E-commerce, in Cina il commercio elettronico si studia a scuola | Economyup

FORMAZIONE

E-commerce, in Cina il commercio elettronico si studia a scuola



Nel 2018 le transazioni di e-commerce con l’estero hanno raggiunto in Cina 1.300 miliardi di dollari. Ecco perché tra le 46 nuove specializzazioni delle scuole professionali secondarie varate a giugno c’è anche quella di “commercio elettronico transfrontaliero”, una specializzazione molto richiesta nel Paese

30 Ago 2019


Negozi ecommerce

Nonostante i dazi imposti da Trump l’e-commerce con l’estero, spinto soprattutto dal colosso Alibaba di jack Ma ma, negli ultimi anni, anche da una miriade di micro-realtà, continua a essere un importante pilastro dell’economia cinese. Tanto che tra le 46 nuove specializzazioni delle scuole professionali secondarie varate a giugno c’è anche quella di “commercio elettronico transfrontaliero“, una specializzazione molto richiesta nel Paese.

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L’e-commerce in Cina, i numeri

Le scuole cinesi potranno così iniziare a formare, riporta CorCom, professionisti che rispondano finalmente alla crescente domanda di personale: nel 2018 le transazioni di e-commerce con l’estero hanno raggiunto in Cina i 9mila miliardi di yuan (1.300 miliardi di dollari), rispetto ai 3.150 del 2013, ma il settore dell’istruzione non ha tenuto il passo con il rapido sviluppo dell’industria.

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Perché in Cina si studia l’e-commerce a scuola

La richiesta di professionisti nel commercio elettronico transfrontaliero – sottolinea infatti il direttore della Shanghai Zhenhua Foreign Trade Professional School, Dong Yonghua – sta crescendo al passo con la rapida crescita dell’industria nel Paese, con l’implementazione dell’iniziativa Belt & Road e delle zone di libero scambio”. E quindi ora “abbiamo bisogno di più insegnanti che abbiano sia un’esperienza di lavoro sia una conoscenza teorica del commercio elettronico transfrontaliero”.

E per dare la possibilità agli studenti di imparare il mestiere “sul campo”, le scuole hanno sottoscritto un accordo di collaborazione con diverse aziende locali di e-commerce e di intermediazione doganale, che in futuro “dovrebbe essere ulteriormente rafforzata – ha concluso Dong Yonghua – per dare agli studenti l’opportunità di mettere in pratica ciò che hanno imparato”.

E-commerce in Italia, numeri e startup

Se in Italia il commercio tradizionale arranca, l’e-commerce vola.  A scattare la fotografia è l’Istat, che registra a luglio 2018 un +13,6% su luglio 2017 per le vendite online mentre il commercio tradizionale segna un -0,6% complessivo delle vendite in valore e un -1,8% in volume.  In questo settore le startup non potevano che giocare un ruolo da protagoniste. Ecco le migliori.

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