Chi è Mykhailo Fedorov, il ministro ucraino per la Digital Transformation a cui Elon Musk ha detto sì - Economyup

GUERRA RUSSA-UCRAINA

Chi è Mykhailo Fedorov, il ministro ucraino per la Digital Transformation a cui Elon Musk ha detto sì



Ha chiesto via Twitter a Elon Musk i satelliti Starlink e li ha ottenuti. Ecco chi è il più giovane ministro (e anche vice premier) nella storia dell’Ucraina indipendente, come intende digitalizzare il Paese e perché sta chiamando direttamente in causa le Big Tech

di Luciana Maci

28 Feb 2022


Mykhailo_Fedorov, ministro per la Trasformazione Digitale dell'Ucraina

Ha solo 31 anni, è già vice primo ministro dell’Ucraina e ministro per la Trasformazione Digitale e ha convinto in poche ore Elon Musk, il super-imprenditore alla guida della compagnia aerospaziale SpaceX, a mettere a disposizione del suo Paese il servizio Starlink, ovvero a favorire l’accesso alla Rete attraverso una costellazione di oltre 1.800 satelliti: lui si chiama Mykhailo Albertovych Fedorov ed è una delle personalità politiche che stanno emergendo nel conflitto bellico tra Russia e Ucraina per le sue doti di tempismo e grinta.

Sabato 26 febbraio Fedorov ha rivolto un appello a Musk via Twitter: “Mentre tu cerchi di colonizzare Marte, la Russia cerca di occupare l’Ucraina. Mentre i vostri razzi atterrano con successo dallo spazio, i razzi russi attaccano il popolo civile ucraino. Vi chiediamo di fornire all’Ucraina le stazioni Starlink e di rivolgere ai russi sani di mente l’invito a a ribellarsi”.

Soltanto qualche ora dopo uno degli uomini più potenti del mondo ha risposto al politico ucraino: “Il servizio Starlink è ora attivo in Ucraina. Altri terminal in arrivo”. Un modo per garantire le comunicazioni via Internet nel Paese che rischia (e in parte sta già avvenendo) di trovarsi con problemi di connessione.

Poi, il 28 febbraio, la prova delle avvenute consegne: un tweet con la foto dei satelliti inviati da Musk e un semplice grazie.

Nel frattempo Fedorov continua a interpellare direttamente le Big Tech, sempre via Twitter. A Meta, Google e Youtube chiede di bloccare ai russi l’accesso alle piattaforme.

Del resto, in un tweet del 26 febbraio, due giorni dopo l’inizio ufficiale dell’aggressione russa che ha dato il via al conflitto, era stato chiaro: “Stiamo creando un esercito IT”. E lui lo sta facendo mentre chiama a raccolta i giganti di Internet del mondo. Perlomeno quelli occidentali, che sono a suo favore.

Ma chi è il più giovane ministro nella storia dell’Ucraina indipendente che si rivolge attraverso i social ai capi delle Big Tech come se fossero Stati sovrani (e ottiene risposte positive)?. Vediamolo insieme.

Chi è Mykhailo Fedorov: gli studi di Sociologia, la vicinanza alla Nato, la passione per la politica 

Nato a Zaporizhzhia Oblast, provincia del Sudest dell’Ucraina, nel 1991, si laurea presso la Facoltà di Sociologia e Management dell’Università Zaporizhzhia. Frequenta la Scuola Politica Superiore e la Scuola Educativa dei Rappresentanti della NATO in Ucraina. A 21 anni, durante un festival studentesco, viene eletto “sindaco degli studenti di Zaporizhzhia”.

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In quella regione avvia un movimento pubblico giovanile, Active-Z. Con la USAID Foundation (l’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale) realizza la Zaporizhzhia IT Capacity Building Initiative. All’età di 22 anni fonda l’agenzia digitale SMMSTUDIO.

Nel 2014 continua a perseguire le ambizioni politiche candidandosi alle elezioni parlamentari ucraine nel partito 5.10, movimento libertario fondato quello stesso anno che invoca una riforma della tassazione con il varo di un unico sistema fiscale semplificato. Non ce la fa, anche perché 5.10 prende solo lo 0,42%.

Nel 2018 diventa Chief Operating Officer del progetto SUPERLUDI.

La sua strada si incrocia con quella di Volodymyr Zelensky, il presidente ucraino ex attore, regista, sceneggiatore e comico: a dicembre 2018 Federov è il capo del digitale per la campagna presidenziale di Zelensky, che viene poi eletto alla massima carica del Paese. Nel maggio 2019 diventa consulente esterno digitale del 44enne Presidente dell’Ucraina. Il 29 agosto di quell’anno viene nominato Ministro della Trasformazione Digitale nel governo Honcharuk.

Nel giro di tre mesi, il team del Ministero della Trasformazione Digitale lancia un beta test dell’app Diia, un’applicazione di servizi pubblici. Oggi Diia è attivamente utilizzata dai cittadini.

Mykhailo è stato nominato per il premio “30 under 30” 2019 del Kyiv Post, che ogni anno include giovani leader ucraini che si sono distinti in vari ambiti.

Il programma di Fedorov

Il programma politico del ministro per la Trasformazione Digitale è lavorare al trasferimento del 100% dei servizi pubblici online, fornendo il 95% della popolazione ucraina a Internet ad alta velocità, aumentando l’alfabetizzazione digitale e creando condizioni favorevoli per l’e-business e lo sviluppo IT nel paese.

Il progetto più importante di Fedorov come ministro doveva essere il cosiddetto “Lo Stato in uno smartphone” che mirava, entro il 2024, a far confluire online il 100% di tutti i servizi governativi. Sembra però che ci siano stati intoppi di natura finanziaria.

La “guerra dell’IT” di Mykhailo Fedorov

Il ministro della Trasformazione digitale entra in azione il 26 febbraio, due giorni dopo l’inizio ufficiale del conflitto, il 24 febbraio 2022, con un tweet agguerrito che lascia intuire una precisa strategia: “Stiamo creando un esercito IT. Abbiamo bisogno di talenti digitali. Tutti i compiti operativi verranno assegnati qui: t.me/itarmyofurraine . Ci saranno ruoli per tutti. Continuiamo a combattere sul fronte cyber. Il primo compito è sul canale per gli specialisti informatici”.

Ed ecco che inizia la guerra parallela a quella guerreggiata sul campo: un conflitto che si gioca sulle piattaforme digitali e satellitari.

Il 27 febbraio chiama in causa Visa e Mastercard affinché blocchino tutti i servizi forniti alla Federazione Russa. Poco dopo chiede a tutte le principali società di criptovalute di bloccare l’accesso agli utenti russi. Sollecita il blocco di Facebook e Instagram per i russi rivolgendosi direttamente a Meta. Quindi ringrazia Meta per aver bloccato la propaganda russa (“There is no place for war criminals in Metaverse”, Non c’è posto per i criminali nel Metaverso”).

Il primo marzo un accorato appello a Youtube perché blocchi sui suoi canali le trasmissioni di Russia 24, principale canale di propaganda russa. 

Lo stesso giorno chiama in causa anche AppleMusic e Spotify: consentano ai loro artisti di cambiare le copertine degli album per “attirare l’attenzione sulla sanguinosa guerra in Ucraina”.  

 

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Luciana Maci

Giornalista professionista dal 1999, scrivo di innovazione, economia digitale, digital transformation e di come sta cambiando il mondo con le nuove tecnologie. Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in…