Metaverso: dal consumo passivo di contenuti all’interazione attiva

POINT OF VIEW: OMICRON

Il Metaverso: dal consumo passivo di contenuti all’interazione attiva negli spazi digitali



Secondo Gartner, entro il 2026 un quarto della popolazione dei paesi più avanzati trascorrerà almeno un’ora al giorno nel Metaverso. In Italia Realmore, azienda specializzata in realtà aumentata, realtà virtuale e olografia 3D, mette in luce le grandi opportunità per le aziende, per i processi produttivi e per il marketing

di Pierluigi Sandonnini

13 Set 2022


Immagine di PopTika da Shutterstock

Perché oggi è così importante investire nelle tecnologie immersive? Tra i 10 e i 30 trilioni di dollari: è quanto un affermato venture capitalist, Matthew Ball, ha stimato valere l’economia del Metaverso nei prossimi quindici anni. Questo enorme importo dovrebbe da solo far comprendere l’importanza del fenomeno lanciato da Meta a ottobre 2021, quando Mark Zuckerberg annunciò il cambio di nome della società fino a quel momento conosciuta come Facebook. A conferma di queste proiezioni poi, nel solo 2021 gli investimenti da parte dei venture capital nel settore sono raddoppiati arrivando a 18,1 miliardi di dollari in quasi 1.500 operazioni. E nella prima metà del 2022 il trend è risultato essere ancora in crescita: 10,4 miliardi di dollari in 815 operazioni.

Il Metaverso per efficientare i processi e migliorare l’engagement dei clienti

In ambito Industria 4.0, sono già molti i produttori e i progettisti che stanno sperimentando in ambienti “metaversici” le nuove tecnologie, come i Digital Twin (gemelli digitali), che simulano virtualmente il funzionamento di prodotti, processi, asset industriali, aiutando le aziende ad accelerare le fasi di formazione, sviluppo, test e prototipazione, e a ridurre i tempi e i costi per la realizzazione di qualcosa di “fisico”.

“Il Metaverso porterà un profondo cambiamento della società – racconta Federico Guidi, CEO di Realmore, azienda del Gruppo Omicron, specializzata in realtà aumentata, realtà virtuale e olografia 3D. Negli spazi digitali le persone faranno le stesse cose che fanno nella vita reale ma all’interno della rete, online e connesse: lavoreranno, socializzeranno, giocheranno, si divertiranno insieme, e possederanno beni digitali, come già sta accadendo con i capi di abbigliamento promossi e venduti da famosi marchi di moda tramite certificati di proprietà NFT. Acquisteranno terreni e consumeranno oggetti virtuali, esploreranno infiniti spazi immersivi creando universi e oggetti senza limiti. E le aziende – continua Guidi – troveranno nel Metaverso nuove opportunità di business, strumenti per efficientare i processi, per sperimentare e innovare”.

Oggi sono diversi gli ambiti di mercato dove il Metaverso è già entrato a far parte dei processi di marketing e produttivi. Nel mondo fashion e luxury, ad esempio, diversi grandi brand stanno già investendo nella progettazione di virtual showroom interattivi, navigabili in realtà virtuale o tramite browser web, e nella organizzazione di sfilate digitali universalmente accessibili.

Ma nel Metaverso sarà possibile anche creare spazi di lavoro, effettuare meeting, svolgere attività di formazione per clienti e collaboratori, interagire a distanza per la presentazione di prodotti e per la condivisione di progetti.

La visione di Realmore

Accogliendo in pieno la concezione di engagement e di interazione negli spazi digitali, Realmore combina le tecnologie immersive con la conoscenza “pionieristica” degli hardware AR/VR di ultima generazione. Insieme ai propri clienti, Realmore progetta mondi virtuali in grado di garantire spazialità, persistenza, interattività e transazionalità. Cosa significa questo in concreto? L’azienda potrà coinvolgere i clienti in spazi digitali esperienziali interattivi, promuovere collezioni e articoli inediti all’interno di virtual showroom e virtual store, organizzare eventi, svolgere riunioni e sviluppare progetti a distanza nella veste di avatar 3D, testare e prototipare digitalmente nuovi prodotti e servizi.

Le quattro dimensioni del Metaverso di Realmore

Le soluzioni per il Metaverso di Realmore hanno quattro caratteristiche chiave: scalabili, esperienziali, sociali e giocabili.

La componente di scalabilità è fondamentale per adattare la piattaforma alle esigenze di mercato e tecnologiche in continua evoluzione. La componente esperienziale abilita forme di interazione ed esplorazione del tutto innovative. La componente sociale dà forma a nuove logiche di collaborazione a distanza e di condivisione tra più utenti di esperienze immersive nello spazio digitale. Infine, la componente ludica, che si contraddistingue per l’utilizzo di elementi mutuati dai giochi e dalle tecniche di game design, aumenta il coinvolgimento e la fidelizzazione degli utenti grazie ai meccanismi tipici della gamification.

“Queste quattro dimensioni –spiega Guidi – consentono alle aziende che intendono investire nel nuovo fenomeno Metaverso di progettare il proprio spazio digitale consegnando esperienze e servizi di valore ai clienti, e abilitando nuove forme di coinvolgimento omnicanale come mai prima d’ora”.

“Il Metaverso sarà a tutti gli effetti un nuovo canale promozionale e di vendita, un touchpoint nel processo di acquisto del cliente che in futuro sarà incluso nelle strategie di marketing omnicanale di ogni azienda – afferma Roberto Moscatt, Executive Director di Omicron Group.  Per questo il nostro Gruppo, insieme a Realmore, sta investendo da tempo, in modo sinergico, nello studio e nella ricerca sul campo”.

Pierluigi Sandonnini

Ho una formazione ibrida, tecnologica e umanistica. Nuove tecnologie I&CT e trasformazione digitale sono i miei principali campi di interesse. Ho iniziato a lavorare nella carta stampata, mi sono fatto…