L'ANALISI

Space economy, l’innovazione che arriva dalla combinazione di spazio e digitale

Martedì 19 maggio primo workshop 2020 dell’Osservatorio Space Economy del Politecnico di Milano. Sarà un momento di incontro per la community di aziende, centri di ricerca e istituzioni attente alle opportunità di business offerte dall’incontro di due mondi hi-tech. Una rivoluzione simile a quella di Internet 20 anni fa…

Pubblicato il 11 Mag 2020

Space economy,  l’innovazione che arriva dalla combinazione di spazio e digitale
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Le tecnologie dello spazio, opportunamente combinate con le più avanzate tecnologie digitali abilitanti, rappresentano il trend tecnologico e di business che caratterizzerà la possibilità per molte imprese, in svariati settori, di accrescere la propria competitività su scala globale attraverso l’innovazione a tutti i livelli – dal prodotto/servizio, ai processi, sino al modello di business complessivo. Il valore economico generato dall’uso combinato di tecnologie dello spazio e digitali è stimato per circa 360 miliardi di dollari nel 2018 (The Global Space Economy Report, Bryce Space and Technology).

Tecnologie digitali e spaziali: una combinazione che usiamo già

Questi numeri e questa affermazione non possono, non devono, sorprendere. Oggi gran parte delle mobile app che usiamo per n-servizi, che ci semplificano la vita di tutti i giorni – dal food-delivery agli spostamenti, solo per citarne alcuni – sono basati su sistemi di geo-localizzazione, e sono il frutto della combinazione tra tecnologie digitali e spaziali.

Se per i servizi diretti al consumo tale combinazione virtuosa tra tecnologa digitale e spaziale è già molto visibile e nota, solo più recentemente le imprese si accorgono di poter innovare la loro offerta, modello di business e/o perseguire efficienza operativa facendo leva sulle tecnologie dello spazio.

Le opportunità per le aziende: i casi

Esistono casi già molto concreti in varie industry di riferimento. Si pensi alla relazione di valore tra Airbus e The Climate Corporation, che ha permesso di sviluppare servizi sostenibili ed efficienti in ambito agritech. Alla collaborazione tra SNAM e la startup StudioMapp per il monitoraggio dei gasdotti, alla sperimentazione tra Toyota, Maxar technologies ed NTT Data per creare mappe ad alta definizione per veicoli autonomi usando immagini satellitari in ambito mobility. È importante sottolineare il ruolo che i satelliti hanno anche sulla telemedicina, la call to action promossa da ASI ne è un chiaro esempio.Le opportunità tecnologiche e di business derivanti dalla combinazione di queste tecnologie portano alla generazione di una nuova catena del valore cross-settoriale: la cosiddetta “Space Economy”.

Chi c’è nell’ecosistema della Space Economy

L’ecosistema di attori della Space Economy include:
♦ aziende della Space Industry, impegnate nelle attività di ricerca, sviluppo e realizzazione delle infrastrutture spaziali abilitanti (“upstream”)
♦ aziende dell’offerta di soluzioni e servizi digitali (e.g. IT provider, system integrator, società di consulenza) e centri di ricerca specializzati che si occupano ricerca, sviluppo e implementazione delle più avanzate tecnologie digitali (“downstream”);
♦ aziende della domanda, interessate a nuove applicazioni d’uso e servizi derivanti dall’utilizzo combinato di tecnologie spaziali e digitali (“end-user”);
♦ policy maker, enti e istituzioni nazionali ed internazionali che governano e regolamentano l’ambito della Space Economy.

Una rivoluzione simile a quella di Internet

Siamo difronte a una rivoluzione analoga a quella di internet e del digitale di vent’anni fa. E non ci sono aziende che possono permettersi di ignorare questa rivoluzione. Vent’anni fa si parlava con scetticismo della “new economy” o di “digital economy”, oggi di internet e del digitale non possiamo farne a meno. Scontato è che quelle imprese che stanno intercettando e che sfrutteranno al meglio, con tempismo le opportunità di business offerte dalla combinazione di tecnologia digitale e spaziale avranno un importante vantaggio competitivo negli anni avvenire. Investire in innovazione e sfruttare i trend tecnologici più promettenti diventa ancor più rilevante in tempi di crisi straordinaria come quella odierna. Le istituzioni europee e nazionali hanno mostrato sensibilità notevole rispetto alle potenzialità della Space Economy (l’UE attraverso la discussione della messa a budget di quasi 16 miliardi per il periodo 2021-2027 e l’Italia attraverso il piano strategico nazionale da 4,7 miliardi). Tuttavia, il rischio che in un momento di forte crisi si perda focus ed attenzione su questi temi esiste e va combattuto, diffondendo cultura e sensibilizzando il sistema paese a tutti i livelli, dalle imprese alle istituzioni.

19 maggio, il workshop dell’Osservatorio Space Economy

Gli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano sono in campo su questo fronte con il nuovo Osservatorio Space Economy, con una storia e tradizione importante. Dopo la bolla internet, in Italia, in pochi credevano davvero nel digitale. In molti hanno preso le distanze dal digitale perché non eravamo culturalmente pronti. Siamo stati investiti/travolti dal digitale senza aver maturato la necessaria consapevolezza delle potenzialità industriali che il digitale offriva, al di là della bolla di carattere finanziario.

La storia, si sa, si ripete ed il rischio di perdere le notevoli opportunità offerte dalla Space Economy è concreto. Noi siamo pronti ma soprattutto non siamo soli. Esiste già una community in Italia di aziende, centri di ricerca, e istituzioni sensibili ed attente che non vogliono restare indietro. Gli attori principali della Space Economy in Italia si riuniranno il 19 Maggio per il primo Workshop dell’edizione 2020 dell’Osservatorio Space Economy (per maggiori informazioni scrivere a angelo.cavallo@polimi.it). 

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Angelo Cavallo

Direttore dell’Osservatorio Space Economy, Ricercatore Senior dell’Osservatorio Startup Hi-tech
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Ricercatore al Politecnico di Milano, Osservatorio Space Economy
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