L'open innovation di Acea: dipendenti più coinvolti e scouting di startup | Economyup
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STARTUP INTELLIGENCE

L’open innovation di Acea: dipendenti più coinvolti e scouting di startup



La multiutility ha creato un’unità di open innovation guidata da Carmelo Graceffa. Le attività: ricerca continua di realtà innovative all’esterno e innovazione partecipativa all’interno. Con occhio attento alle startup: “Ne abbiamo analizzate oltre 300, vogliamo sveltire il processo per il loro ingaggio” dice il manager

di Eliana Bentivegna

14 Dic 2018


Acea è una delle principali multiutility italiane. Quotata in Borsa nel 1999, è attiva nella gestione e nello sviluppo di reti e servizi nei business dell’acqua, dell’energia e dell’ambiente.
Tra le attività: servizio idrico integrato, produzione di energia, in particolare da fonti rinnovabili, vendita e distribuzione di elettricità, illuminazione pubblica e artistica, smaltimento e valorizzazione energetica dei rifiuti.

Acea è il primo operatore nazionale nel settore idrico con circa 9 milioni di abitanti serviti nel Lazio, Toscana, Umbria e Campania; tra i principali player italiani nell’energia con circa 8,3 TWh di elettricità venduta, e nelle reti con circa 10 TWh di elettricità distribuita nella città di Roma. È il sesto operatore in Italia nel settore ambiente con 820.000 tonnellate di rifiuti trattati.

Recentemente l’azienda ha creato un’Unità di Open Innovation, parte della Direzione Innovation Technology Solutions, per affiancare alla tradizionale Direzione ICT anche le attività di innovazione. L’Unità, che fa capo a Carmelo Graceffa, è dedicata allo sviluppo dei progetti innovativi proprio in ambienti “open”. «In questi mesi abbiamo lavorato alla definizione del modello e del framework di innovazione del Gruppo Acea, all’analisi di tutti i progetti innovativi che le Società del gruppo stanno portando avanti ed abbiamo avviato le prime attività di POC nella logica propria dell’Open Innovation, operando in modo agile e veloce e in piena sinergia e collaborazione con tutte le aree industriali», spiega il Manager.

«Stiamo svolgendo diverse attività di Open Innovation sia verso l’interno per favorire la cultura e la condivisione dell’innovazione, sia verso l’esterno alla ricerca di soluzioni che rispondano a esigenze di business attuali o future. Molto importante è inoltre per noi essere presenti in modo attivo nell’ecosistema dell’innovazione, e la collaborazione instaurata con enti di ricerca esterni come gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano è stata una delle prime collaborazioni realizzate».

Tra queste attività figurano il continuous scouting per capire in modalità sia push che pull quali possano essere i servizi o prodotti innovativi che vengono dall’esterno e che rispondono alle esigenze di business del Gruppo, le attività di coinvolgimento diretto dei dipendenti su tematiche di innovazione per promuovere un modello di innovazione partecipativa, la creazione di un Innovation Board che vede partecipare tutti i referenti di innovazione delle aree industriali.

È stato inoltre svolto un contest rivolto a startup e PMI innovative per l’implementazione di una executive dashboard di monitoraggio delle performance aziendali; e sono in corso di analisi e in alcuni casi già in fase di sviluppo delle sperimentazioni in ambito infrastrutture, sicurezza per gli operatori, social inclusion e orientamento al cliente, automazione dei processi interni e nuovo mercato energetico. «Fino ad ora abbiamo analizzato più di 300 startup tra quelle individuate direttamente da noi o suggerite dai nostri partner, e i prossimi passi per facilitare e velocizzare l’adozione dell’innovazione proveniente dall’esterno saranno proprio quelli di snellire il processo di ingaggio delle startup», conclude Graceffa.

Eliana Bentivegna
Osservatorio Startup Intelligence - Osservatorio Design Thinking for Business