Crisi coronavirus, come ritrovare la mentalità della crescita? Ecco 6 consigli | Economyup

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Crisi coronavirus, come ritrovare la mentalità della crescita? Ecco 6 consigli



Gli effetti della pandemia sono sotto gli occhi di tutti. Le opportunità meno. Per coglierle è fondamentale avere un “growth mindset”, in modo da favorire l’apprendimento e facilitare l’adattamento a nuove modalità di business. Ecco sei cosa da fare secondo tre docenti americani di management, a cominciare dalla pazienza…

07 Set 2020


Un crollo del 12,4% del PIL italiano nel secondo trimestre 2020, 600mila disoccupati in più da febbraio e 700mila inattivi in più. La crisi coronavirus è stato un duro colpo anche per l’economia, sia dell’Italia che del resto del mondo.  Tuttavia, i momenti di crisi possono rappresentare anche occasioni di crescita.  Anche all’interno della crisi, ci sono state realtà che hanno trovato una via per crescere, e la sfida dello smartworking ha spinto molti settori a ideare nuove modalità per tener traccia dei progressi, che in alcuni casi sono poi state applicate a livello nazionale. Gestire i cambiamenti può non essere facile ed è fondamentale avere un “growth mindset”, un modo di pensare focalizzato sulla crescita, per trasformare una situazione avversa in un’opportunità per migliorarsi.

Susan J. Ashford, Maxim Sytch e Lindred L. Greer, professori di Management and Organizations all’Università di Michigan’s Ross School of Business, spiegano in un articolo su Harvard Business Review sei modi per trasformare la crisi in una opportunità di crescita.

1. Essere pazienti

Può sembrare che sia passata un’eternità dall’improvviso shift allo smartworking, ma in realtà sono soltanto pochi mesi che si è diffusa la pratica. Ormai quasi tutti hanno imparato a condividere uno schermo e fare videochiamate, ma può volerci più tempo a modificare abitudini interiorizzate da tempo per adattarle al lavoro da remoto. È quindi necessario essere pazienti, con se stessi e con gli altri.

È importante ricordarsi di riconoscere l’impegno, anche se i risultati ancora non sono all’altezza delle iniziative. Imparare nuove skill è complesso, e la mancanza di progressi misurabili nell’immediato può risultare scoraggiante – per questo è parte del “growth mindset” imparare a concentrarsi sugli sforzi compiuti e sulle preziose lezioni che si possono ricavare dall’esperienza anziché sulla mancanza di risultati immediati.

2. Insegnare il growth mindset agli altri e rinforzarlo in se stessi

Il CEO di Microsoft Satya Nadella ha passato i suoi primi mesi di lavore ad insegnare ai suoi dipendenti il valore della cultura del “learn it all” anziché quella del “know it all”. Si è impegnato ad essere lui stesso un esempio per tutto, condividendo video dove ripassava ciò che aveva imparato e incentivava gli altri a discutere dei propri.

Questo tipo di attività, o qualcosa di simile più nel piccolo, può essere una buona pratica. Per esempio, un’esercizio utile può essere dedicare parte di un meeting settimanale o mensile alla discussione di cosa i membri abbiano imparato finora durante la crisi.

3. Mandare i giusti segnali

Sia le parole che le azioni possono mandare importanti messaggi agli altri. Per esempio, in un recente studio, alcuni leader hanno chiesto dirigenti promossi da poco “Cosa hai fatto dall’ultima volta che abbiamo parlato, e cosa hai imparato?” ogni due settimane. Presto, dato che sapevano che gli sarebbe stato chiesto, i soggetti hanno cominciato a fare più attenzione alla propria crescita, e sono rimasti meravigliati da quanto stavano imparando.

È possibile mandare questo tipo di segnali al proprio team. Si può come nello studio chiedere cosa hanno imparato, o premiare in maniera informale i progressi fatti, le lezione apprese o la risoluzione di errori come esempio di ottima performance. Per mostrare come il growth mindset funziona passo passo, è una buona idea condividere non soltanto l’ottima idea o il buon risultato finale, ma anche gli ostacoli e gli errori lungo la via.

4. Resettare le aspettative 

Il passaggio al lavoro da remoto rappresenta il perfetto pretesto per resettare le aspettative di un team riguardo al dare e ricevere critiche costruttive. Team leader possono domandare “Quali tre cose cercheresti di cambiare se fossi al mio posto?”, dando esempio di apertura al feedback, il che renderà più facile per gli altri membri di accettare feedback a loro rivolto.

5. Rivisitare pratiche consolidate

La crisi rappresenta anche un buon momento per incoraggiare il team a valutare e migliorare pratiche consolidate. Il lavoro online è di gran lunga più suscettibile a problemi di coordinazione e leadership, quindi è un’ottima opportunità per coinvolgere gli altri nell’implementare necessarie modifiche al solito workflow. Questo può manifestarsi nel cominciare i meeting scambiandosi informazioni, problemi e domande. Individuare le criticità è il miglior modo per cominciare a lavorarci.

6. Conoscere meglio i membri del team

Il lavoro da remoto porta a conoscere i membri del proprio team in modo diverso. Si ha modo di vedere il loro workspace, i loro figli ed animali domestici.

Un dirigente ha commentato che, prima della pandemia, se un gatto saltava in grembo a un partecipante durante uno dei (rari) meeting virtuali, la risposta era solitamente imbarazzo, scuse, e una corsa a chiudere il video. Ora, strappa solo una risata. Alcuni studi suggeriscono che essere meno preoccupati riguardo al giudizio dei propri colleghi e superiori stimola creatività e spirito di sperimentazione, elementi chiave per la crescita.