Banche e intelligenza artificiale, che cosa fa Santander con la startup italiana Indigo AI | Economyup
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OPEN INNOVATION

Banche e intelligenza artificiale, che cosa fa Santander con la startup italiana Indigo AI



Sul sito della banca spagnola è disponibile un assistente virtuale che risponde alle domande dei clienti che hanno bisogno di assistenza pre e post vendita. È il primo cliente del mondo banking per la startup fondata da Gianluca Maruzzella, che ha già avviato percorsi di collaborazione con Bayer, Luxottica, Eni Luce e Gas

13 Feb 2019


I co-founder di Indigo AI

Il primo strumento per interagire con gli altri e affacciarsi al mondo è la voce: quando nasciamo, prima ancora dell’utilizzo delle mani, usiamo la voce. Oggi tutto ciò vale anche per il business e il lavoro: possiamo fare qualsiasi cosa usando il linguaggio. Gianluca Maruzzella ne è convinto. E quando parla della sua startup, Indigo AI, parte dalla premessa del linguaggio per spiegare l’obiettivo della sua impresa: aiutare le aziende a cambiare l’interazione con i clienti grazie a linguaggio e intelligenza artificiale.

Ci è riuscito? Basterebbe citare le aziende che ricorrono ad Indigo AI per rispondere: Bayer, Luxottica, Eni Luce e Gas, Bricoman, Huffington Post e, tra i più recenti, Santander Consumer Bank. Indigo AI è un startup che sviluppa soluzioni di intelligenza artificiale per semplificare la comunicazione e i processi fra aziende e consumatori. Tramite assistenti virtuali supportati da natural language processing, riesce a fornire informazioni in tempo reale in linea con l’esigenza del consumatore. Un prodotto che piace a molte aziende che hanno chiesto aiuto proprio a questa startup. In nome dell’open innovation.

La storia di Indigo AI: intelligenza artificiale e assistenti virtuali

L’idea di Indigo AI nasce per caso tra le aule del Politecnico di Milano. È lì che Gianluca Maruzzella, uno dei cofounder, 27 anni e origini napoletane, si laurea in ingegneria gestionale. “Chiacchieravamo con alcuni amici sulla poca efficienza della segreteria universitaria. Per far convalidare un esame bisognava aspettare che la segreteria fosse aperta, i tempi erano lunghi, le pratiche complesse. Così abbiamo iniziato a immaginare un futuro in cui la segreteria fosse in grado di rispondere in tempo reale ai problemi degli studenti”, racconta Maruzzella. Gli amici in questione sono coloro che diventeranno nel settembre del 2016 i cofounder di Indigo AI: Enrico Bertino (laurea in ingegneria matematica e oggi Head of Data Science di Indigo), Marco Falcone (laurea in scienze informatiche e oggi CTO), Andrea Tangredi (specializzato in grafica e branding e oggi Head of Design), Francesco Bassi (laurea in ingegneria informatica e oggi Senior Developer).

I cinque ragazzi trovano supporto in H-Farm, incubatore di Roncade, che li aiuta a sviluppare la loro idea. Indigo AI viene fondata nel settembre 2016.

Open Innovation: Bayer e la startup Indigo AI

“In H-Farm abbiamo iniziato subito a sviluppare il prodotto; nel marzo 2017 siamo partiti con la parte commerciale e abbiamo firmato il primo contratto con Bayer” racconta il giovane imprenditore. La casa farmaceutica si rivolge alla startup per supportare un portale di informazione: “Un blog dedicato in particolare alla salute della donna con un buon traffico di utenti. L’obiettivo di Indigo è fare in modo che gli utenti che atterrino sul sito abbiano la possibilità di parlare con Bayer con la stessa semplicità con cui dialogano con un amico” dice Maruzzella. I risultati non tardano ad arrivare: “Nei primi sei mesi abbiamo processato più di mezzo milione di messaggi”.

Bayer si rivela così un trampolino di lancio per Indigo AI, startup che presto viene notata nell’ecosistema (la startup infatti partecipa a challenge e l’hanno scorso era nella delegazione italiana del Ces a Las Vegas) e anche da altre aziende (Luxottica, Eni Luce e Gas, Bricoman, Huffington Post) che ricorrono al chatbot creato da Maruzzella and company per migliorare l’interazione con i clienti.

L’incontro tra Indigo AI e Santander Consumer Bank S.p.A.

Nel 2018 l’incontro con Santander Consumer Bank, la quale si rivolge ad Indigo perché alla ricerca di uno strumento che possa creare un ponte digitale tra gli utenti e la banca stessa. Un prodotto che grazie all’intelligenza artificiale, possa creare un supporto e una guida fra i prodotti offerti. Dallo scorso agosto, sul sito di Santander Consumer Bank è disponibile un assistente virtuale, un chatbot, che risponde alle domande dei clienti che necessitano di assistenza pre e post vendita; il chatbot aiuta infatti gli utenti del sito a trovare il prodotto più in linea con le loro esigenze, mettendo sempre al centro i bisogni degli utenti stessi. È il primo cliente del mondo banking per Indigo AI. “Lo sviluppo del chatbot come touchpoint rientra in un più ampio sviluppo del sito web aziendale, oggi più focalizzato sui “bisogni del cliente” racconta Gianluca Maruzzella. Che spiega anche come le banche siano disposte ad abbracciare la digital tranformation: “Oggi sul sito di Santander Consumer Bank l’assistente virtuale è fondamentale, è al centro di tutto; se ci clicchi e inizi la conversazione, il tutto avviene come una normale chat, come nel nostro quotidiano. Questo è sicuramente l’aspetto più innovativo perché l’assistente stesso diventa il primo strumento di dialogo che l’utente incontra, anche da mobile”.

Anche nel percorso di innovazione tra Santander Consumer Bank e Indigo AI, i numeri sono incoraggianti: da agosto 2018, mese dell’installazione, a dicembre sono decine di migliaia i messaggi scambiati tra utenti e chatbot; la knowledge base del chatbot è costituita da più di 500 topic a cui poter rispondere e continua l’espansione grazie alle logiche di machine learning e al lavoro di supporto da parte della Banca; il tasso di feedback positivo è altissimo e l’80% degli utenti che chiedono informazioni oppure raccontano i loro bisogni al chatbot arrivano a trovare una risposta giusta per loro.

 

Indigo AI: i numeri di oggi e i propositi per il futuro

Oggi Indigo ha sede a Milano, un team composto da 11 persone e un fatturato di 300mila euro che vuole raddoppiare il prossimo anno. Tra i prossimi obiettivi anche l’apertura a mercati fuori dall’Italia: “La Svizzera ci sembra un Paese interessante, con molte novità in ambito fintech e insurtech” conclude Gianluca Maruzzella.

Concetta Desando

Due menzioni speciali al premio di giornalismo M.G. Cutuli, vincitrice del Premio Giuseppe Sciacca 2009, collaboro con testate nazionali. Per EconomyUp mi occupo di startup, innovazione digitale, social network