotte negli anni precedenti – vuole continuare a facilitare l’incontro tra talento imprenditoriale e capitali, con l’obiettivo di far crescere gli investimenti per finanziare l’avvio e lo sviluppo di startup e di attività imprenditoriali nei settore ad alto potenziale di sviluppo. In totale ben 80 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione, una dotazione che produrrà una mobilitazione complessiva di risorse, grazie all’apporto di capitali privati da attrarre in matching, stimabili in non meno di 120 milioni.

Martedì 24 luglio l’evento istituzionale di lancio dell’operatività di Innova Venture, prevista a partire dal 18 settembre 2018: abbiamo sentito rappresentanti della politica regionale che hanno espresso una visione chiara, determinata e consapevole, per rilanciare un nuovo modello di sviluppo economico basato sull’innovazione e sul capitale di rischio. Queste le parole del Presidente della Regione, Nicola Zingaretti: “Il Lazio tra 20 anni sarà la Regione più ricca di differenze imprenditoriali, culturali, emotive, in cui ci si muoverà con più serenità….nonostante le buche che oggi abbiamo a Roma!”. In apertura dell’evento, Gian Paolo Manzella, Assessore allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Startup, ha ricordato da un lato l’immenso lavoro fatto da Lazio Innova per attrarre e consolidare l’ecosistema dell’innovazione e delle imprese a livello regionale e dall’altro la necessità di proseguire lungo percorsi già provati con successo (per esempio, il precedente fondo di venture capital finanziato dalla programmazione del POR FESR 2007/20013, con una dotazione di 24 milioni di euro),  mutuando le best practice come quella di avere esperti indipendenti nei comitati di investimento che “si frappongono tra la politica e chi deve ricevere gli investimenti”.

FONDI PUBBLICI REGIONALI, UN SALTO DI QUALITÀ

Gli hanno fatto eco alcune autorevoli voci di quello che ancora oggi è il micro-sistema dell’innovazione in Italia: Stefano Firpo, direttore generale per la politica industriale presso il Ministero dello Sviluppo Economico, che da anni è un instancabile alfiere della policy sulle startup (ed è anche grazie a lui che oggi possiamo dire di avere uno dei migliori sistemi di incentivi privati agli investimenti in startup) e che ci ha fatto sorridere quando ha esordito dicendo che “ormai partecipa a più eventi su startup nel Lazio che in Lombardia, e che questo vorrà pur dire qualcosa”. Anilkumar Dave, Head of “Innovation and Transfer of Technologies” dell’ASI – Agenzia Spaziale Italiana, che ironicamente esordisce ricordando un famoso mantra pubblicitario di qualche anno fa, secondo cui “la potenza è nulla senza controllo” e quindi “si potrebbe dire che l’innovazione è nulla senza trasferimento, ossia se l’idea rimane nei cassetti della università”. Anna Amati, Vice Presidente di META Group, una società internazionale di consulenza sull’innovazione e sulle startup che, avendo peraltro maturato una profonda esperienza nella gestione dei primi timidi esperimenti di fondi pubblici regionali dedicati alla filiera dell’early stage investments, auspica che si possa ragionare sempre più a livello di Paese e non di singola regione, perché ormai la competizione si gioca a livello mondiale. Infine Marco Trombetti, serial entrepreneur, investor e fondatore di Pi-Campus, fondo di seed capital e di accelerazione di progetti early stage tra i principali attori dell’ecosistema laziale, che pone l’accento da un lato sulla necessità di avere capitale finanziario per attirare e trattenere il capitale umano (l’ingrediente numero uno) e dall’altro ci riporta tutti a un senso di “italianità” per cui non dobbiamo ostinatamente cercare di replicare a tutti i costi il modello della Silicon Valley, sempre più iper competitivo e insostenibile per chi vive e ci lavora.

INNOVAZIONE NEL LAZIO, CHE COS’È FARE VENTURE

Ma vediamo ora brevemente di cosa si tratta in dettaglio: FARE Venture si muove nell’ambito del programma europeo POR FESR 2014-2020, che, per i non addetti ai lavori, sono i cosiddetti fondi strutturali europei che rappresentano lo strumento principale della politica degli investimenti nell’Unione Europea, allo scopo di “favorire sia la crescita economica e occupazionale degli Stati membri e delle loro Regioni”. Con una grande visione e capacità di execution, Lazio Innova – braccio finanziario della Regione Lazio – ha saputo nel tempo costruire un bagaglio importantissimo di competenze che ha portato alla nascita di questi strumenti di investimento. Non per niente in sala durante l’evento di presentazione un doveroso tributo – con tanto di applauso – è stato dato ai “tecnici” di Lazio Innova che l’anno reso possibile.

COME FUNZIONA INNOVA VENTURE

FARE Venture si compone di due sezioni, diverse ma complementari:

  • LAZIO VENTURE, 56 MILIONI DI EURO, è la sezione dedicata all’investimenti nei fondi, che nasce con l’obiettivo di sviluppare il mercato degli operatori professionali di venture capital per attivare investimenti strutturali nel capitale di rischio di startup e PMI, facendo del territorio Lazio un luogo di attrazione delle imprese innovative, che più di altre hanno bisogno di investimenti nel capitale di rischio. È evidente l’obiettivo implicito di tale misura: far si che in Italia possa organizzarsi e strutturarsi, per durare nel tempo, un secondo hub di venture capital italiano, dopo quello della piazza milanese. Ecco quindi che Lazio Venture investirà in almeno 4-5 fondi di venture capital, tipicamente con lo schema di “fondi cosiddetti paralleli” (a fondi già in gestione, raccolti presso altri investitori) o anche esclusivamente dedicati al Lazio, per effettuare investimenti in startup e PMI basate nella Regione Lazio. Arriveranno quindi in regione non solo capitali pubblici, ma anche capitali privati (che dovranno fare matching con i capitali pubblici messi a disposizione dalla Regione) e soprattutto competenze, dei fondi di investimento con i loro investment director e analyst, alla ricerca delle migliori opportunità in cui investire.
  • INNOVA VENTURE, 20 MILIONI DI EURO  è il fondo che investirà direttamente in startup e PMI del Lazio attraverso strumenti di investimento in equity o quasi equity, insieme a co-investitori privati e indipendenti rispetto alle cosiddette “imprese ammissibili”, anche attraverso il crowdfunding. La durata prevista per il periodo di investimento è fino a fine 2023, salvo eventuale estensione, e gli investimenti riguarderanno esclusivamente le imprese (anche da costituire) che non sono risultate di interesse da parte dei veicoli “cofinanziati” da Lazio Venture. Almeno il 50% degli investimenti sarà in imprese il cui ambito di operatività sia riferito alle cosiddette aree di specializzazione Smart Specialisation Strategy individuate dalla Regione Lazio e ai settori ad alta intensità di conoscenze; e le imprese dovranno avere o prevedere almeno una sede operativa nel Lazio e il business plan oggetto di investimento dovrà prevedere che la maggior parte dell’attività sia svolta nel Lazio e che la maggioranza dei nuovi dipendenti sia impegnata presso imprese nel Lazio.

Insomma….concluderei dicendo che mai come oggi è il momento di fare una startup, e di farla nel Lazio! A meno che anche altre Regioni italiane, sulla base dell’esperienza della Regione Lazio e di Lazio Innova, si decidano e si attivino per replicare quella che sempre più viene considerata una best practice nell’utilizzo di fondi pubblici a supporto dell’innovazione e del mercato del venture capital. Intanto dal 18 settembre si comincia con le nuove proposte di investimento in startup.

 

 

Stefano Peroncini

Venture Capitalist e Serial Entrepreneur, membro del Comitato di Investimento di FARE Venture, Fund of Funds da 80Ml€ di Lazio Innova. E stato fondatore e CEO di Quantica SGR, fondo…

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