/BeyondtheBox, la startup che vuole diventare lo Spotify delle competenze | Economyup

LA STORIA

/BeyondtheBox, la startup che vuole diventare lo Spotify delle competenze



Una rete di apprendimento virtuale, dove manager e imprenditori possono scambiarsi consigli e trovare soluzioni concrete ai problemi, sfruttando anche l’intelligenza artificiale. È il progetto di /BeyondTheBox, che in crowdfunding su BacktoWork ha già superato l’obiettivo

15 Apr 2020


Photo by Kelly Sikkema on Unsplash

In un mercato del lavoro sempre più competitivo, avere le competenze giuste è ormai fondamentale. Da questa premessa nasce il progetto di /BeyondTheBox. Spesso, però, le skills più richieste non si imparano sui banchi di scuola: capacità di problem solvingdata analysis, e strumenti finanziari specifici possono mettere in crisi tanto chi si affaccia ad un nuovo impiego quanto i veterani del mestiere.

È in questo scenario che si inserisce il progetto di /BeyondTheBox, una startup milanese fondata nel 2019 da Aleksandra Maravic e Massimo Ciccarone. Una rete di apprendimento virtuale, dove manager e imprenditori possono scambiarsi consigli e trovare soluzioni concrete ai problemi, sfruttando anche l’intelligenza artificiale.

/BeyondTheBox ha all’attivo una campagna di equity crowdfunding su BacktoWork che ha già raggiunto il 220% dell’obiettivo minimo, raccogliendo più di 100 mila euro. “Puntiamo a diventare lo Spotify delle competenze entro il 2030” dice a EconomyUp la Ceo Maravic, che ci ha raccontato la sua idea per rivoluzionare il mercato del lavoro e della formazione.

Aleksandra Maravic, cofounder di /Beyondthebox

/BeyondTheBox, la forza della “formazione sociale”

/BeyondTheBox nasce per fornire risposte a problemi concreti, utilizzando la logica della sharing competencies: “Le persone imparano attraverso video sessioni one-to-one, interagendo con l’esperto, che non è né un guru né un docente, ma una figura professionale in grado di aiutare a risolvere un problema specifico” dice Maravic. In questo modo, l’apprendimento è immediato “perché avviene nel momento del bisogno” e risponde a domande per le quali la formazione canonica, in aula e sui libri, spesso non basta.

D’altra parte, il mercato dell’e-learning è già stimato in 194 miliardi a livello globale, e i numeri sono in continua crescita. In Italia si parla di 600 milioni all’anno: un segmento promettente, che proprio in questo momento di emergenza coronavirus si è fatto notare grazie alla flessibilità offerta in termini di spazi e orari.

Dalla finanza al copywriting: la proposta di /BeyondTheBox

/BeyondTheBox riunisce esperti e imprenditori attivi in diversi settori: dall’amministrazione alla finanza, passando per vendite, legale, software, acquisti, marketing, media e copywriting. “Le competenze non seguono diagrammi ad albero ma sono trasversali”, precisa però la Ceo, spiegando che il match tra manager e imprenditori non avviene in base al titolo professionale ma alle reali conoscenze sviluppate nei diversi settori: “Non è inusuale trovare delle aree di specializzazione di nicchia o persone con background commerciale esperte, ad esempio, anche di dogane e lettere di credito”.

Boxy: l’intelligenza artificiale che associa domande e risposte 

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L’algoritmo di /BeyondTheBox si basa su “Boxy”, una speciale intelligenza artificiale sviluppata appositamente per associare domande e risposte nel miglior modo possibile. “Quando un manager inserisce l’attività per la quale ha bisogno di aiuto, Boxy fa un’analisi semantica e un’analisi di significato dei termini utilizzati in modo da poter fare i match con le competenze degli esperti. Questo permette di avere finalmente un database vicino al mercato di attività e competenze, perché gli utenti compilano i campi utilizzando il loro linguaggio naturale” afferma Maravic.

Un meccanismo innovativo, quindi, che coglie le sfumature di significato e lavora per trovare similitudini e vicinanze tra i termini. In questo modo, l’esperto che verrà scelto per la consulenza sarà il più vicino possibile a ciò che l’imprenditore sta cercando, dall’altra parte dello schermo.

Un aiuto fondamentale per chi, tra mille pratiche quotidiane, si ritrova a dover svolgere un’attività che non conosce o per la quale non ha a disposizione gli strumenti necessari, e che rischia di portare via risorse inutilmente. “Utilizzando /BeyondTheBox è sufficiente indicare l’attività da svolgere, pensiamo noi a trovare le competenze adatte”. Un risparmio tangibile di tempo e denaro, che permette di continuare a concentrarsi sulle attività chiave per la propria azienda restando al passo con i tempi.

Un algoritmo contro le discriminazioni

Nel 2020, il processo di selezione del personale è ancora influenzato da troppi fattori determinanti: età, genere, orientamento sessuale o religioso possono condizionare la possibilità di ricevere un’offerta di lavoro, a scapito delle reali conoscenze del candidato. “Dopo l’ennesimo colloquio di lavoro in cui mi sono sentita chiedere ‘Signorina, ha intenzione di avere figli?’ ho capito che volevo cambiare le cose” ha detto Maravic. La sfida di Boxy parte anche da qui: l’algoritmo, infatti, non tiene conto di fattori come genere o età, ma solo delle reali competenze della persona interessata.

È anche dalla fermezza nel combattere le discriminazioni che nasce il nome “/BeyondTheBox”: andare oltre la “scatola chiusa” dell’impresa, creando “un luogo in cui offerta e richiesta di competenze possono incontrarsi in modo semplice, flessibile e inclusivo”.

Il successo della campagna di equity crowdfunding

Per farsi conoscere, acquisire clienti e affinare il processo tecnologico di Boxy, /BeyondTheBox ha avviato una campagna di equity crowdfunding,  online su BacktoWork. In poco più di un mese l’azienda ha raccolto più di 100 mila euro — il 220% dell’obiettivo minimo — e punta ora a massimizzare i ricavi.

L’emergenza sanitaria in corso non ha fermato il team di /BeyondTheBox, che ha rassicurato gli investitori con un messaggio sui social: “Stiamo bene e stiamo lavorando tanto. Affrontiamo la situazione con positività, speranza, determinazione e flessibilità. Oggi la piattaforma è attiva e funziona, gli offerenti aiutano con le loro competenze chi ha bisogno di supporto. Noi non ci fermiamo e continuiamo a lavorare per oggi e per domani”.

Lo Spotify delle competenze

BeyondTheBox pensa in grande: “Miriamo a diventare lo Spotify delle competenze entro il 2030 con un fatturato di 50 milioni di euro” dice la Ceo. Ma non si tratta solo di profitto: “Vogliamo diffondere il nostro modello ‘sharing competencies’ e renderlo accessibile a tutti, per far capire alle aziende che per crescere bisogna collaborare e aprirsi a tutto quello che c’è fuori”.

Il primo mercato è quello italiano, ma l’azienda punta ad arrivare negli Stati Uniti e poi in India, un Paese ad alto potenziale, con una popolazione di millenials a cui ancora mancano le competenze manageriali.

Laura Loguercio

Lavoro nel desk video di un'agenzia stampa a Milano. Primo ho studiato Filosofia, poi ho scoperto il mondo del digitale. Scrivo di società, ma con un occhio per l’innovazione.