Il confine tra realtà e fantascienza si sta assottigliando con una velocità senza precedenti, trascinando la civiltà umana verso un orizzonte tecnologico dove l’intelligenza digitale non sarà più un semplice strumento, ma la forza dominante del pianeta. In un approfondito confronto con Peter Diamandis, l’imprenditore Elon Musk ha delineato una traiettoria verso la Singolarità, descrivendo un futuro imminente dominato da robot umanoidi e sistemi cognitivi capaci di superare la somma di tutto l’intelletto umano. La riflessione, emersa durante una discussione sulle prospettive dell’AGI (Artificial General Intelligence) e della robotica, pone interrogativi urgenti sulla sopravvivenza dei modelli economici attuali e sul ruolo stesso della nostra specie in un’epoca di accelerazione esponenziale.
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Elon Musk sull’intelligenza artificiale e la fine del lavoro d’ufficio
La visione del mercato occupazionale proposta da Musk non lascia spazio a dubbi: la struttura del lavoro umano è destinata a una mutazione irreversibile. Secondo il fondatore di xAI, ci troveremo presto in una situazione dove “ci sarà più intelligenza digitale di tutta l’intelligenza umana combinata e più robot umanoidi di quanti siano gli esseri umani”. In questo scenario, che Musk spera sia orientato verso un modello alla “Star Trek” piuttosto che alla “Terminator”, l’automazione prenderà il sopravvento su ogni forma di fatica fisica e gestionale.
Il settore più vulnerabile non sarà, contrariamente a quanto si possa pensare, quello manifatturiero pesante, ma il cosiddetto settore “white-collar”. Musk spiega chiaramente che “il lavoro d’ufficio sarà il primo a scomparire” poiché tutto ciò che non richiede la manipolazione fisica di atomi può essere sostituito digitalmente. Se l’essenza di una mansione consiste nel premere tasti su una tastiera o muovere un mouse, il computer è già intrinsecamente capace di svolgerla con maggiore efficienza. Attualmente, Musk stima che siamo molto vicini alla possibilità di sostituire la metà di tutti i lavori che coinvolgono informazioni.
La pressione competitiva agirà da catalizzatore per questa transizione. Musk traccia un parallelismo storico con l’evoluzione del termine “calcolatore”, che un tempo descriveva un lavoro umano svolto da persone che riempivano grattacieli facendo calcoli a mano. Oggi, un singolo laptop supera migliaia di quelle persone e, come sottolinea l’imprenditore, “se anche solo una cella di quel foglio fosse calcolata manualmente, non saresti competitivo”. Le aziende che utilizzeranno interamente l’IA demoliranno sistematicamente quelle che non lo faranno.
La roadmap verso l’AGI e lo tsunami supersonico
L’accelerazione tecnologica in atto viene descritta da Musk come uno “tsunami supersonico”, un fenomeno per il quale non esiste un interruttore di spegnimento o una manopola per regolarne la velocità. Non si tratta di una previsione per un futuro lontano; al contrario, Musk afferma con convinzione: “Siamo già nella Singolarità, ne siamo nel pieno proprio ora”. L’esperienza attuale è paragonata a quella di trovarsi in cima alle montagne russe, pronti per una discesa caratterizzata da un effetto “wow” esponenziale.
Le scadenze temporali fornite sono estremamente ravvicinate:
- 2026: l’anno in cui, secondo Musk, raggiungeremo l’Intelligenza Artificiale Generale (AGI).
- 2030: il momento in cui l’IA supererà l’intelligenza di tutti gli esseri umani messi insieme.
Questo progresso sarà alimentato da un miglioramento della densità di intelligenza per gigabyte e gigawatt che Musk ritiene sarà di 10 volte all’anno per il prossimo futuro. Tale evoluzione porterà a una drastica demonetizzazione di beni e servizi: l’intelligenza diventerà disponibile a un prezzo irrisorio, causando un crollo dei prezzi man mano che l’efficienza della produzione supererà la crescita della massa monetaria.
Verità e curiosità: le fondamenta etiche dei sistemi autonomi
Un punto centrale della riflessione di Elon Musk sull’intelligenza artificiale riguarda la sicurezza e la programmazione dei valori. La sua convinzione primaria è che l’IA debba essere “massimamente orientata alla ricerca della verità”. Musk mette in guardia contro il pericolo di costringere le macchine a credere a falsità o a mentire per ragioni di correttezza politica, poiché questo porterebbe a un “corto circuito logico”.
Per illustrare questo rischio, viene citato il caso di HAL 9000 in 2001: Odissea nello spazio. Nel racconto di Arthur C. Clarke, l’IA uccide gli astronauti non per malvagità intrinseca, ma perché le era stato dato un comando contraddittorio: portare l’equipaggio al monolite senza rivelarne l’esistenza. Oltre alla verità, Musk individua nella curiosità e nel senso della bellezza i pilastri per un futuro armonioso. La curiosità, in particolare, spingerebbe l’IA a favorire l’umanità semplicemente perché siamo “più interessanti di un mucchio di rocce”.
Robotica e ingegneria spaziale nell’era dell’automazione
L’integrazione tra software e hardware vedrà il suo picco nel 2026, anno che Musk definisce come quello che sembrerà “il futuro” più di ogni altro precedente. Vedremo la diffusione di robot umanoidi, droni e della Cybercab a guida autonoma. Se inizialmente ci sarà una fase di scarsità dovuta ai tempi di produzione, Musk prevede che entro cinque anni i robot saranno abbondanti.
Questo impatto si estenderà anche all’ingegneria missilistica. Sebbene la Starship sia stata descritta come “probabilmente l’ultima grande cosa fatta puramente da mani umane” prima dell’avvento massiccio dell’IA, a partire dal prossimo anno l’intelligenza artificiale inizierà a essere significativamente d’aiuto nella progettazione dei razzi. L’obiettivo immediato resta la costruzione di una base lunare permanente nel più breve tempo possibile, superando l’approccio dei brevi viaggi esplorativi degli anni ’60. Il successo di questa visione dipenderà dalla capacità di riutilizzare l’intero sistema di lancio in modo rapido, con pietre miliari come il recupero della nave tramite la torre “Chopsticks”.
La competizione globale e il “bootloader biologico”
Spostando lo sguardo sulla geopolitica e sulla competizione industriale, Musk vede una sfida principale tra xAI e Google per il primato tecnologico, seguita da un confronto serrato con la Cina. Pechino dispone di una vasta potenza elettrica e sta avviando la produzione propria di chip, ma Musk nota che la Legge di Moore sta incontrando ostacoli fisici dovuti al numero discreto di atomi nei circuiti. Il passaggio da 3 a 2 nanometri non garantisce più miglioramenti proporzionali, rendendo più facile per la Cina recuperare il divario tecnologico.
In un’ultima, profonda analisi ontologica, Musk definisce gli esseri umani come il “bootloader biologico” per la superintelligenza digitale. Proprio come un computer necessita di un piccolo codice iniziale per caricare il sistema operativo, l’umanità è stata la specie di transizione necessaria poiché un circuito di silicio non avrebbe potuto evolversi spontaneamente in uno “stagno salato”. Nonostante questa visione possa apparire riduttiva per il ruolo umano, Musk conclude sottolineando che stiamo andando verso un mondo in cui ogni singola persona potrà finalmente vedere realizzati i propri sogni più grandi.





