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STARTUP

Aumento di capitale da 3,5 milioni per Soundreef, la startup concorrente della Siae

12 Ott 2018

L’aumento di capitale per la società fondata da Davide D’Atri per gestire i diritti musicali in maniera indipendente è stato sottoscritto dai soci VAM Investments Group e LVenture Group che nel corso degli anni hanno investito circa 10 milioni di euro. I nuovi fondi saranno utilizzati per investimenti tecnologici

3,5 milioni di euro: a tanto ammonta la raccolta complessiva nel 2018 di Soundreef S.p.A. che ha deliberato un aumento di capitale sottoscritto dai soci esistenti (VAM Investments e LVenture Group), a conferma della fiducia riposta nello sviluppo positivo delle attività.

L’aumento di capitale e i soci di Soundreef

L’operazione si inserisce in un contesto più grande di supporto costante allo sviluppo della società in ambito tecnologico. Ad oggi sono stati investiti dai soci circa 10 milioni di euro nel corso degli anni, con l’obiettivo di garantire sempre maggiore trasparenza ed efficienza dei servizi in favore di autori ed editori.

“L’impiego dei nuovi fondi ha come obiettivo la drastica riduzione dei tempi di rendicontazione dei ricavi provenienti dai diritti d’autore, una migliore visibilità sulla ripartizione degli stessi e il perfezionamento delle statistiche di utilizzo, sempre più comprensibili e utilizzabili” ha detto Davide D’Atri, Amministratore Delegato di Soundreef S.p.A.

I soci storici di Soundreef sono VAM Investments e LVenture Group: entrambi hanno aiutato Davide D’Atri a far nascere in Italia nel 2015 la startup concorrente della Siae. Allora, infatti, la società fondata da Davide d’Atri ha acquisito il 100% della Soundreef Ltd, company fondata sempre da d’Atri insieme a Francesco Danieli nel 2011 e operante nel Regno Unito per l’intermediazione dei diritti d’autore. Una operazione resa possibile proprio grazie all’intervento di due player fondamentali: VAM Investments e LVenture GroupVAM Investments ha investito nel 2015 3,2 milioni di euro attraverso il veicolo dedicato VAM SR1 Invest s.r.l., parte in buyout e parte in aumento di capitale articolato in più tranche per finanziare l’espansione internazionale del business. LVenture Group, holding di partecipazioni quotata sul Mta di Borsa Italiana, nello stesso anno ha aumentato il proprio investimento di 250mila euro, raddoppiando la propria quota di partecipazione. Questa operazione fa seguito ad un primo investimento effettuato nel febbraio 2011.

Che cosa fa Soundreef: la storia della startup concorrente della Siae

Soundreef è una startup nata per gestire i diritti musicali in maniera indipendente in alternativa alle organizzazioni di gestione collettiva come, in Italia, è appunto la Società degli autori ed editori.

Fondata a Londra nel 2011 da Francesco Danieli e Davide D’Atri, Soundreef è un’entità di gestione indipendente di diritti musicali riconosciuta in Europa. Soundreef Ltd ha sede legale a Londra e business in diversi Paesi, tra i quali Regno Unito, Nuova Zelanda, Corea del Sud, Svezia, Costa Rica, India, Russia, Francia, Spagna e Svezia. Soundreef dichiara di gestire i diritti di circa 25mila autori ed editori in tutto il mondo ripagandoli in modo equo, veloce e trasparente.

A novembre 2015 è nata in Italia Soundreef S.p.A, startup innovativa, con un investimento da parte di VAM Investments e di LVenture Group per un totale di 3,5 milioni di euro. La società guidata dal Ceo Davide d’Atri ha acquisito il 100% di Soundreef Ltd. Si può così dire che Soundreef è una startup innovativa completamente italiana. Tuttavia ad occuparsi della intermediazione dei diritti d’autore in Italia è Soundreef Ltd, perché ad oggi nel nostro Paese questa attività è per legge monopolio della Siae. Da tempo Soundreef ha ingaggiato un testa a testa con la Società italiana degli autori ed editori, sfidandola anche a colpi di musicisti: per esempio Gigi D’Alessio e Fedez hanno lasciato la Siae e scelto Soundreef, e con loro altri musicisti.

Soundreef: 3,5 milioni per far nascere in Italia la startup concorrente della Siae

L’ultimo investimento divulgato risale a gennaio di quest’anno: a finanziare con 2 milioni di euro la società di D’Atri è stata Immobiliare.it.

Presente in più di 40 Paesi, Soundreef è oggi percepita come una delle aziende digitali ad alto grado di innovazione più promettenti, tanto da vantare appunto tra i suoi promotori società come VAM Investments Group S.p.A. e LVenture Group S.p.A.

La battaglia tra Soundreef e Siae

Da tempo la startup e la società monopolista si confrontano e, a volte, si scontrano. Sulla questione, durante la scorsa legislatura, si è attivata anche la società civile e la politica.  In una lettera aperta all’allora presidente del Consiglio Matteo Renzi, 349 tra startup, incubatori, acceleratori e innovatori chiedevano di fine al monopolio della Siae (Società italiana degli autori ed editori) sui diritti d’autore e lasciare spazio anche ad altre realtà. Le critiche alla Siae vanno dalla modalità di gestione dei diritti d’autore (dalla ripartizione delle quote a rimetterci sarebbero i giovani e nuovi autori), ai bilanci in rosso, fino all’esercizio del monopolio in Italia.

Da parte sua Filippo Sugar, presidente della Siae, ha avuto modo di spiegare in un’intervista a EconomyUp che “la questione è molto più complessa e più complicata di quanto si voglia far credere”, aggiungendo che la liberalizzazione potrebbe creare ulteriore confusione e che sono gli stessi grandi player della musica a spingere per avere pochi interlocutori.

Sugar (Siae): per i diritti d’autore la liberalizzazione può produrre confusione

L’ultimo colpo di scena risale allo scorso agosto, quando la Siae ha vinto in tribunale una causa contro Soundreef. La questione ruota intorno a un supermercato che, per diffondere musica al suo interno, aveva stipulato un accordo con Soundreef e quindi versava a questa società i diritti d’autore. Ma, secondo i giudici, il contratto non era valido.

La battaglia sui diritti d’autore: Siae vince un match contro la startup Soundreef

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