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Paolo Taticchi (UCL): perché serve una nuova leadership per le smart city

Taticchi, docente di Strategy and Sustainability alla UCL School of Management di Londra spiega cosa serve per governare la complessità delle città intelligenti: visione di sistema, sostenibilità, collaborazione tra stakeholders. Ecco il suo speech

Pubblicato il 12 Apr 2021

Paolo Taticchi parla di leadership adattiva nelle smart city

Alle smart city serve una leadership adattiva: a dirlo è Paolo Taticchi, docente di Strategy and Sustainability alla UCL School of Management di Londra, intervistato a marzo nell’ambito dal primo forum di City Vision 2021. In questo video Taticchi,  35 anni, indicato fra i migliori 40 professori di business al di sotto dei 40 anni dalla rivista di settore americana Poets & Quants, spiega il suo modello per ripensare e riprogettare le città.

La complessità del tema, sottolinea il professore, è evidenziata da due questioni rilevanti su scala mondiale: la crescita della popolazione, oggi oltre i 7 miliardi, con il 70% delle persone che vivrà nelle grandi città entro il 2050; e i cambiamenti climatici, che avranno sicuramente rilevanti ripercussioni sul tessuto urbano. Solo per citare qualche dato, il 90% delle zone urbane è situato in zone costiere. Inoltre i 2/3 dell’energia mondiale è consumato nelle città.

“Perciò – afferma Taticchi – è necessario ripensare infrastrutture, mobilità e altri aspetti  importanti legati alla riprogettazione delle città”. Anche perché “significa riprogettare l’economia del futuro”. Un dato per far capire quanto i due temi siano legati: le prime 1000 città del mondo sono responsabili di circa il 70% della crescita del PIL mondiale.30

Tuttavia lo sviluppo di soluzioni innovative e sostenibili è complesso. Come gestirlo? Paolo Taticchi propone un  nuovo modello: la leadership adattiva. “I problemi – spiega – non sono necessariamente di natura tecnica, ma adattivi. Richiedono una fase di osservazione e studio, sperimentazioni estremamente innovative e sono caratterizzate da un livello di rischio più alto”. Nell’ambito della città ci sono vari ecosistemi che interagiscono: mobilità, gestione rifiuti, sistema scolastico, sistema sanitario ecc. ecc. Ecco quindi le tre “prospettive” (così le definisce il docente) per affrontare le sfide di leadership adattive:

  • System thinking, cioè “pensare con approcci sistemici, capire le implicazioni: una soluzione che potrebbe avere un impatto positivo sulla mobilità potrebbe invece avere impatti negativi su altri ambiti”
  • Sostenibilità economica, ambientale e sociale: “Quando si vanno ad esplorare soluzioni innovative bisogna valutare se hanno un impatto sulla crescita economica”
  • Mobilitazione degli stakeholders: “Spesso il successo delle smart city è basato su collaborazioni tra stakeholders diversi: governi, startup, organizzazioni no profit. Vanno mobilizzati, gestiti, coordinati”.

Il focus – conclude l’esperto – “resta sui cittadini: bisogna coinvolgerli in ogni fase progettuale”.

Umanizzare l’innovazione e la leadership delle città

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