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Disruption

Media, Associated Press si affida a una startup per scegliere le news che funzionano

16 Feb 2017

L’agenzia di stampa ha finanziato, con il quotidiano giapponese Asahi Shimbun, con 6,4 milioni di dollari NewsWhip, piattaforma di analisi e tracking che aiuta le redazioni a capire quali sono le notizie del giorno. Così le strategie editoriali vengono orientate dai Big Data

Ogni mattina un giornalista si sveglia e cerca di capire quale notizia sarà in grado di attirare maggiormente i lettori. Da qualche tempo c’è una startup, NewsWhip, che segnala ai giornalisti gli articoli più condivisi online sugli argomenti dei quali si occupano e può quindi indirizzarli verso i temi che hanno maggiore probabilità di suscitare interesse negli utenti. Non è certo l’unica società a fornire questo tipo di servizio, ma è quella che è appena riuscita a farsi finanziare con 6,4 milioni di dollari da una delle più prestigiose agenzie giornalistiche internazionali, l’Associated Press (AP) insieme con il quotidiano giapponese Asahi Shimbun, che sono anche suoi clienti. Un’indiretta conferma che la crisi dell’editoria si combatte (anche) a colpi di investimenti in idee innovative e open innovation.

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Fondata nel 2012 in Irlanda da Paul Quigley e Andrew Mullaney, la startup è al suo secondo round di finanziamento: aveva già ricevuto 3 milioni di dollari da un gruppo di investitori tra cui sempre AP, insieme a 500 Startups, acceleratore e fondo di venture capital internazionale. A questo nuovo round hanno partecipato anche la società di venture capital Tribal Ventures, alcuni clienti della banca di investimento Cantor Fitzgerald che hanno voluto restare anonimi e altri investitori. Oltre ad AP e Asahi Shimbun, tra i gruppi editoriali che già utilizzano i servizi di NewsWhip ci sono la Bbc, il Washington Post, il Guardian e MasterCard.

Cosa fa NewsWhip – All’inizio era partito come aspirante competitor di Flipboard: forniva una selezione di notizie personalizzate attraverso un’app. Poi ha cambiato strada. Ad oggi l’applicazione non esiste più e la società si è focalizzata sugli analytics e sul B2B. Attualmente NewsWhip è una piattaforma di analisi e tracciamento delle news con un servizio di monitoraggio dei media in grado di tracciare milioni di nuove storie ogni giorno in oltre 60 Paesi per più di 320 clienti internazionali. Due anni fa ha effettuato un’espansione nel machine learning, nel design e nelle infrastrutture. “Gli editori – spiega il co-founder e Ceo Paul Quigley – hanno risorse limitate e uno dei costi principali per un’azienda editoriale è ricercare e individuare le storie di cui si dovrebbero occupare i giornalisti. Gran parte di quel lavoro viene fatto sulla base di ipotesi e questo si traduce in scarsa efficienza e redattori che scandagliano i social media e i siti dei concorrenti alla ricerca delle notizie più rilevanti. Nell’ecosistema dei media, NewsWhip sta sostituendo congetture e ipotesi con dati e previsioni. Forniamo un matching di contenuti e storie, minuto per minuto, con i clienti interessati. La nostra coda lunga dei dati contribuisce a costruire la strategia editoriale dei più importanti marchi di media”. Il servizio attualmente costa al cliente circa 12mila dollari all’anno.

Pro e contro – Una delle preoccupazioni sorte in relazione a questo tipo di tool è che i notiziari finiscano per essere tutti uguali e che i giornalisti siano perennemente ossessionati da ciò che è già stato scritto, trascurando o ignorando notizie rimaste in secondo piano ma ugualmente rilevanti. A questa osservazione Paul Quigley replica che la sua startup è ed è stata di grande aiuto nel giornalismo investigativo e in quello che si mobilita per una causa. Uno dei tool di NewsWhip utilizzati dai media si chiama Spike: lo ha usato ThinkProgress, editore americano liberal e uno dei primi clienti della startup, per monitorare gli atti di violenza, riportati dalle grandi testate editoriali, compiuti dalla polizia in ambito locale. In questo modo ThinkProgress è stato in grado di scoprire la storia di un giovane affetto da schizofrenia al quale la polizia aveva sparato. È diventato un caso internazionale e la testata si è fatta capofila di una mobilitazione contro l’abuso della violenza da parte delle forze dell’ordine.

I competitor – Strumenti simili a quelli proposti da NewsWhip sono già offerti gratuitamente da Google News Alerts o dai trend su Twitter, o in alternativa da agenzie di monitoraggio sui media per le quali il cliente paga una fee. Ma, secondo i fondatori di NewsWhip, i loro servizi – dagli insight forniti in tempo reale da Spike al database storico degli analytics – sono in grado di fornire risultati molto più sofisticati rispetto alla classica ricerca basata sulle keywords o sul riferimento ai brand. In realtà esistono migliaia di player nel mercato dei big data. Una delle startup più simili a NewsWhip è Dataminr, società di New York che, utilizzando potenti algoritmi proprietary, trasforma il flusso di Twitter e altri dataset pubblici in alert, fornendo così informazioni essenziali in tempo reale ai clienti nel Finance, nel settore pubblico, nei media e a coloro che si occupano di Corporate Security e Crisis Management.

Luciana Maci
Giornalista

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale