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Il caso

Hyperloop One sotto accusa: e ora il treno supersonico di Elon Musk rischia di perdere pezzi

15 Lug 2016

Una delle società che, in modo autonomo, punta a costruire l’avveniristico mezzo “sognato” dal Ceo di SpaceX è stata denunciata dall’ex co-founder BamBrogan: i vertici avrebbero usato denaro aziendale per favorire familiari. Una vicenda che potrebbe impaurire gli investitori

Brogan BamBrogan, co-founder di Hyperloop One
Si complica la già piuttosto complicata vicenda del treno supersonico ideato da Elon Musk. Una delle società che si sta occupando, in modo del tutto indipendente, di realizzare il sogno del visionario imprenditore statunitense, è stata portata in tribunale dal co-fondatore, Brogan BamBrogan (questo il suo nome, o meglio il nome con il quale è conosciuto: in realtà si chiama Kevin Brogran), recentemente estromesso, il quale accusa i vertici di una serie di nefandezze: aver anteposto il proprio interesse personale a quello dell’azienda, aver contribuito a creare un ambiente di lavoro invivibile, aver violato contratti in essere, aver favorito amanti e familiari e addirittura essere ricorsi all’aggressione fisica.

Cos’è Hyperloop – Hyperloop è un marchio registrato per il trasporto ad altissima velocità di persone e merci all’interno di capsule posate su tubi d’acciaio proposto da Elon Musk, Ceo di SpaceX e Tesla Motors, circa 4 anni fa. L’imprenditore ha volutamente lanciato l’idea in open source: in pratica chiunque avesse voluto avrebbe potuto occuparsi della realizzazione di questo futuristico treno pensato per percorrere 560 chilometri in soli 35 minuti.

Hyperloop, tutto quello che c’è da sapere sul treno supersonico su cui tanti vogliono salire

Dopo qualche tempo sono emerse due società determinate a costruire il treno: Hyperloop Transportation

Technologies (Htt)  e, appunto, Hyperloop One. HTT ha raccolto fondi in crowdsourcing e sta mettendo in  atto un piano internazionale di lavoro in crowdsourcing: in pratica chiede alle persone – ingegneri, fisici e altri professionisti – di lavorare gratuitamente alcune ore alla settimana in cambio azioni della società. Che però al momento non è quotata in Borsa. Per questo è stata più volte accusata di essere un progetto sostanzialmente utopistico e con scarse possibilità di realizzazione.

Hyperloop One ha una storia diversa: è stata co-fondata dall’attuale presidente, Shervin Pishevar, che è anche il managing partner di un importante fondo di venture capital, Sherpa Capital, il quale ha investito in società come Airbnb Uber. Per costruire i binari del treno supersonico ha raccolto oltre 100 milioni di dollari attraverso fondi di venture capital. Ma ora anche Hyperloop One finisce nel mirino delle critiche per la causa intentata dall’ex co-founder e CTO Brogan BamBrogan insieme ad altri tre dipendenti di Hyperloop One, contro Shervin Pishevar, il CEO Rob Lloyd, l’ex-responsabile legale Afshin Pishevar (fratello del primo Pishevar) e l’investitore Joe Lonsdale.

Shervin Pishevar, co-founder e presidente di Hyperloop
Secondo l’accusatore, che proveniva da SpaceX, dove aveva progettato rivedstimenti per capsule spaziali e motori di razzi, la società avrebbe sperperato denaro per assumere parenti dei vertici, non qualificati per quel tipo di lavoro. Inoltre BamBrogan sostiene di aver trovato un giorno sulla propria sedia un cappio quale strumento di minaccia durante un pranzo con investitori russi interessati all’impresa di Hyperloop. 

Naturalmente le accuse sono tutte da dimostrare. Del resto le liti giudiziarie in Silicon Valley sono quasi di rito quando si tratta di grandi aziende tecnologiche dove sono in gioco interessi elevatissimi. Ne sono state protagoniste Apple, Microsoft, Facebook. Ma, sostiene Wired USA, questo caso è particolarmente problematico perché, per costituire una società di questo tipo che sia profittevole servono massicci investimenti di partenza. La stima più ottimistica è 10 milioni di dollari per ogni miglio del binario del treno. A maggio Hyperloop One ha raccolto 80 milioni di dollari in un round B, ma adesso i suoi investitori, oltre a doversi preoccupare di versare soldi per un progetto ancora tutto da costruire, devono riuscire a capire se il loro denaro verrà speso responsabilmente. 

di Luciana Maci

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