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Gabriele Benedetto (Telepass): nella nuova mobilità anche la gestione del take away



Per evitare code e assembramenti presto in autostrada si potrà prenotare e pagare un menu dall’auto e poi ritirarlo in autostrada. In autunno Telepass lancerà lo stesso servizio di take away nelle città. Il CEO Gabriele Benedetto analizza gli scenari della mobilità dopo il coronavirus e i nuovi modelli che si affermano

di Giovanni Iozzia

19 Mag 2020


Giovanni Iozzia con Gabriele Benedetto, CEO Telepass

“Stiamo pensando a una nuova piattaforma aperta a tutti i retailer interessati a intercettare la voglia di mobilità e i bisogni dei nostri clienti”. Lo anticipa a EconomyUp Gabriele Benedetto, CEO di Telepass, in questa video intervista dedicata ai nuovi scenari della mobilità dopo il coronavirus. Sarà uno sviluppo del nuovo servizio che sta per essere lanciato in autostrada e che permette di prenotare e pagare dallo smartphone un menu o altro e poi effettuare il ritiro in Autogrill evitando così code e contatti fisici. Dall’autunno sarà disponibile anche nelle città per la gestione del take away, soluzione che sarà sempre più diffusa per ridurre le presenze nei ristoranti salvando parte dell’attività

Mai come durante la pandemia abbiamo capito quanto la mobilità sia trasversale a tutti i momenti di vita e di business (dal delivery allo smart working). Con il lockdown che ha costretto a restare fermi, la mobilità non poteva non essere uno dei settori più colpiti. Non ci muoveremo più come prima, almeno per un lungo periodo.

Che cosa ci aspetta adesso che abbiamo ripreso a muoverci, seppure ancora con qualche limitazione importante? “Si stanno consolidando alcune tendenze già in atto, come il ridimensionamento del trasporto pubblico, ma ne emergono anche di nuove, come il ritorno all’auto privata e l’attenzione per la micromobilità”, risponde Benedetto che ricorda i numeri attuali di Telepass: poco meno di 7 milioni di clienti con ricavi di 220 milioni. In 30 anni, compiuti proprio quest’anno, la composizione del business è cambiata: i pedaggi restano ancora la parte principale, ma sta crescendo quella legata alla nuova mobilità e alle micro assicurazioni connesse. Un settore in forte sviluppo, anche per effetto della pandemia.

Sulle app Telepass i servizi di mobilità sono già 21 e tutti senza contatto. “Telepass è sempre stata così. Anzi possiamo dire che è stato il primo dispositivo a rendere un’auto connessa”. Quella tradizione si è spostata adesso nel mondo delle app e ora entra in una fase in cui molte cose stanno cambiando: il dramma del trasporto aereo, la crisi di bus e treni e di tutti i modelli basati sull’assembramento di persone (Flixbus, ad esempio).

Green e Clean sono, nell’interpretazione di Telepass, le parole d’ordine della nuova mobilità dopo il coronavirus: sostenibilità ambientale, già ricercata da tempo, a cui adesso si aggiunge la “pulizia” intesa come sicurezza. Benedetto racconta l’esperienza e l’evoluzione di WahsOut, la startup da poco acquisita da Telepass: nata per lavare le auto con prodotti ecologici li dove sono parcheggiate, ha visto crescere una nuova domanda: la sanificazione. Ha dato una pronta risposta e adesso lo fa per le flotte aziendali, come quella di Poste.

In questo scenario il simbolo della nuova mobilità è il monopattino elettrico, il cui acquisto adesso viene incentivato dal governo insieme alle biciclette (ecco come funzionerà il bonus mobilità) : è leggero, sostenibile, con pochissime superifici di contatto, permette di stare all’aria aperta.  “Ha subito incontrato il gradimento e la fiducia degli utenti”, ricorda Benedetto. “E soprattutto permette di gestire la micromobilità nei centri urbani, riducendo le presenze nel traporto pubblico nei momenti di picco, quando gli assembramenti sono inevitabili ma si rilevano solo su brevi tragitti”. E poi ci sono tutte le “intersezioni” della mobilità, come il take away che, insieme al delivery, è il food in mobilità.

 

 

Giovanni Iozzia

Ho studiato sociologia ma da sempre faccio il giornalista e seguo la tecnologia . Sono stato direttore di Capital, vicedirettore di Chi e condirettore di PanoramaEconomy.