Video – «L’innovazione crea lavoro», parola di Bankitalia

Il governatore di Palazzo Koch, Ignazio Visco, afferma che il modo per creare occupazione in Italia è puntare sui «vantaggi delle nuove tecnologie»: «se non si creano le condizioni per fare lavori legati all’innovazione, rischiamo una disoccupazione di massa». Un tema che EconomyUpTv ha affrontato con Andrea Rangone e con la storia di Appsbuilder

Pubblicato il 05 Mag 2015

Ignazio Visco, Governatore della Banca d'Italia

«L’innovazione crea nuovi lavori. Ma se non si creano le condizioni per fare quei lavori, in Italia rischiamo una disoccupazione di massa in un tempo di transizione che non sarà molto breve». A dirlo non è un guru della tecnologia o uno startupper. A proferire questa ode agrodolce all’innovazione è il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco.

Secondo il numero uno di Palazzo Koch, intervenuto il 4 maggio alla Luiss di Roma per la presentazione del libro La nuova partita dell’innovazione dell’economista Riccardo Varaldo, l’Italia rischia di andare incontro a ulteriori difficoltà in ambito occupazionale perché non è abbastanza brava a innovare e a investire nel capitale umano.

[Varaldo: «Le startup da sole non ce la fanno, sta ai big aiutarle»]

«Alle imprese non è convenuto investire su quelli che più sanno», ha detto Visco. Ed è successo, a suo avviso anche per il «modo in cui abbiamo reso flessibile il mondo del lavoro: per una piccola impresa che non aveva possibilità di fare investimenti è convenuto assumere con contratti part-time e precari giovani pagati poco per fare le stesse cose che facevano gli anziani».

Un parere duro, quello del governatore, che però accoglie le tesi più ottimistiche sulla relazione tra innovazione e nuova occupazione. Dire che «la popolazione italiana è altamente in ritardo nel cogliere i vantaggi delle nuove tecnologie» e inneggiare alla «capacità di usare competenze diverse» è una conferma indiretta di teorie come quelle dell’economista italiano Enrico Moretti, molto apprezzato anche da Barack Obama, secondo cui ogni posto di lavoro creato nell’innovazione è in grado di generare almeno altri cinque in settori diversi.

Anche su EconomyUpTv abbiamo affrontato il tema raccontando il caso di una startup, Appsbuilder, che ha creato occupazione in pochi anni, e chiedendo ad Andrea Rangone, professore di management al Politecnico di Milano e coordinatore degli Osservatori Digital Innovation, se l’innovazione genera o distrugge posti di lavoro. Ecco cosa ha risposto…

CLICCA QUI PER VEDERE LA PUNTATA CON L’INTERVENTO DI ANDREA RANGONE E LA STORIA DI APPSBUILDER

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