Sperimentazione Italia: la nuova legge che fa del nostro Paese un laboratorio di innovazione | Economyup

Sperimentazione Italia: la nuova legge che fa del nostro Paese un laboratorio di innovazione



Il decreto legge del luglio 2020 con misure urgenti per semplificazione e innovazione digitale permette a imprese, università, enti di ricerca, startup e spin-off di avviare sperimentazioni innovative in deroga a norme vigenti. Davide Falasconi, CIO del Dipartimento per la Trasformazione Digitale, spiega come funziona

di Alessandra Luksch

15 Gen 2021


Sperimentazione Italia

“‘Sperimentazione Italia’ vuole rendere più facile l’attività di innovazione nel nostro Paese e, in particolare, la sperimentazione di idee innovative e nuove tecnologie che, per diverse ragioni di natura normativa, finora non sono state portate avanti ”: è così che Davide Falasconi, Chief Innovation Officer del Dipartimento per la Trasformazione digitale, ha introdotto l’iniziativa come ospite del  convegno “L’Innovazione Digitale non va in lockdown: alle imprese cogliere l’effetto startup” degli Osservatori Startup Intelligence, Startup Hi-tech e Digital Transformation Academy del Politecnico di Milano.

Con la partenza di ‘Sperimentazione Italia’, grazie all’articolo 36 del decreto legge n. 76 del 16 luglio 2020 che contiene misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale, provvedimento convertito con la legge 11 settembre 2020 n. 120, dal 30 Novembre sono disponibili sul sito https://innovazione.gov.it/sperimentazione-italia/ tutte le informazioni e la documentazione per presentare la domanda.

“La norma permette a imprese, università, enti di ricerca, startup e spin-off universitari di poter avviare sperimentazioni innovative in deroga a normative vigenti, tranne per alcuni ambiti in cui non è applicabile. Quello che un tempo non poteva essere sperimentato, può essere ora sottoposto ad un processo di istruttoria tramite apposita domanda di sperimentazione, lì dove si trovano vincoli di natura normativa”, ci ha spiegato Falasconi.

La domanda viene presentata al Dipartimento per la Trasformazione digitale e contestualmente al Ministero dello Sviluppo economico, affinché venga valutata attraverso un processo di istruttoria di 30 giorni: il processo considera parametri come il profilo di innovazione, le finalità del progetto, i benefici attesi, l’impatto sulla qualità dell’ambiente e della vita e le probabilità di successo, nonché la deroga normativa richiesta.

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Se la sperimentazione, che può durare fino a un anno di tempo ed è prorogabile una sola volta, si è conclusa positivamente, si promuove l’iniziativa normativa necessaria per consentire lo svolgimento dell’attività.

“Si tratta di un’iniziativa importante ed estremamente tempestiva. Viviamo un momento in cui l’innovazione tecnologica e digitale è molto veloce e la disciplina normativa non sempre riesce ad adeguarsi nei tempi giusti. ‘Sperimentazione Italia’ permette non solo di fronteggiare potenziali inadeguatezze dell’impianto normativo, ma anche di dare il via alle sperimentazioni, opportunità che vale sia per le realtà presenti in Italia sia per quelle estere, affinché si crei un vero e proprio Laboratorio Italia”, conclude Falasconi. Ulteriori informazioni a questi siti: https://innovazione.gov.it/ ; https://innovazione.gov.it/sperimentazione-italia/

Buona sperimentazione, Italia!

Alessandra Luksch

Direttore dell'Osservatorio Startup Intelligence degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano