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SOLUZIONI & APPLICAZIONI

La homepage da 1 milione di dollari: un’idea di business è buona se il momento è quello giusto

di Nicola Mattina

03 Set 2018

Nel 2005 il giovane inglese Alex Tew cominciò a vendere tutti i pixel di una pagina web: un milione. Divenne un fenomeno virale e in cinque mesi incassò 1.037.100 dollari. Oggi non funzionerebbe più. ll caso di TheMillionDollarHomePage insegna che il tempismo è un ingrediente necessario per avviare una nuova impresa

Come si fa ad avere una buona idea per avviare un nuovo business o – meno ambiziosamente – per guadagnare abbastanza da lasciare un impiego e rendersi indipendenti? Se cercate online, trovate migliaia di suggerimenti e storie, che vanno dalle cose più banali a trovate decisamente stravaganti. Ne ho scelte tre che hanno qualcosa da insegnarci: la homepage da un milione di dollari, l’uomo che barattò una graffetta per una casa e il ragazzo che guadagnò un milione di dollari per indossare delle magliette.

La pagina da un milione di dollari

Un’immagine che misura 1.000 per 1.000 pixel contiene esattamente un milione di pixel. Se si riuscisse a venderli tutti come spazi pubblicitari a un dollaro l’uno, sarebbe decisamente un bel gruzzoletto. Sembra un’idea parecchio bislacca: chi mai comprerebbe una manciata di pixel di un’immagine per metterci la propria pubblicità?

Ad Alex Tew, oggi fondatore dell’app per la meditazione Calm, non sembrò un’idea tanto folle. Era il 2005 e il giovane inglese aveva bisogno di soldi per l’università. Così nacque The Million Dollar Homepage (TMDHP).

Tew creò un sito Web con un’intestazione e un piè di pagina molto semplici e, tra queste righe di testo, piazzò un’immagine 1000×1000. Quindi iniziò a vendere porzioni che misuravano 10×10 pixel a chiunque volesse acquistarne una. Ogni porzione costava 100 dollari. Gli acquirenti potevano usare lo spazio per qualsiasi scopo (lecito) e il risultato più ragionevole era che gli acquirenti intendessero pubblicizzare il loro sito web. Ovviamente, l’area acquistata poteva contenere anche un link e Tew garantì che TMDHP sarebbe stata tenuta online per cinque anni.

Lanciata il 26 agosto 2005, TMDHP divenne rapidamente un fenomeno mediatico, anche grazie al fatto che Tew investì i primi 1.000 dollari guadagnati per una campagna di relazioni pubbliche. Nel giro di qualche mese tutti gli spazi erano stati venduti e, il primo gennaio 2006, Tew mise all’asta gli ultimi 1.000 pixel rimasti su eBay vendendoli a ben 38.100 dollari. Complessivamente, l’intraprendente ragazzo incassò 1.037.100 dollari in cinque mesi.

TMDHP ci insegna una cosa importante sul tempismo e lo spirito del tempo: l’idea di Tew funzionò perché era il momento giusto. Nel 2005, Internet era molto diversa da quella a cui siamo abituati adesso, basti pensare che non esistevano né gli smartphone né i social media. I sistemi di advertising erano ancora molto rudimentali e il marketing virale era agli esordi (la voce dedicata a questo argomento su Wikipedia risale alla fine del 2004). TMDHP fu un vero e proprio fenomeno, tanto che – al culmine della sua popolarità – Alexa lo classificò come il terzo sito web con la crescita più veloce, dietro al sito ufficiale di Britney Spears: ben 25.000 hit unici all’ora! (a proposito, ve li ricordate gli hit?)

Alla settimana prossima con l’uomo che barattò una graffetta per una casa.

Nicola Mattina
Imprenditore e co-founder di Stamplay

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