Brandless, l’e-commerce senza marca che ha raccolto 50 milioni di dollari in 2 anni | Economyup
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CASE STUDY

Brandless, l’e-commerce senza marca che ha raccolto 50 milioni di dollari in 2 anni



Fondato da due imprenditori seriali, Tina Sharkey e Ido Leffler, Brandless è un ecommerce di beni di largo consumo che punta sull’elevato rapporto qualità-prezzo. Nel 2018 l’azienda ha aperto anche due pop-up store, a Los Angeles e New York. E ora punta a sviluppare anche una rete di negozi fisici

04 Nov 2019


Brandless è un e-commerce di grande successo, con un ottimo rapporto qualità-prezzo che si propone come alternativa all’offerta della GDO tradizionale. Lanciato nel 2017, ha raccolto 50 milioni di dollari di finanziamento. Il case study è descritto da Fabrizio Valente, fondatore e amministratore di Kiki Lab – Ebeltoft Italy, che approfondirà questo e altri casi di innovazione il 5 novembre in occasione dell’InTail e Innova Retail Award. Durante l’evento verranno anche assegnati i premi ai vincitori degli Innova Retail Award, il contest di Kiki Lab  per i progetti nazionali e internazionali più innovativi del settore retail.

Brandless, l’ecommerce nato da due startupper seriali

Brandless è un progetto lanciato nel 2017 da due imprenditori ‘seriali’, Tina Sharkey e Ido Leffler, che hanno già lanciato altre startup di successo. Si tratta di un e-commerce di beni di largo consumo 100% di marca propria Brandless (senza marca), che rivendica il suo ‘anonimato’ descrivendo nel dettaglio la composizione dei prodotti e la loro qualità intrinseca.

Il rapporto qualità prezzo e la responsibility dell’azienda 

L’assortimento ha un elevato rapporto qualità-prezzo (quasi tutti i prodotti sono venduti a 3 dollari, fatta eccezione per alcuni prodotti proposti a 6 dollari o 9 dollari) e una forte semplificazione delle scelte per i clienti. Nelle varie categorie trattate – prodotti alimentari, per la casa, cosmetici e cura della persona – è quasi sempre disponibile una sola referenza per famiglia. La qualità dei prodotti è garantita da varie certificazioni, i prodotti di beauty non contengono ingredienti nocivi come parabeni, ftalati e solfati e tutti i prodotti alimentari sono senza OGM e privi di conservanti artificiali, con molte referenze bio, vegane, senza glutine, ecc. Inoltre, grazie alla partnership di Brandless con Feeding America, per ogni ordine viene donato un pasto ai bisognosi.

Brandless propone anche forme di box (acquisti di quantità) e di abbonamento, che consentono l’eliminazione dei costi di spedizione.

Nel 2018 l’azienda ha aperto anche due pop-up store, a Los Angeles e New York, che hanno goduto di un elevato traffico, grazie alla visibilità online maturata. È stata l’occasione per far provare ai clienti la maggior parte delle referenze e ricevere feedback immediati su una scheda fornita in negozio.

Brandless, 50  milioni di dollari di finanziamenti

Brandless si è affacciata da poco su un mercato enorme che però è già molto presidiato dai big (da Walmart ad Amazon). Eppure, con un concept semplice, innovativo e capace di farsi conoscere velocemente online grazie alle esperienze dei fondatori, è riuscita già a raccogliere 50 milioni di dollari di finanziamenti. La sfida per il futuro è mantenere alta la qualità dei prodotti e sviluppare anche un’adeguata rete di negozi fisici.

Prossimo evento Kiki Lab: InTail e Innova Retail Award 2019

Altri casi di innovazione saranno approfonditi da Fabrizio Valente il 5 novembre presso il MiCo – Milano Congressi, in occasione dell’evento InTail e Innova Retail Award 2019 (evento di premiazione in collaborazione con Business International).

Durante l’evento verranno assegnati i premi ai vincitori degli Innova Retail Award, il contest di Kiki Lab che intende premiare progetti nazionali e internazionali del settore retail che si distinguono per una forte innovazione. (qui i trenta finalisti)

Per i retailer l’iscrizione è gratuita. A questo sito si possono reperire ulteriori informazioni e contatti.

 

 

Fabrizio Valente

Fondatore e Amministratore Kiki Lab –Ebeltoft Italy