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7 cose da sapere sul nuovo ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda

09 Mag 2016

Dal rapporto intermittente con i social network, agli incontri con i big della Silicon Valley all’intervista sul Made in Italy con la Cnn, ecco qualche nota biografica (e qualche curiosità) sull’ex viceministro ed ex Rappresentante dell’Italia presso la Ue, che arriva alla guida del Mise

Parla con la Cnn, incontra i big player della Silicon Valley, conosce i meccanismi della Ue. Ma non cinguetta, o meglio non cinguetta più, almeno per il momento. Carlo Calenda, 43 anni, già vice ministro dello Sviluppo economico nei governi Letta e Renzi e prossimo ministro delle Sviluppo economico in sostituzione di Federica Guidi, aveva un account Twitter che però lui stesso ha chiuso il 21 gennaio scorso quando è stata resa pubblica la sua nomina (a partire da marzo 2016) a Rappresentante dell’Italia presso l’Unione europea. “Viceministro deve comunicare. Rappresentante permanente presso Ue deve lavorare in silenzio. Chiudo account. Grazie degli interessanti dibattiti” ha scritto nel suo ultimo tweet. Chissà se adesso, diventato ministro del governo presieduto da Matteo Renzi, appassionato utilizzatore dei social network, deciderà di riaprire l’account, che ad oggi conta 3262 follower. Ecco altre cose da sapere su Carlo Calenda, oltre al suo intermittente rapporto con il social network.

Gli inizi in Ferrari e SkyCarlo Calenda è figlio dell’economista Fabio e della regista Cristina Comencini. Laureato in giurisprudenza, approda nel 1998 alla Ferrari come responsabile relazioni con i clienti e con le istituzioni finanziarie, e poi a Sky come responsabile marketing.

Vicino a Cordero di Montezemolo – In Confindustria viene nominato assistente del presidente e poi direttore dell’area strategica e affari internazionali durante la presidenza di Luca Cordero di Montezemolo, dal 2004 al 2008. Successivamente è direttore generale di Interporto Campano e presidente di Interporto Servizi Cargo. Coordinatore politico dell’associazione Italia Futura, il think tank economico del quale Luca Cordero di Montezemolo è stato promotore e dal quale nascerà poi Scelta Civica, nel 2013 è candidato alle elezioni politiche nella lista di Scelta Civica. Il 2 maggio 2013 è nominato vice ministro dello Sviluppo Economico nel Governo Letta, e confermato in tale incarico nel governo Renzi, con delega al commercio estero. Nel febbraio 2015, insieme ad altri esponenti di Scelta Civica, dichiara concluso il progetto del suo partito e aderisce al Pd.

In Europa per volere di Renzi – A marzo diventa Rappresentante permanente d’Italia presso l’Unione Europea al posto dell’ambasciatore Stefano Sannino, che era stato nominato da Letta ed era considerato da Renzi troppo “morbido” nei rapporti con la Ue.  Adesso prenderà il posto della Guidi, che si era dimessa dopo la pubblicazione delle intercettazioni che riguardano il suo compagno Gemelli indagato dalla Procura di Potenza.

Scelto “perché conosce la macchina” – L’annuncio della nomina di Calenda è stato dato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi nella trasmissione Che tempo che fa di domenica 8 maggio. “Il nuovo ministro è Carlo Calenda. Giurerà in settimana al Quirinale” ha detto. Era stato Renzi a inviare l’allora viceministro allo Sviluppo a Bruxelles, a guidare la delegazione italiana. “Gli ho chiesto di tornare – ha spiegato – si tratta di una persona che già governava la macchina”. Poi ha aggiunto: “A noi serve uno che sia in grado di maneggiare un ministero importante come quello dello Sviluppo economico, che abbia l’intelligenza per ragionare del futuro, che vuol dire innovazione, manifattura 4.0, investimenti nelle aree di crisi”. In questi giorni erano circolati i nomi di Chicco Testa, presidente dell’Assoelettrice ed ex presidente dell’Enel, e del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti. Calenda ha lavorato sui principali dossier relativi al commercio e agli investimenti internazionali e negli ultimi anni era spesso in viaggio con il premier o ad anticipare le missioni di Renzi nel mondo. È noto per la sua competenza sui dossier: tra quelli “caldi” di cui si dovrà occupare c’è anche l’Industria 4.0, come è spiegato in questo articolo. Prima di lui dal 2006 (cioè da quando il ministero si chiama dello Sviluppo economico) si sono avvicendati su quella poltrona: Claudio Scajola (2008-2010); Silvio Berlusconi (maggio-ottobre 2010); Paolo Romani (2010-2011); Corrado Passera (2011-2013); Flavio Zanonato (2013-2014); Federica Guidi (2014-2016).

Ha spiegato il Made in Italy alla Cnn – Da vice ministro allo Sviluppo aveva la delega per il commercio con l’estero, perciò Carlo Calenda ha impiegato buona parte del suo mandato a promuovere l’immagine e i prodotti del nostro Paese in terra straniera. A gennaio scorso, per esempio, ha presenziato  al simposio Italy Now: Investment, Opportunity, Impact nella sede di Bloomberg a New York. In quell’occasione ha ricordato come il governo Renzi stesse “smantellando un sistema durato più di 40 anni che è stato ostile a business”. Sempre in quell’occasione Calenda è apparso addirittura sulla Cnn. Intervistato dalla conduttrice del programma Quest means Business, ha ribadito che il nostro Made in Italy sta riscuotendo successo nel mondo e ha spiegato cosa sta facendo l’Italia per ridurre la burocrazia e attrarre il business nonostante i problemi che deve affrontare, quali (citati dalla giornalista statunitense) “terrorismo” e “emergenza migratoria”.Qui il video dell’intervista

Ha promosso l’healthcare – Il 14 gennaio Carlo Calenda ha partecipato alla JP Morgan Healthcare Conference, appuntamento che ogni anno dal 1981 riunisce a San Francisco la comunità globale delle dell’industria della salute. In quell’occasione il Mise ha organizzato un evento “fuori salone”, al Sir Francis Drake Hotel: “Healthcare: Italy on the Move”.  “È la prima volta – ha detto Calenda in quel contesto incontrando la business community italiana che opera nella Silicon Valley – che il governo italiano, forte anche delle ultime profonde riforme strutturali, partecipa alla JP Morgan Annual Healthcare Conference  con un evento dedicato, per presentare lo stato dell’arte e le grandi potenzialità di interscambio del settore farmaceutico, in cui l’Italia eccelle. A New York, nei giorni precedenti ho potuto incontrare anche il settore del private banking” ha aggiunto.

►Crede nei rapporti commerciali con la Silicon Valley – “In questi ultimi due giorni sono riuscito a immergermi nella Silicon Valley e in San Francisco, tra industria-tech e specificamente dell’healthcare” ha proseguito Calenda, sempre parlando alla JP Morgan Healthcare Conference. “Ho incontrato i maggiori player internazionali, potendo così presentare loro i numeri del manifatturiero farmaceutico italiano (secondo in Europa e quarto nel mondo). Ho potuto anche constatare personalmente l’eccezionale vivacità della comunità imprenditoriale italiana qui nella valle. Alla fine di questa ricchissima esperienza, in coincidenza con la conferenza farmaceutica di JP Morgan, e con un passaggio anche in Apple, Tesla e AirBnB, sono ancora più convinto che questo appuntamento internazionale debba ripetersi ogni anno come un momento fondamentale della nostra agenda di governo. E sono anche arrivato a una conclusione precisa, con un primo atto della nostra strategia da eseguire: non apriremo l’ufficio di attrazione di investimenti a New York, ma qui a San Francisco”.

 

 

 

 

di Luciana Maci

  • Michele Marchese

    BASTA CON I CONSIGLI CAMERALI COSI’ COME SONO PREVISTI OGGI. PERSONALE E SERVIZI PASSINO SOTTO LA DIREZIONE DEL MiSE. LE IMPRESE SI ORGANIZZINO IN CAMERE DI COMMERCIO, SULLA LINEA DI RETE IMPRESE ITALIA DI COMMERCIANTI E ARTIGIANI E CHI VUOLE FARE IL DIRIGENTE DI AZIENDE O LA GESTIONE DELLE IMPRESE LIBERI DI FARLO CON FONDI PROPRI E IDEE VALIDE. BASTA BASTA BASTA CON TITOLI E PREBENDE A CHI NON HA MAI LAVORATO E MAI RISCHIATO UN CENTESIMO DI EURO.

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