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Ecosistemi

3 motivi + 1 per fare impresa in Alto Adige

16 Nov 2016

Regime fiscale leggero, burocrazia snella, finanziamenti per investimenti aziendali e ricerca: sono i principali strumenti sul territorio altoatesino per l’avvio di progetti aziendali. E per la messa in rete con altri partner c’è IDM, Agenzia della Camera di Commercio e della Provincia Autonoma di Bolzano

Un regime fiscale leggero, un’amministrazione efficiente, sostegni economici per chi fa innovazione, poca burocrazia,  filo diretto con gli uffici, risposte e pagamenti della Pubblica Amministrazione in tempi congrui: sono i principali strumenti che contribuiscono ad accelerare le imprese in Alto Adige

► Regime fiscale leggero – Chi fa impresa in Alto Adige può usufruire di un regime fiscale leggero: l’Irap (Imposta regionale sulle attività produttive) ha una delle aliquote fra le più basse d’Italia. Quella ordinaria, ad esempio, è del 2,68%.  Anche sul fronte dei finanziamenti le opportunità per le aziende sono molteplici. E sono a portata di mano: non solo bandi, ma tanti contributi dati “a sportello”, con dotazioni che aumentano di anno in anno e con la possibilità di incontrare un responsabile della PA in fase di presentazione del progetto, per togliersi eventuali dubbi e capire meglio come procedere. A domanda accolta c’è la possibilità di chiedere e ricevere un anticipo immediato del 50% sulla somma dovuta.

► Finanziamenti, due leggi quadro – Due i capisaldi sui quali si innestano i finanziamenti. Da un lato la legge provinciale n.4/1997, che prevede contributi alle imprese per gli investimenti aziendali, iniziative di know-how (come la consulenza e la formazione) e l’internazionalizzazione. Dall’altro la legge provinciale n.14/2006, riferimento per i contributi in materia di innovazione. All’interno ci sono finanziamenti – che coprono dal 45% al 65% dei costi sostenuti – per progetti di ricerca e sviluppo, innovazione di processo o dell’organizzazione, consulenza in materia di innovazione, studi di fattibilità tecnica, diritti di proprietà industriale.

► Poca burocrazia, economia solida – Le tradizionali lentezze burocratiche italiane sono una palla al piede per gli imprenditori. In Alto Adige la qualità della Pubblica Amministrazione, così come delineata dall’ufficio studi della Cgia (su elaborazione di un’indagine dell’Unione Europea), vede l’indice altoatesino ai vertici della classifica con +1,005, rispetto alla media delle Regioni Italiane che si attesta, in negativo, a -0,930. Risposte e pagamenti veloci al cittadino rendono forte il tessuto imprenditoriale al punto che, negli anni della crisi, fra il 2007 e il 2014, il Pil provinciale è cresciuto dello 0,7%, quasi quanto la Germania (0,8%), più dell’Austria (0,6%) e molto meglio della media italiana (-1,3%). Il Pil pro capite altoatesino è pari a 37.700 euro, a fronte dei 26.003 euro del resto della penisola. Non a caso Bolzano è al primo posto nella classifica della qualità della vita del Sole 24 Ore.

► Avvio di progetti aziendali – Per tutte le questioni inerenti l‘avvio di progetti aziendali sul territorio altoatesino si può fare riferimento a IDM Südtirol-Alto Adige, Agenzia della Camera di Commercio e della Provincia Autonoma di Bolzano che sovraintende al marketing territoriale e allo sviluppo competitivo delle aziende in termini di innovazione e internazionalizzazione. IDM Südtirol-Alto Adige ha 180 collaboratori, amministra un budget di 42 milioni di euro e funge da punto di ingresso gratuito per consulenze di scenario, messa in rete con i partner pubblici e privati più indicati, orientamento alle filiere locali di riferimento, individuazione delle aree produttive e degli immobili più idonei.

 

 

 

 

Luciana Maci
Giornalista

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale

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