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Ecosistema

Startup, la politica di sostegno si vede: ecco tutti i numeri

10 Giu 2014

Al 9 giugno sono 2.158 le nuove imprese innovative iscritte al Registro dedicato, 24 gli incubatori certificati. Significativi anche i valori della produzione: 21 startup superano il milione di fatturato. Gli effetti del Decreto Crescita 2.0 cominciano a essere evidenti

37 startup innovative nella prima settimana di giugno. La “carica” delle nuove imprese continua e gli ultimi dati proveniente dal Registro delle imprese confermano che la crescita è senza sosta. Se si proietta questo ritmo, per fine anno si può ipotizzare il raggiungimento di quota 3.000. È la prova che il sistema normativo messo in piedi a partire dal 2012 sta carburando: l’ecosistema si sviluppa e prendendo forma può solo diventare più attraente per nuovi investimenti, nazionali e internazionali. Ma i dati dicono già che ci sono 15 startup che superano il milione di euro di fatturato e 6 che vanno oltre i 2.

Mattia Corbetta, Segreteria tecnica del Ministero dello Sviluppo Economico
Coerentemente con il disposto del DL 179/2012 (cd. “Decreto Crescita 2.0”), il sistema camerale ha istituito due sezioni speciali del Registro delle imprese dedicate specificamente alle startup innovative (http://startup.registroimprese.it/report/startup.pdf) e agli incubatori certificati (http://startup.registroimprese.it/report/listaIncubatori.pdf), che hanno obbligo di iscrizione – condizione abilitante per il godimento dei benefici arrecati dalla policy – e di aggiornamento periodico delle informazioni: scopo di questa infrastruttura è garantire una maggiore trasparenza e accessibilità alle informazioni inerenti la vita e l’attività di queste nuove tipologie di impresa.

Al 9 giugno 2014, le startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese sono 2.158.

Guardando alla distribuzione geografica, le regioni e le province più densamente popolate sono rispettivamente Lombardia (445), Emilia Romagna (244), Lazio (214),Veneto (174) e Piemonte (167), e Milano (190), Roma (189), Torino (130), Trento(85) e Bologna (70), con una maggiore concentrazione al Nord (57,55%) e più moderata al Centro (22,10%) e al Sud (20,34%).

Quanto alla distribuzione macro-settoriale, spiccano i servizi (1677), che includono, tra le altre, le attività di produzione di software, consulenza informatica e attività connesse (660), ricerca scientifica e sviluppo (378), servizi d’informazione e altri servizi informatici (177), attività degli studi di architettura e d’ingegneria, collaudi ed analisi tecniche (95), attività di direzione aziendale e di consulenza gestionale (74). Seguono industria e artigianato (381) – fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica (92),fabbricazione di macchinari ed apparecchiature (79), fabbricazione di apparecchiature elettriche ed apparecchiature per uso domestico non elettriche (45), altre industrie manifatturiere (29) e fabbricazione di altri mezzi di trasporto (18) – il commercio (75), e, da ultimo, agricoltura (8) e turismo (7).

Con particolare riferimento al tipo di tecnologia sviluppata, 410 startup innovative denotano un alto valore tecnologico in ambito energetico, sono 67 le startup innovative a vocazione sociale. Gli investimenti diretti verso queste due tipologie di startup innovative godono di agevolazioni fiscali maggiorate.

Considerando il valore della produzione (dati relativi all’ultimo anno, quindi riguardanti soltanto le startup che hanno almeno un bilancio – 814 su 2.158), 535 startup innovative sono riconducibili alla classe A che va da 0 a 0,10 milioni di euro, 229 alla classe B (0,11-0,50), 29 alla classe C (0,51-1,00), 15 alla classe D (1,01-2,00) e 6 alla classe E (2,01-5,00).

Quanto ai dati sugli occupati, riguardanti esclusivamente le posizioni INPS e disponibili solo per 676 startup innovative, abbiamo: classe A (da 0 a 4 addetti): 585 startup innovative; classe B (da 5 a 9 addetti): 64; C (da 10 a 19): 24; D (da 20 a 49): 3.

Venendo alla natura giuridica, prevalgono nettamente le società a responsabilità limitata (1.764); seguono le società a responsabilità limitata semplificate (186), le società a responsabilità limitata con un unico socio (117), e si segnala la presenza di 39 società per azioni, 35 società cooperative, 13 società a responsabilità limitata a capitale ridotto, 3 società consortili a responsabilità limitata e 1 società semplice.

425 startup innovative si sono costituite nel 2014, 775 nel 2013, 425 nel 2012, 264 nel 2011, 165 nel 2010, 98 nel 2009 e 5 nel 2008.

Alla stessa data, gli incubatori certificati registrati alla sezione speciale ad essi dedicata sono 24: The Hive (Ancona), Jesi Cube (Jesi, Ancona), D-Namic (SanZeno Naviglio, Brescia), TIS Techno Innovation South Tyrol (Bolzano), Akhela (Uta, Cagliari), The Net Value (Cagliari), Tecnogranda (Dronero, Cuneo), ComoNext (Como), Consorzio Sol.Co. – Rete di imprese sociali siciliane (Catania), Euroimpresa Legnano (Legnano, Milano), Telecom Italia S.p.a. (Milano), Digital Magics (Milano), Boox S.r.l. (Milano), TICE Cooperativa Sociale (Nibbiano, Piacenza), Poli Hub (Milano), M31 Italia (Padova), Polo tecnologico di Pordenone(Pordenone), BIC Lazio (Roma), Enlabs (Roma), I3P – Incubatore del Politecnico(Torino), Innovation Factory (Trieste), H-Farm (Roncade, Treviso), Friuli Innovazione (Udine) e VEGA – Parco scientifico e tecnologico di Venezia (Venezia).

di Mattia Corbetta *

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