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Quali sono le barriere che ostacolano le iniziative di open innovation?

13 Giu 2016

La cultura aziendale “chiusa”, la mancanza di fiducia nell’ecosistema, la paura di perdere il controllo della proprietà intellettuale, una struttura organizzativa poco ricettiva: ecco perché le aziende rischiano di perdere le opportunità dell’innovazione aperta

Aiutare le imprese a capire, affrontare e gestire l’innovazione aperta. Con questo obiettivo il Gruppo Digital 360 ha creato la piattaforma di servizi Digital & Open Innovation”, dove è possibile aprire un dialogo con cinque esperti che risponderanno alle vostre domande su come si attiva, si “mette a terra” e si governa un processo di innovazione aperta in grado di creare valore e accrescere la competitività di un’azienda.

Per fare le vostre domande basta cliccare qui

Stefano Mainetti, consigliere delegato di Polihub

QUALI SONO LE PRINCIPALI BARRIERE CHE OSTACOLANO LE INIZIATIVE DI OPEN INNOVATION?

 

Risponde Stefano Mainetti, Consigliere Delegato dell’incubatore d’Impresa PoliHub del Politecnico di Milano, gestito dalla Fondazione Politecnico.

 

Le principali barriere sono relative alla cultura aziendale, l’ecosistema dell’innovazione, la strategia IP e la struttura aziendale.  

Una cultura aziendale che non consideri in modo opportuno il fallimento come parte del processo innovativo e sia scettica nei confronti dell’innovazione sviluppata all’esterno (sindrome “not invented here”), è la maggiore barriera alle iniziative Open Innovation. L’esigenza di apertura deve essere condivisa a tutti i livelli aziendali.  

La mancanza di fiducia nell’ecosistema dell’innovazione, che si traduce in una tendenza all’iper-controllo sui propri partner (università, incubatori, Pmi, startup), riduce l’impatto positivo delle iniziative Open Innovation.  

Senza adeguato supporto legale, inoltre, le aziende spesso temono di perdere controllo sulla proprietà intellettuale, nel momento in cui si aprano a collaborazioni con partner esterni su temi cruciali per il proprio business.  

Infine, una struttura aziendale in grado di assorbire modi di operare e processi sviluppati all’esterno (absorptive capacity) è una caratteristica non comune. Si verificano tipicamente frizioni, ad esempio, nella fase di reintegro in azienda di progetti sviluppati nei corporate incubator. 

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Stefano Mainetti

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