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Il personaggio

Tutto quello che vorreste sapere su Diego Piacentini, neo commissario del Governo per il digitale

18 Ago 2016

Un anno all’estero a 17 anni, laurea in Bocconi, una carriera iniziata in Fiatimpresit, transitata per Apple e approdata in Amazon. Ecco chi è l’uomo che Steve Jobs non riuscì a convincere a restare in azienda e che Renzi ha convinto a tornare in Italia per “governare” l’innovazione

Diego Piacentini
Dal 17 agosto Diego Piacentini ha lasciato Amazon per diventare il Commissario del governo per Innovazione e Digitale. L’annuncio è arrivato lo scorso febbraio dal premier Matteo Renzi attraverso la diffusione di uno scambio di tweet con Jeff Bezos, numero uno di Amazon, azienda nella quale Piacentini era Senior Vice President. Il mese scorso sempre Renzi, in un post su Facebook, ha fornito una data: “Piacentini – ha scritto – lascerà Seattle dal 17 agosto per assumere l’incarico di Commissario per l’Italia digitale. Un servizio civile che per tre anni legherà Diego al nostro Paese e che porterà uno dei migliori manager mondiali di questo settore a guidare il processo di digitalizzazione dell’Italia che cambia”. L’incarico però non è ancora stato formalmente attribuito: la nomina del Commissario di governo per il digitale e l’innovazione deve essere stabilita e ufficializzata attraverso un Dpcm (Decreto del presidente del consiglio dei ministri), che non c’è ancora. Ma potrebbe arrivare a breve. Alcune fonti di stampa indicano il 22 agosto quale data possibile per il debutto ufficiale del Commissario. Per il momento nel decreto legislativo per la riforma del CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale), in attesa di approvazione, si forniscono precise indicazioni su come dovrà essere e cosa dovrà fare il Commissario straordinario per l’attuazione dell’agenda digitale, peraltro senza fare in alcun modo il nome di Piacentini perché questo testo si limita a definire il ruolo e i compiti. La proposta è che il Commissario sia “senza attribuzione di alcun compenso o indennità, con poteri di impulso e di coordinamento nei confronti delle pubbliche amministrazioni cui competono adempimenti connessi e strumentali all’attuazione dell’Agenda digitale italiana, e con attribuzione di potere sostitutivo in caso di inadempienze gestionali o amministrative di misure necessarie all’attuazione della Agenda medesima”.

Ma chi è Diego Piacentini? Ecco tutto quello che vorreste sapere sul manager del momento.

STUDI E FORMAZIONE – Nato a Milano 55 anni fa, fin da ragazzo ha la curiosità e la voglia di conoscere il mondo. A diciassette anni, infatti, durante il liceo, partecipa al programma Intercultura, associazione che permette ai ragazzi di frequentare un anno scolastico all’estero. Vince una borsa di studio per Olympia, capitale dello Stato di Washington, a 50 miglia da Seattle. Di quell’esperienza, ricorda in un’intervista rilasciata a Repubblica.it: “L’America che trovai era ben diversa da quella che avevo in testa. Noi siamo abituati agli Stati Uniti urbani, di New York, di Chicago. Io sono arrivato nello sperdutissimo nord-ovest, in una città con 10mila anime. Fu uno shock culturale, l’impatto con la vita rurale, della provincia. Io non avevo nemmeno mai preso nemmeno l’aereo. Quando lessi che andavo nello Stato di Washington pensai alla capitale, nemmeno sapevo esistesse uno Stato con lo stesso nome”. E, ancora, “i primi tempi rimasi affascinato dalla tv americana, anche se i miei genitori Usa – a differenza della famiglia media americana – non la guardavano molto. Allora, pur parlando pochissimo inglese, riuscii a convincerli che le serie tv mi avrebbero aiutato a migliorare la lingua. A giorni alterni, durante la cena, mi permisero di tenere la tv accesa. E io potevo guardarmi Starsky e Hutch”. Tornato in Italia si laurea in economia politica all’Università Bocconi.

 Diego Piacentini, il pensiero del commissario per l’Italia Digitale in 10 pillole

LA CARRIERA. Dopo un periodo trascorso in Fiatimpresit, dove si occupa di gestione finanziaria, nel 1987 entra in Apple, dove passa dal ruolo di amministratore delegato per l’Italia, a direttore commerciale e poi vicepresident e general manager per l’area EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa). Dal 2000, anno in cui entra a far parte dell’azienda di Jeff Bezos, è Senior Vice President di Amazon. Secondo quanto riportato nel blog Cinquantamila Giorni di Giorgio Dell’arti, pubblicato su Corriere.it, pare che quando Piacentini ricevette l’offerta di lavoro da Amazon, Steve Jobs lo convocò: «Visto che non mi convinceva a rimanere, cominciò a parlare male di Amazon chiedendomi per quale follia volessi abbandonare Apple, che stava reinventando i computer, per infilarmi in una noiosa impresa di commercio online». Dal 2012 a oggi ha avuto la responsabilità dei mercati internazionali, dal 2007 al 2012 delle vendite internazionali, dal 2001 al 2006 delle vendite e del marketing globale. Sotto la direzione di Piacentini, il gigante dell’e-commerce ha espanso la propria rete con l’apertura di nuovi siti web locali, e, secondo Bloomberg, ha incrementato significativamente i profitti, i clienti, la selezione dei prodotti e le capacità tecnologiche dell’azienda.

TUTTE LE ATTIVITÀ DI AMAZON IN ITALIA 

CURIOSITÀ. È sposato con Monica, conosciuta durante il liceo e ha due figli ai quali ha proposto esperienze di formazione all’estero. In un’intervista a Repubblica.it racconta: “Il grande studia a San Diego, ha partecipato a Semester at Sea, un semestre a bordo di una nave, che dalla California arriva in Spagna dopo aver attraversato Oceano Pacifico e Indiano. Ha avuto la sua dose di internazionalità insomma. Il piccolo doveva fare due mesi in Giappone, ma poi per una serie di motivi non è potuto partire. Quest’esperienza purtroppo gli manca”. In un’intervista rilasciata a TV7 afferma: “Il consiglio che do ai miei figli è questo: siate aperti al confronto e rispettosi delle opinioni degli altri”. Il complimento più bello, quello che lo ha gratificato di più? “Una mattina, svegliandosi, mia moglie mi disse ‘Somigli a George Clooney’”. Ha una casa a Lerici, in Liguria, dove passa le vacanze con la famiglia. Fra i suoi hobby: la corsa nella pausa pranzo e una partita a calcio la sera. Piacentini fa parte degli advisory board della Foster School of Business della University of Washington e di Endeavor, organizzazione non-profit globale che aiuta gli imprenditori nei paesi in via di sviluppo. È anche membro del board della Maasai Association e ne sostiene le iniziative di formazione e sanità in Kenya.

di Concetta Desando

  • laura

    ciqo diego sono passati tantissimi anni da quando lavoravi alla fiatimpresit ne hai fatta di strada e sono molto contenta per te sei sempe stato in gamba e te lo meriti volevo farti un in bocca al lupo ricordandoti che sono laura che lavorava alla fiatimpresit nel tuo stesso settore ciao

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