Andela, perché la startup africana che forma sviluppatori ha ricevuto 100 milioni da Al Gore | Economyup
Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

STARTUP STORY

Andela, perché la startup africana che forma sviluppatori ha ricevuto 100 milioni da Al Gore



La società fondata da imprenditori nigeriani per formare gli africani allo sviluppo di software e farli assumere da grandi aziende ha ricevuto una cifra record dal fondo dell’ex vicepresidente Usa. In 4 anni ha raccolto in tutto 180 milioni di dollari. Tra gli investitori la fondazione di Mark Zuckerberg. Ecco come funziona

di Luciana Maci

24 Gen 2019


Andela, la startup che forma e fornisce sviluppatori africani alle grandi aziende internazionali, ha raccolto la cifra record di 100 milioni di dollari in un round guidato dal Generation Investment Management di Al Gore, l’ex vicepresidente Usa, diventando così una delle imprese innovative che hanno ottenuto i finanziamenti più alti in Africa. Questo round serie D, l’ultimo di sei da quando è nata la società nel 2014, porta la raccolta fondi complessiva di Andela a 180 milioni di dollari. Una cifra a cui ha contribuito negli anni, tra gli altri, la fondazione no profit di Mark Zuckerberg.

Che cosa fa Andela

Co-fondata nel 2014 da Brice Steven Nkengsa, Christina Sass, Ian Carnevale, Iyinoluwa Aboyeji, Jeremy Johnson e Nadayar Enegesi, Andela è una startup no profit che punta a risolvere la questione relativa alla scarsità di formazione sulla tecnologia e di talenti tecnologici nel mondo. Come? Reclutando e formando giovani africani in modo da farli diventare sviluppatori software, per poi farli assumere da grandi aziende o multinazionali come Google e Microsoft. I pilastri di Andela sono insomma le competenze digitali e il lavoro da remoto. Il quartier generale è a New York, ma ha anche uffici a Lagos (Nigeria), Nairobi (Kenya), Kampala (Uganda) e Kigali (Rwanda). Tuttavia la maggior parte degli sviluppatori lavora da remoto. In quattro anni di attività Andela ha fatto assumere oltre 1.1000 sviluppatori su più di 100mila candidati ed è diventata famosa come “Best Place to Work in Africa”, il miglior posto per lavorare in Africa, grazie ai suoi tech campus sparsi per il continente. Attualmente Andela ha centinaia di clienti in 7 Paesi africani, tra cui Viacom, la media company, e società tecnologiche quali GitHub e CloudFlare.

Come è nata Andela

L’idea di Andela nasce in Africa da una startup nigeriana di formazione online chiamata Fora. Iyinoluwa Aboyeji, uno dei fondatori di Fora, aveva problemi a trovare finanziamenti, così decise di unirsi a Johnson, che aveva una sua società, 2U, basata su un’idea simile. Incontrandosi a New York, i rispettivi team cominciarono a pensare a quella che poi sarebbe diventata Andela. Tornato a Lagos, Aboyeji fondò la società in un bilocale lasciato libero da un conoscente. Inizialmente Johnson voleva essere solo investitore e membro del board, ma presto finì per diventare il CEO. Aboyeji lasciò poi Andela nel 2016.

Come funziona la startup delle competenze digitali per l’Africa

Secondo Johnson, l’elemento che distingue Andela da altre aziende è il software usato per formare i candidati e monitorare le loro performance quando sono al lavoro.  Andela utilizza i dati che ricava dai clienti per decidere quali linguaggi informatici e quali competenze digitali sono maggiormente richiesti.  Il percorso di formazione si concentra anche sulle soft skills. Quando il developer è al lavoro, il software di Andela produce periodici report su una serie di elementi, per esempio su quanto tempo ha impiegato lo sviluppatore per scrivere 100 righe di codice produttivo (in media sono otto), o su quanti giorni alla settimana contribuisce al codice. Oltre agli sviluppatori che lavorano per i clienti, Andela impiega circa 400 persone per sviluppare il suo software e per le operazioni aziendali.

Perché Generation Investment Management punta sul lavoro da remoto

Il Generation Investment Management è stato fondato nel 2004 da Al Gore, 45º vicepresidente degli Stati Uniti durante la presidenza di Bill Clinton, e da David Blood, già alla guida del Goldman Sachs Asset Management. Obiettivo: focalizzarsi sugli investimenti sostenibili. Nella sua carriera Al Gore si è molto occupato di ambiente e sostenibilità ambientale. Per questo suo impegno ha ricevuto il Premio Nobel per la pace 2007 e il Premio Principe delle Asturie per la Cooperazione Internazionale 2007. Il fondo di private equity di Gore e Blood gestisce 18,5 miliardi di dollari e ha investito, tra gli altri, in Asana, il tool per la gestione dei flussi di lavoro in azienda, e in M-Kopa, società keniana di energia solare. A convincere Al Gore a scommettere su Andela è stato, in primis, il suo ridotto impatto sull’ambiente: il lavoro da remoto su larga scala, consentendo alle persone di restare dove abitano senza dover prendere aerei, può infatti contribuire a ridurre le emissioni di gas serra e, in ultima analisi, a rendere il pianeta meno inquinato.

Al Gore

Gli investitori: chi crede in Andela

Inizialmente a credere in Andela è stata 4DX Ventures, una società di venture capital early stage con focus sull’Africa: circa 5.800 i dollari versati per far partire l’impresa a maggio 2014. Già a settembre intervenivano con un nuovo finanziamento 14 investitori, tra cui GSV Acceleration, una società di venture capital di San Francisco fondata da una donna, Deborah Quazzo. Successivamente è entrato in campo come investitore la Chan Zuckerberg Initiative,  organizzazione filantropica di Mark Zuckerberg e di sua moglie Priscilla Chan. Anzi, per la fondazione del creatore di Facebook, Andela è stato in assoluto il primo investimento in startup. Tra gli investitori anche Spark Capital, società di venture capital di Boston impegnata in investimenti early e growth stage.

 

Luciana Maci

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale