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Corporate entrepreneurship: così l’”Innovation Olympics” di McKinsey fa emergere le idee dei dipendenti



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McKinsey organizza ogni anno una “Innovation Olympics” per sviluppare grandi idee al servizio dei clienti. Nell’ultimo ciclo hanno partecipato oltre 2.000 persone. Il progetto vincitore: agenti digitali che fungono da consulenti virtuali. Parla Erik Roth, ex Senior Partner della società

Pubblicato il 11 mar 2026



innovazione aziendale
Le "Innovation Olympics" di McKinsey

In sintesi

  • La competizione interna Innovation Olympics mobilizza oltre 2.000 dipendenti e trasforma idee in progetti scalabili tramite cicli rigorosi di valutazione, test e pitching.
  • Il progetto vincitore dell’ultimo ciclo ha creato agenti digitali basati su intelligenza artificiale e modelli di QuantumBlack, integrabili nei workflow per potenziare i consulenti.
  • Applicazioni nel farmaceutico (es. esploratore di trial clinici) mostrano grandi guadagni di efficienza, ma servono supporto esecutivo e team diversificati per scalare.
Riassunto generato con AI

La capacità di un’organizzazione di rigenerarsi dipende sempre più spesso dalla sua abilità nel creare canali formali per intercettare il potenziale creativo interno. In una recente conversazione tecnica tra Erik Roth, all’epoca Senior Partner di McKinsey, e i vincitori dell’ultima competizione di innovazione interna, emergono i pilastri fondamentali che permettono a una grande azienda di non disperdere il talento dei propri dipendenti. Attraverso il racconto di Iris Roelens, John Law-Lund (entrambi Product Manager presso QuantumBlack) e Suryansh Soni (Senior Data Scientist per McKinsey), l’attenzione si sposta su come l’innovazione aziendale possa essere sistematizzata per produrre soluzioni tecnologiche d’avanguardia, come gli agenti digitali basati sull’intelligenza artificiale, capaci di ridefinire il modo in cui vengono serviti i clienti su scala globale.

Strutturare il successo: il modello di corporate entrepreneurship di McKinsey

Ogni anno, McKinsey organizza una “Innovation Olympics”, un evento che mira a creare un meccanismo di innovazione dal basso capace di far emergere grandi idee e metterle al servizio dei clienti. Nell’ultimo ciclo, questa iniziativa ha visto la partecipazione di oltre 2.000 colleghi, a dimostrazione di come un ecosistema strutturato possa mobilitare una massa critica di talenti. L’obiettivo non è semplicemente raccogliere suggerimenti, ma sottoporre le proposte a molteplici cicli di valutazione, test e presentazioni, culminando in un finale in cui l’idea selezionata diventa il potenziale futuro business dell’azienda.

Secondo Erik Roth, queste idee possono nascere dal lavoro quotidiano con i clienti, dal confronto con stakeholder esterni o semplicemente dall’intuizione di un team che collabora in una sala riunioni. La competizione non riguarda solo concetti astratti, ma mira a identificare business reali che possono scalare e che hanno già prove concrete di efficacia nel mondo reale. In questo modo, l’innovazione aziendale si trasforma da esercizio creativo a motore di crescita economica e competitiva.

Dalla corporate entrepreneurship il progetto dei consulenti virtuali

Il progetto vincitore dell’ultima edizione si concentra sulla creazione di agenti digitali che fungono da consulenti virtuali, sfruttando l’intelligenza artificiale e il vasto patrimonio di conoscenze accumulato dall’azienda. John Law-Lund spiega che il punto di partenza sono stati i modelli di machine learning sviluppati da QuantumBlack, il centro di eccellenza per l’IA di McKinsey. L’innovazione principale risiede nel rendere questi modelli accessibili e integrabili in flussi di lavoro complessi.

“L’idea è costruita sulla vasta riserva di intelligenza che abbiamo sviluppato nel tempo, che tutti i nostri colleghi utilizzano nel nostro lavoro con i clienti e nella ricerca”. Questi agenti sono concepiti come una collezione di entità super-potenti capaci di svolgere compiti che normalmente richiederebbero un grande numero di consulenti umani in un determinato arco di tempo.

Efficienza e impatto settoriale: il caso del farmaceutico

L’applicazione pratica di questa tecnologia mostra guadagni significativi in termini di efficienza. Un esempio concreto è rappresentato dal settore farmaceutico, specificamente nell’analisi dei dati per le sperimentazioni cliniche su larga scala. Il sistema sviluppato include un “esploratore di trial clinici”, ovvero un’automazione agentica massiva e un flusso di lavoro multi-agente in grado di gestire la complessità dei dati in modo molto più rapido rispetto ai metodi tradizionali.

Tuttavia, Suryansh Soni chiarisce che l’obiettivo non è la sostituzione totale dell’operatore umano: “Non stiamo dicendo che gli agenti saranno altrettanto bravi. Piuttosto, cerchiamo di offrire uno strumento che aiuti a potenziare le persone che sono sul campo e consenta loro di ottenere risultati in modo più breve e molto più efficiente, generando così un impatto enorme”. Questa distinzione è fondamentale per comprendere come l’innovazione aziendale basata sull’IA debba essere orientata al potenziamento delle capacità umane piuttosto che alla loro mera rimozione.

La forza della collisione: quando la diversità genera valore

Uno degli aspetti più singolari del processo di innovazione descritto è la fusione forzata di team differenti. Inizialmente, Iris Roelens e Suryansh Soni facevano parte di due gruppi distinti che lavoravano entrambi su soluzioni nello spazio agentico. Quando entrambi i team sono stati selezionati per le finali, il comitato organizzatore ha deciso di unirli per sfidarli a vedere quanta ulteriore innovazione avrebbero potuto generare lavorando insieme.

Questa scelta ha costretto i partecipanti a ripensare completamente la propria proposta per creare uno scenario in cui “uno più uno è uguale a tre”. Roelens sottolinea come la diversità del team, che includeva ingegneri, esperti di conoscenza e consulenti provenienti da aree geografiche diverse e con un bilanciamento di genere, sia stata la chiave per superare i round eliminatori.

“È stato davvero divertente lavorare con Suryansh come data scientist su base quotidiana, perché lui è un esperto di dominio che lavora con profili diversi rispetto a quelli con cui lavora il nostro team in QuantumBlack”. La combinazione tra una tecnologia “orizzontale” (applicabile a più settori) e applicazioni verticali molto mirate (come quelle per le scienze della vita) ha permesso di creare un pacchetto completo e scalabile.

Oltre l’idea: l’importanza cruciale del supporto esecutivo

Un progetto di innovazione aziendale rischia di rimanere un esercizio accademico se non è supportato da un impegno reale dei vertici. John Law-Lund afferma con chiarezza che il livello di supporto e impegno della leadership senior è critico per il successo di programmi di questo tipo. Senza questo legame, le competizioni interne possono facilmente trasformarsi in eventi dove le idee non portano a nulla di concreto.

L’esperienza della Innovation Olympics ha permesso ai team di presentare le proprie visioni direttamente ai vertici dell’azienda, in sessioni di pitching simili a quelle dei celebri programmi “Shark Tank” o “Dragons’ Den”. Ricevere feedback immediato e avere accesso a finanziamenti e risorse per scalare è ciò che trasforma una buona intuizione in una realtà operativa.

“Questa opportunità è piuttosto interessante. Permette a un team di pensare fuori dagli schemi e di eseguire l’idea. È gratificante vedere le proprie idee riconosciute e questo incoraggia più persone a pensare in modo non convenzionale”. Il processo di valutazione non è stato privo di sfide: i giudici hanno spinto i team a rendere i loro pitch pratici e tangibili, chiedendo costantemente come avrebbero garantito la qualità dell’output degli agenti e quale sarebbe stato l’impatto reale per il cliente.

Pensiero “stocastico”: la mentalità dell’innovatore moderno

Il percorso per portare un’innovazione su larga scala richiede una notevole agilità mentale. Poiché la competizione è durata circa otto mesi, il team ha dovuto adattare il proprio pitch e la propria proposta di valore più volte per restare al passo con un mercato tecnologico, quello dell’IA agentica, che si muove a una velocità senza precedenti.

Iris Roelens suggerisce che è essenziale rimanere flessibili e continuare a mettere in discussione il proprio messaggio man mano che l’innovazione si evolve. Inoltre, sottolinea l’importanza dell’audacia: “Il mio consiglio è di essere più audaci. La soluzione che abbiamo sviluppato era molto coraggiosa. Siamo usciti dalle nostre zone di comfort e abbiamo creduto in noi stessi e nella nostra idea, il che si è rivelato corretto”.

Suryansh Soni introduce un concetto filosofico applicato al business, invitando i colleghi a essere “stocastici in un ambiente deterministico”. Spesso le persone tendono a seguire modelli operativi predefiniti e deterministici; tuttavia, pensare come un “outlier” permette di rompere gli schemi e innovare realmente.

In definitiva, il successo di una strategia di innovazione aziendale non dipende solo dalla qualità della tecnologia sottostante, ma dalla creazione di un ambiente che celebri l’imprenditorialità interna e fornisca ai talenti la visibilità e le risorse necessarie per trasformare il cambiamento in un valore tangibile per l’intera organizzazione.

FAQ: innovazione

Un’azienda può implementare diversi tipi di innovazione, ciascuno con caratteristiche e impatti specifici:

1. Innovazione di prodotto: miglioramento o radicale cambiamento dei beni offerti.

2. Innovazione di processo: intervento migliorativo o di radicale mutamento riguardante il sistema, i macchinari o l’organizzazione della produzione.

3. Innovazione organizzativa: rinnova le pratiche di gestione e la cultura aziendale per favorire creatività, collaborazione e agilità.

4. Innovazione tecnologica: integrazione di nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale, l’automazione o la realtà aumentata.

5. Innovazione sociale: creazione di iniziative che rispondono a esigenze sociali o ambientali contribuendo al successo aziendale.

6. Innovazione di marketing: include le aree vendita, advertising e comunicazione.

Secondo il modello dei “4P dell’innovazione” proposto da John Bessant e Joe Tidd, esistono quattro principali tipologie: innovazione di prodotto, di processo, di posizione e di paradigma. Clayton Christensen distingue invece tra innovazione incrementale, radicale e dirompente.

L’innovazione incrementale si distingue dall’innovazione radicale (disruption) in quanto punta a incrementare l’innovatività di qualcosa che già esiste, apportando miglioramenti graduali e continui a prodotti o processi esistenti. Si tratta di perfezionamenti che non alterano la natura fondamentale dell’offerta.

L’innovazione disruptive (o dirompente), concetto coniato da Clayton Christensen, si riferisce invece a innovazioni che creano un nuovo mercato e rete di valore, eventualmente spiazzando imprese, prodotti e alleanze affermate. Un prodotto veramente innovativo dovrebbe essere “disruptive”, ovvero capace di creare un nuovo mercato, come è stato l’iPhone di Apple che ha ridefinito il concetto di telefono cellulare.

Secondo uno studio di McKinsey, mentre le innovazioni incrementali rappresentano la maggior parte delle attività innovative delle aziende (circa il 70%), sono le innovazioni radicali e dirompenti a generare la maggior parte del valore a lungo termine (fino all’80% del valore totale creato dall’innovazione).

L’open innovation è un approccio strategico e culturale in base al quale le aziende, per creare più valore e competere meglio sul mercato, scelgono di ricorrere non più e non soltanto a idee e risorse interne, ma anche a idee, soluzioni, strumenti e competenze tecnologiche che arrivano dall’esterno, in particolare da startup, università, istituti di ricerca, fornitori, inventori, programmatori e consulenti.

Secondo Henry Chesbrough, che ha coniato il termine nel 2003, l’Open Innovation è “un modello di innovazione distribuita che coinvolge afflussi e deflussi di conoscenza gestiti in modo mirato tra i confini dell’organizzazione fino a generare anche ‘spillover'”.

Le modalità concrete di implementazione includono:
1. Call for ideas: concorsi per raccogliere idee innovative da startup, PMI o singoli individui
2. Hackathon: gare di programmazione per sviluppare soluzioni digitali innovative
3. Incubatori o acceleratori di startup gestiti dall’azienda
4. Accordi con partner esterni: collaborazioni con altre aziende, startup, università o centri di ricerca
5. Acquisizioni di startup o PMI innovative

Secondo le ricerche dell’Osservatorio Startup Thinking, nel 2024 l’88% delle grandi aziende italiane implementa l’open innovation, che è diventata centrale come strumento per l’innovazione e la trasformazione aziendale.

L’innovazione di prodotto offre numerosi vantaggi competitivi alle aziende:

1. Crescita accelerata: secondo uno studio di McKinsey, le aziende che eccellono nell’innovazione di prodotto crescono fino a cinque volte più velocemente rispetto ai loro concorrenti.

2. Differenziazione dalla concorrenza: in un mercato sempre più saturo e competitivo, le aziende che innovano costantemente i propri prodotti mantengono un vantaggio competitivo significativo.

3. Creazione di nuovi mercati: prodotti veramente innovativi possono creare nuovi bisogni o soddisfare esigenze latenti dei consumatori.

4. Miglioramento della customer experience: l’innovazione influenza positivamente il modo in cui i consumatori interagiscono con prodotti e servizi, migliorando funzionalità, prestazioni e semplificando i processi.

5. Personalizzazione: grazie a dati e intelligenza artificiale, le aziende possono offrire prodotti e servizi più personalizzati.

Secondo una ricerca di Nielsen, i prodotti veramente innovativi hanno una probabilità tre volte superiore di generare vendite significative rispetto ai prodotti incrementali.

L’innovazione sociale si riferisce a “nuove idee (prodotti, servizi e modelli) che soddisfano bisogni sociali (in modo più efficace delle alternative esistenti) e che allo stesso tempo creano nuove relazioni e nuove collaborazioni”, secondo la definizione dell’Open Book of Social Innovation della Young Foundation e Nesta.

In pratica, l’innovazione sociale risponde in modo nuovo a bisogni della società emergenti o già presenti, costruendo nuove relazioni tra pubblico, privato e terzo settore. È importante notare che non è necessariamente legata al concetto di profitto, ma piuttosto si configura come un ibrido, una combinazione tra profit e no profit dove contano sia la sostenibilità economica del progetto sia i suoi destinatari.

Esempi concreti di innovazione sociale includono:

1. Il microcredito ideato da Muhammad Yunus, che ha vinto il Premio Nobel per la Pace nel 2006.

2. Kibi, una piattaforma di apprendimento adattivo per DSA (disturbi specifici dell’apprendimento), basata su AI e gamification.

3. Neurabook, un’applicazione di intelligenza artificiale per supportare la comunicazione aumentativa di bambini autistici.

4. Empatica, che ha lanciato un dispositivo che supporta chi soffre di epilessia inviando immediatamente richieste di soccorso in caso di crisi convulsiva.

5. PC4U.tech, un’iniziativa nata da quattro ragazzi milanesi che durante la pandemia hanno donato pc e tablet ricondizionati a studenti che non ne disponevano.

Secondo il report 2024 del Social Innovation Monitor del Politecnico di Torino, le startup italiane che combinano impatto sociale e ambientale con un modello imprenditoriale sostenibile hanno raggiunto quota 640, in aumento del 9% rispetto all’anno precedente.

Implementare un’innovazione continua nelle aziende presenta diverse sfide significative:

1. Superare l’innovazione episodica: Come osserva Rita McGrath, professoressa alla Columbia Business School, “in troppe organizzazioni l’innovazione è qualcosa di episodico”, con iniziative che appaiono e scompaiono in base ai cambiamenti di leadership o di contesto interno, senza creare competenze durature.

2. Creare strutture formali: L’innovazione dovrebbe essere trattata “con la stessa sistematicità dei processi di qualità o di progettazione”, con responsabilità chiare, budget, ritualità e procedure codificate.

3. Sviluppare una leadership orientata all’apprendimento: È necessario passare “dal bisogno di dimostrare di avere ragione a un approccio guidato dalla scoperta”, con leader disposti ad accogliere nuove evidenze e modificare i piani sulla base di ciò che viene appreso.

4. Superare barriere culturali: Molte aziende premiano ancora la prevedibilità e la stabilità dei risultati, mentre l’innovazione richiede una cultura che valorizzi l’apprendimento e accetti il rischio.

5. Ottenere credibilità presso i vertici aziendali: Secondo le ricerche degli Osservatori Startup Thinking e Digital Transformation Academy, l’Open Innovation e i nuovi modelli di innovazione devono ancora guadagnare completa credibilità presso i vertici aziendali italiani.

Per superare queste sfide, aziende come Brambles hanno istituito strutture formali con un direttore dell’innovazione, processi di governance con finanziamenti e procedure di screening e incubazione delle idee, mentre John Deere ha integrato l’innovazione nelle responsabilità di tutti gli executive.

L’intelligenza artificiale sta trasformando profondamente l’innovazione aziendale in molteplici aspetti:

1. Adozione crescente: Secondo un rapporto di McKinsey del 2024, l’adozione dell’IA è aumentata significativamente, con il 50% delle aziende che ha implementato l’IA in due o più funzioni aziendali, rispetto a meno di un terzo nel 2023.

2. Mercato in espansione: Il mercato globale dell’IA è stato valutato a 196,63 miliardi di dollari nel 2024 e si prevede che crescerà a un tasso annuo composto (CAGR) del 28,46% tra il 2024 e il 2030.

3. Integrazione nei prodotti: Le aziende stanno incorporando l’IA in una vasta gamma di prodotti, dai dispositivi smart home ai veicoli autonomi, creando prodotti più intelligenti, adattivi e personalizzati.

4. Applicazioni sociali: L’IA viene utilizzata anche per l’innovazione sociale, come nel caso di Neurabook, un’applicazione di intelligenza artificiale per supportare la comunicazione aumentativa di bambini autistici.

5. Enhanced humans: Il Technology Foresight 2025 di NTT Data ha individuato come trend emergente gli “Enhanced humans”, che prevede una maggiore collaborazione tra persone e macchine per amplificare le capacità umane.

Nonostante l’entusiasmo, solo il 26% delle aziende ha sviluppato le capacità necessarie per superare le prove di concetto e generare valore tangibile dall’IA. Le imprese devono investire non solo nella tecnologia, ma anche nelle competenze e nella governance per sfruttarne appieno il potenziale.

Numerose aziende hanno implementato con successo strategie di innovazione, trasformando i loro settori e creando valore significativo:

1. Tesla ha rivoluzionato l’industria automobilistica con i suoi veicoli elettrici, ripensando completamente l’esperienza di guida e integrando tecnologie avanzate come l’autopilot e gli aggiornamenti software over-the-air.

2. Airbnb ha innovato il settore dell’ospitalità creando una piattaforma peer-to-peer per l’affitto di alloggi, trasformando il modo in cui le persone viaggiano e alloggiano.

3. Apple continua a essere un esempio di innovazione di prodotto di successo, con l’introduzione dell’Apple Watch nel 2015 che ha creato un nuovo mercato per gli smartwatch.

4. Enel ha ampiamente utilizzato il paradigma dell’open innovation per ripensare il proprio business, creando una divisione dedicata all’innovazione e alla sostenibilità e avviando centinaia di partnership con startup.

5. Prysmian è un esempio di innovazione aziendale grazie alla sua capacità di integrare nuove tecnologie e collaborare con startup, investendo oltre 100 milioni di euro annui in ricerca e sviluppo.

6. Ferrero ha realizzato l’innovazione di prodotto con la sua Nutella vegana nel 2024, sostituendo il latte con farina di ceci e sciroppo di riso.

7. TIM ha annunciato nel 2024 un investimento di circa 130 milioni di euro per far crescere TIM Enterprise nel Cloud e costruire un nuovo Data Center di ultima generazione.

Misurare il successo dell’innovazione in un’azienda richiede un approccio multidimensionale che consideri diversi indicatori:

1. Crescita e performance finanziaria: Secondo uno studio di McKinsey, le aziende che eccellono nell’innovazione di prodotto crescono fino a cinque volte più velocemente rispetto ai concorrenti. Questo si traduce in indicatori come aumento del fatturato, quota di mercato e redditività attribuibili a nuovi prodotti o servizi.

2. Adozione da parte dei clienti: Una ricerca di Nielsen mostra che i prodotti veramente innovativi hanno una probabilità tre volte superiore di generare vendite significative rispetto ai prodotti incrementali. La velocità e l’ampiezza dell’adozione sono indicatori chiave del successo dell’innovazione.

3. Apprendimento organizzativo: Come sottolinea Rita McGrath, il cuore dell’innovazione aziendale continua è la capacità di apprendere in modo sistematico. Questo può essere misurato attraverso la velocità con cui l’organizzazione adatta le proprie strategie in base a nuove evidenze.

4. Efficacia delle collaborazioni esterne: Per le aziende che adottano l’open innovation, il numero e la qualità delle collaborazioni con startup, università e altri partner esterni possono essere indicatori significativi.

5. Governance dell’innovazione: La presenza di processi strutturati, con responsabilità chiare, budget dedicati e procedure codificate per la raccolta, selezione e incubazione delle idee innovative.

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