LA GUIDA

Realtà estesa: che cos’è, applicazioni e vantaggi per le aziende



Il termine realtà estesa è sempre più utilizzato anche grazie agli sviluppi del metaverso. Ma come verrà utilizzata dalle aziende questa innovativa tecnologia? E in quali settori avrà maggiore impatto? Qui tutti i dettagli

di Michelle Crisantemi

Pubblicato il 28 Dic 2022


Extended reality o realtà estesa (Foto di Laurens Derks su Unsplash)

La realtà estesa, o extended reality (XR), è un termine che fa riferimento alle tecnologie immersive, come realtà aumentata (AR), realtà virtuale (VR) e realtà mista (MR).

Si tratta quindi di quelle tecnologie che permettono l’incontro tra il mondo fisico e virtuale, creando nuovi modelli di interazione e nuovi modi di creare valore, con interessanti opportunità in svariati settori e ambiti. Dal gaming, al training, alla medicina, fino alla manifattura: la realtà estesa permette di creare un’esperienza immersiva, con vantaggi per business e singoli utenti.

Per capire meglio che cosa si intende per realtà estesa, occorre partire dalle tecnologie che ad oggi permettono questa unione tra realtà fisica e virtuale.

Che cos’è la realtà estesa: differenza tra VR, AR, MR e XR

Come anticipato, il termine extended reality comprende diverse tecnologie che abilitano l’integrazione tra la realtà fisica e virtuale, con risultati ben diversi per quanto riguarda l’esperienza dell’utente e il grado di interazione che può sperimentare.

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–Nella realtà virtuale (Virtual Reality, o VR), ad esempio, gli utenti sono completamente immersi in un ambiente digitale simulato grazie all’utilizzo di un visore VR, cuffie e guanti aptici. Grazie a questi dispositivi, gli utenti sono trasportati in una realtà completamente diversa, completamente virtuale, con cui possono interagire, ma sono totalmente isolati dal contesto fisico in cui si trovano.

Utilizzata in un primo momento nel gaming e, più in generale, nell’industria dell’intrattenimento, grazie al miglioramento dei dispositivi hardware ̶ che ha portato a una riduzione del loro costo e alla possibilità di fornire nuovi stimoli per un’esperienza virtuale ancora più immersiva –, la realtà virtuale è ad oggi utilizzata anche in molti altri contesti, come nelle costruzioni e nel retail.

–Nella realtà aumentata, contrariamente, informazioni e oggetti virtuali vengono sovrapposti al mondo reale. Gli utenti non sono quindi isolati dal mondo reale e possono comunque interagire e vedere ciò che accade davanti a loro. Questa esperienza arricchisce il mondo reale con dettagli digitali come immagini, testi e animazioni, attraverso l’utilizzo di occhiali AR, schermi, tablet e smartphone. La realtà aumentata (AR) è quindi un’esperienza parzialmente immersiva in cui gli utenti interagiscono direttamente con un overlay 3-D sulla realtà esterna in tempo reale.

–Nella realtà mista, infine, gli oggetti digitali e quelli del mondo reale coesistono e possono interagire tra loro in tempo reale. Si tratta della tecnologia immersiva più recente e viene talvolta definita realtà ibrida. Richiede una cuffia MR e molta più potenza di elaborazione rispetto alla VR o all’AR.

Realtà estesa e metaverso

Il termine realtà estesa è sempre più utilizzato anche grazie agli sviluppi del metaverso, che ha dato a queste tecnologie un nuovo significato e scopo. Se è vero che per accedere al metaverso non è necessario utilizzare i dispositivi XR ̶   lo si può fare, ad esempio, attraverso un avatar virtuale  ̶  per le aziende il valore del metaverso si concretizza nella possibilità di offrire ai clienti un’esperienza immersiva che gli permette di interagire con l’ambiente virtuale circostante e con altri utenti.

Per rendere questa interazione davvero immersiva, l’utilizzo dei dispositivi della realtà estesa è quindi imprescindibile, in quanto un semplice avatar non permette il grado di interazione desiderato.

Ulteriori sviluppi nei dispositivi XR, come gli occhiali intelligenti AR, guanti o tute aptiche, display olografici e cuffie VR, permetteranno quindi di migliorare l’esperienza dell’utente nel metaverso. Progressi che permetteranno di aiutare gli utenti a muoversi agevolmente nel metaverso e che faciliteranno la diffusione di numerosi servizi fisici nel mondo virtuale.

Extended reality, applicazioni e vantaggi per le aziende

Secondo un recente rapporto di McKinsey sullo stato delle tecnologie immersive, le applicazioni di queste tecnologie si possono ricondurre principalmente a quattro macro-aree: apprendimento e assessment; progettazione e sviluppo del prodotto; visibilità nei processi; B2C use case.

Nell’apprendimento, le tecnologie immersive della realtà estesa vengono impiegate nella formazione pratica su competenze e procedure, particolarmente utile per simulare casi insoliti o pericolosi che sono difficili da simulare in modo sicuro nella vita reale, creando così una memoria muscolare.

Per quanto riguarda le attività di assessment, le tecnologie immersive consentono, a partire dall’utilizzo della stessa infrastruttura (ad esempio, modelli 3D, regole di procedura) di testare le conoscenze, le abilità e le capacità della forza lavoro in materia di sicurezza ed efficienza e per individuare le esigenze di ulteriore formazione. Le aziende già si stanno muovendo in questo campo: circa il 63% di quelle che hanno già adottato il metaverso lo stanno infatti già utilizzando per la formazione del personale.

La realtà estesa trova già ampio impiego nelle fasi di progettazione e sviluppo dei prodotti: basti pensare ai gemelli digitali, che consentono l’esplorazione virtuale di un ambiente fisico (ad esempio, un cantiere) o di un prodotto fisico (ad esempio, un nuovo satellite spaziale). I vantaggi per le aziende sono numerosi, da una prototipazione e simulazione più efficiente, fino a una gestione del prodotto più efficiente lungo tutto il suo ciclo di vita e all’efficientamento dei processi.

Il caso Boeing

La compagnia aerea Boeing, ad esempio, già impiega l’AR per migliorare l’efficienza dei processi produttivi. L’utilizzo dell’AR in progetti pilota ha permesso all’azienda di registrare un aumento della qualità del 90% e della velocità del 30% nei suoi progetti pilota.

Altro esempio riguarda un’industria che secondo le previsioni di McKinsey sarà fortemente impattata dalla crescita delle tecnologie della realtà estesa: l’automitive. Tra i player che già utilizzano la XR nei processi vi è Porsche, che ha ridotto del 40% il tempo operativo dedicato alla risoluzione dei problemi grazie all’uso di cuffie AR per simulare modelli virtuali di veicoli problematici.

Grazie alla realtà estesa, inoltre, è possibile migliorare la “situational awareness”, ovvero permettere ai lavoratori di sviluppare una conoscenza migliorata del contesto in cui devono svolgere un determinato intervento, grazie alla sovrapposizione della visualizzazione dei dati. Per capire meglio questo aspetto si può fare un esempio concreto di applicazione nella manifattura, dove la tecnologia VR consente gli operatori della maintenance di effettuare ispezioni virtuali, con dati visualizzati e opzioni decisionali a comparsa per le aree che richiedono manutenzione o riparazione.

Infine, le applicazioni B2C attualmente più diffuse riguardano: eventi dal vivo, come giochi, allenamenti virtuali e altri eventi virtuali che imitano esperienze reali come concerti, conferenze, eventi sportivi e sfilate di moda; showroom virtuali, che permettono ai consumatori di fare shopping muovendosi nel negozio virtuale, provare i capi nei camerini virtuali e molto altro. Si stima che ad oggi circa il 33% dei consumatori che ha visitato un negozio nel metaverso abbia comprato dei beni fisici attraverso lo store virtuale.

Un mercato in forte crescita nei prossimi anni

Negli ultimi anni le tecnologie della realtà estesa hanno visto una forte crescita, sia in termini di innovazione prodotta che di investimenti da parte delle aziende. Nel periodo 2018-2021, infatti, sono raddoppiati i brevetti inerenti le tecnologie immersive. Il 2021, inoltre, è stato anche l’anno in cui si sono registrati maggiori investimenti da parte delle imprese in realtà virtuale ed estesa, per un valore totale di 3,9 miliardi di dollari. Una cifra seconda solo a quella registrata nel 2018, quando gli investimenti avevano toccato un valore di 4,4 miliardi di dollari.

L’utilizzo della realtà estesa è destinato ad aumentare nelle applicazioni B2B dove si prevede, in particolare, che il mercato continuerà a crescere con un tasso di crescita annuo di circa il 66% fino al 2026.

Per quanto riguarda il mercato della realtà estesa, secondo le previsioni di McKinsey, raggiungerà un valore di circa 1,2 trilioni di dollari entro il 2025, con un tasso di crescita annuo composto (CARG) del circa 24%. La crescita del mercato sarà trainata da diversi fattori, tra cui l’aumento dell’uso di smartphone e dispositivi connessi e la crescente adozione di reti 5G.

Realtà estesa, i settori dove avrà maggiore impatto

Secondo le previsioni, la realtà estesa ha un alto potenziale trasformativo per quei lavoratori che non svolgono attività d’ufficio.

L’industria dove si prevede che la realtà estesa avrà un maggiore impatto è il retail, dove si stanno già moltiplicando le applicazioni della realtà estesa. In particolare, la realtà estesa trova applicazione nel design del layout di negozi e magazzini e in tutto ciò che riguarda l’esperienza di shopping online: dalla possibilità di sfogliare il catalogo dei prodotti in 3D ai camerini virtuali.

Altra industria dove si prevede che l’extended reality avrà un grande impatto è la manifattura. Le applicazioni emergenti riguardano in particolar modo i settori dell’automotive (e in generale i processi di assemblaggio), la difesa e l’aerospazio, dove i campi di applicazione riguarderanno: l’utilizzo di digital twin per l’ottimizzazione di prodotti e processi; factory and product design; training; assistenza da remoto; safety.

Nel campo della formazione, la realtà estesa ha il potenziale di generare un impatto significativo per 226 milioni di lavoratori, soprattutto per la formazione professionale, la formazione “sul campo”, l’assistenza da remoto e la partecipazione ad eventi e conferenze nel metaverso.

Rilevante anche l’impatto di queste tecnologie nella sanità ̶ dove si prevede che impatterà circa 148 milioni di lavoratori ̶ , soprattutto in applicazioni di: assistenza durante gli interventi chirurgici (AR); telemedicina (soprattutto per i pazienti che hanno bisogno di aiuto nella gestione di dolori cronici o nell’assistenza per la salute mentale); nella diagnostica; nella formazione (ad esempio, con la possibilità di svolgere un intervento nella realtà virtuale); nelle attività di ricerca e sviluppo.

Nell’aviazione, nel trasporto e nella logistica, in cambio, la realtà estesa troverà sempre più applicazione nella gestione dei flussi di magazzino e delle flotte. Contrariamente, nell’agricoltura e nella ristorazione si prevede che queste tecnologie avranno nei prossimi anni un impatto insignificante.

Costo dell’hardware e data governance: i nodi ancora da sciogliere

Affinché la realtà estesa realizzi questo potenziale, tuttavia, è necessario superare alcuni ostacoli che ne frenano l’adozione. In primo luogo, notevoli miglioramenti dovranno essere fatti in materia di hardware, soprattutto per:

  • facilitare e migliorare la user experience, ad esempio riducendo l’ingombro e il peso dei visori e cuffie, migliorando i sensori per una maggiore precisione e riducendo lo stress fisico per l’utente (affaticamento degli occhi, nausea, etc.);
  • diffondere l’utilizzo di questi dispositivi, ancora frenato da un costo molto elevato.

Altre barriere riguardano il controllo dei dati degli utenti che utilizzano queste tecnologie. Le tipiche applicazioni AR/VR richiedono infatti l’accesso a molte tecnologie (ad esempio, smartphone, sensori corporei, occhiali) e, in alcuni casi, richiedono di essere collegate con account di social media e applicazioni esterne. Bisogna quindi chiarire come questi dati verranno raccolti, condivisi e utilizzati, così da fornire agli utenti un’esperienza di interazione più sicura.

 

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