La campagna ucraina di Elon Musk: come funziona Starlink e perché un satellite diventa un'arma (tecnologica) - Economyup

GUERRA RUSSIA-UCRAINA

La campagna ucraina di Elon Musk: come funziona Starlink e perché un satellite diventa un’arma (tecnologica)



Dopo uno scambio di tweet con il ministro della Trasformazione Digitale del governo ucraino, Elon Musk ha inviato antenne al Paese per aiutarlo a mantenere il collegamento Internet. Ecco come funziona la costellazione Starlink e come è diventata un’arma contro i russi

di Luciana Maci

09 Mar 2022


Starlink

La guerra scoppiata in Ucraina a causa dell’aggressione russa è un passaggio fondamentale per la storia dell’umanità ma anche per la storia della tecnologia. Tra i protagonisti che hanno giocato, e stanno giocando, un ruolo importante ci sono infatti le Big Tech, ovvero le maggiori multinazionali dell’IT occidentali, e in particolare uno degli imprenditori più noti al mondo per aver innovato il mondo dei pagamenti, dell’automotive e dello spazio utilizzando le più avanzate tecnologie: Elon Musk.

Il fondatore di PayPal, Tesla Motors e SpaceX, nonché uno tra gli uomini più ricchi del mondo, è sceso direttamente in campo a fianco dell’Ucraina inviando al Paese antenne per i suoi satelliti Starlink. Non solo. Secondo la CNBC, ai dipendenti Tesla di Europa, Medio Oriente e Africa sarebbe stata inviata una mail in cui si dice che chi deciderà di andare a combattere in Ucraina avrà tre mesi di stipendio garantiti. Un’ulteriore conferma della netta presa di posizione di Musk contro l’invasione della Ucraina da parte dell’esercito della Federazione Russa e contro Putin.

I satelliti Starlink della società SpaceX sono arrivati dopo un serrato scambio di tweet con il ministro della Trasformazione Digitale del governo ucraino, Mykhailo Fedorov. È stata la concretizzazione di una sorta di santa alleanza tra il visionario innovatore e la giovane democrazia, anche se Musk ha tenuto a ribadire la sua solidarietà anche al popolo russo “che non vuole la guerra” e soprattutto si è rifiutato di bloccare le informazioni provenienti dalla Russia.

Vediamo che cos’è e come funziona Starlink, per poi ripercorrere le tappe che hanno portato alla “starlinkizzazione” dell’Ucraina.

Cos’è Starlink e perché è importante per l’Ucraina

Starlink è una costellazione di satelliti attualmente in fase di sviluppo da parte di Space Exploration Technologies Corporation (SpaceX), l’azienda aerospaziale statunitense con sede a Hawthorne, Usa, fondata nell’ormai lontano 2002 e tuttora guidata da Elon Musk.

WHITEPAPER
Cosa serve per risparmiare davvero sull’energia? L’IoT da solo non basta!

Al momento  i satelliti di Starlink attivi sarebbero 1.469, con altri 272 in movimento verso l’orbita di operatività. Starlink fornisce un servizio Internet a banda larga, alta velocità e bassa latenza in tutto il mondo.

Grazie all’uso di satelliti avanzati posti in orbita bassa, Starlink consente chiamate video, gaming online, streaming e altre attività ad elevato consumo di dati che in passato non erano possibili con i servizi Internet via satellite. Gli utenti possono aspettarsi di rilevare velocità di connessione tra 100 Mb/s e 200 Mb/s e latenza a partire da 20ms nella maggior parte delle località. Il Kit Starlink comprende antenne, un router Wi-Fi, i cavi.

Starlink è ritenuto ideale per le aree in cui la connettività è inaffidabile o completamente assente. Persone in tutto il mondo utilizzano Starlink per accedere a istruzione, servizi sanitari e supporto per le comunicazioni durante le calamità naturali.

La società si dichiara all’avanguardia della tecnologia di riduzione dei detriti orbitali: al termine della vita utile, infatti, i satelliti utilizzeranno i propri sistemi di propulsione di bordo per eseguire il deorbiting nel corso di alcuni mesi. Nell’improbabile caso in cui il sistema di propulsione risulti non funzionante, i satelliti bruceranno durante il rientro nell’atmosfera terrestre entro 1-5 anni, un tempo significativamente inferiore alle centinaia o migliaia di anni necessari ai satelliti posti ad altitudini maggiori.

Perché Elon Musk ha concesso i suoi servizi satellitari all’Ucraina

L’imprenditore sudafricano naturalizzato statunitense si è conquistato alcune righe sui futuri libri di storia procurando all’Ucraina armi non meno efficaci di quelle tradizionali: le armi della tecnologia.

Sabato 26 febbraio, due giorni dopo l’inizio ufficiale del conflitto, Fedorov rivolge un appello a Musk via Twitter: “Mentre tu cerchi di colonizzare Marte, la Russia cerca di occupare l’Ucraina. Mentre i vostri razzi atterrano con successo dallo spazio, i razzi russi attaccano il popolo civile ucraino. Vi chiediamo di fornire all’Ucraina le stazioni Starlink e di rivolgere ai russi sani di mente l’invito a a ribellarsi”.

Soltanto qualche ora dopo Musk, attraverso l’account personale, risponde al politico ucraino: “Il servizio Starlink è ora attivo in Ucraina. Altri terminal in arrivo”. Un modo per garantire le comunicazioni via Internet nel Paese che ovviamente, con l’inizio delle ostilità, ha cominciato ad affrontare problemi di connessione.

Poi, il 28 febbraio, la prova delle avvenute consegne: il ministro ucraino pubblica un tweet con la foto delle antenne inviate da Musk e un semplice grazie.

Successivamente il founder di SpaceX avverte gli utenti di Starlink di un’alta probabilità che il servizio venga preso di mira, poiché è l’unico sistema di comunicazione non russo funzionante in alcune parti del Paese. Consiglia dunque di utilizzarlo con cautela accendendovi solo quando necessario e posizionandolo il più lontano possibile da altri soggetti. Tra gli altri consigli anche quello di posizionare una mimetica leggera sull’antenna per evitare il rilevamento visivo.

L’avvertimento arriva dopo che John Scott-Railton, ricercatore senior presso il progetto Citizen Lab dell’Università di Toronto, afferma che la Russia potrebbe utilizzare le trasmissioni di collegamento di Starlink in Ucraina come fari per attacchi aerei.

Se da una parte Musk offre i suoi satelliti agli ucraini, dall’altra sceglie di non mettere il bavaglio all’informazione proveniente dalla Russia. “A Starlink è stato detto da alcuni governi (non ucraino) di bloccare le fonti di notizie russe. Non lo faremo se non sotto la minaccia delle armi. Mi dispiace essere un assolutista della libertà di parola”, scrive su Twitter, per poi ribadire, sempre attraverso un tweet, la sua vicinanza alla nazione aggredita: “Tieni duro Ucraina”. Ma si rivolge anche ai civili russi: “Un pensiero anche al grande popolo della Russia che non vuole tutto ciò”.

Il 6 marzo il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, dialoga direttamente con il CEO di SpaceX, per poi postare il video sui suoi social e invitarlo nel suo Paese: “Gli sono grato per il suo sostegno all’Ucraina. La prossima settimana riceveremo altri sistemi Starlink per le città distrutte. Abbiamo discusso di possibili progetti per lo spazio, ma ne parlerò dopo la guerra”.

Intanto Musk annuncia “lievi ritardi” nel rilascio di Starship, il veicolo di lancio finanziato da SpaceX con l’obiettivo di arrivare su Marte, decidendo di assegnare la priorità attuale dell’azienda alla difesa informatica dei satelliti Starlink inviati in Ucraina. Secondo alcuni si tratterebbe di una scusa per motivare il ritardo di Starship. Certamente Musk ha fatto per l’ennesima volta parlare di sé. Ma, come al solito, ha lasciato la sua impronta innovativa nella storia.

Luciana Maci

Giornalista professionista dal 1999, scrivo di innovazione, economia digitale, digital transformation e di come sta cambiando il mondo con le nuove tecnologie. Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in…