Anche per l'idrogeno l'open innovation può fare la differenza: ecco le aziende che lo sperimentano in Italia - Economyup Aziende che sperimentano l'idrogeno in Italia

STARTUP INTELLIGENCE

Anche per l’idrogeno l’open innovation può fare la differenza: ecco le aziende che lo sperimentano in Italia



Anche in Italia sta crescendo il ruolo dell’idrogeno come energia pulita: ci scommette Ferrovie dello Stato, ci lavora la startup H2 Energy. E il Polimi ha avviato Hydrogen Joint Research Platform con Edison, Eni, Snam

di Alessandra Luksch

06 Giu 2022


Idrogeno

L’ambizione e la necessità di perseguire la transizione ecologica verso la neutralità climatica stanno spingendo i Paesi, in primis quelli europei, a sviluppare strategie per abilitare la produzione di energia da fonti “pulite”: tra queste, particolare enfasi sta assumendo il ruolo dell’idrogeno, soprattutto nei settori hard-to-abate. In Italia il fenomeno sta crescendo e il Politecnico di Milano sta facendo la sua parte, vediamo come.

Partiamo dai casi di eccellenza ospitati dall’Osservatorio Startup Intelligence durante l’evento di gennaio 2022 dedicato proprio all’idrogeno, con la ricerca del gruppo Energy & Strategy.

Energy & Strategy è il team multi-disciplinare della School of Management del Politecnico di Milano, nato nel 2007, che attraverso attività di ricerca, consulenza e formazione è impegnato nel supportare imprese, istituzioni e social stakeholder nell’identificare le leve strategiche per la transizione energetica. All’interno del gruppo di ricerca rientra anche l’Osservatorio Hydrogen Innovation Report, che studia il ruolo che il vettore dell’idrogeno può rappresentare nel contesto energetico, mettendo in luce gli aspetti tecnologici più importanti legati alla sua produzione, trasporto e utilizzo, gli elementi normativo-regolatori e i business model che stanno emergendo a livello di filiera.

In occasione dell’evento dell’Osservatorio Startup Intelligence è stata presentata l’esperienza di Snam, una delle principali società di infrastrutture energetiche al mondo, attiva nel trasporto, nello stoccaggio e nella rigassificazione del gas naturale in Italia e all’estero e sempre più impegnata nella transizione energetica. La società ha avviato lo Snam Hydrogen Innovation Center, una rete di hub di collaborazione con il mondo della ricerca e dello sviluppo e con le principali università attive nell’ambito idrogeno a livello globale. Partendo dalle eccellenze italiane, lo scopo è di abilitare il trasferimento tecnologico dal mondo della ricerca al mondo industriale. In questa direzione si inserisce Hyaccelerator Snam, avviato lo scorso ottobre, il primo acceleratore corporate per startup innovative in ambito idrogeno al mondo. Come raccontato da Luca Pagani, Innovation Manager Business Unit Hydrogen, la prima call dell’acceleratore ha visto la premiazione delle startup vincitrici il 21 febbraio u.s. nell’iconico setting del Museo Nazionale delle Scienze e delle Tecnologie di Milano. La menzione “Special Prize Tech of the Future” del contest Snam è andata proprio ad una startup italiana, Particular Materials, fondata nel 2017 a Padova da Marco Bersani. La sua tecnologia produce idrogeno verde da elettrolisi attraverso lo sfruttamento di acqua supercritica, utilizzata per la sintesi di nano-materiali e il recupero di metalli nobili da acque reflue per impieghi in laboratori e aziende.

All’evento è stato presentato anche il caso del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, perché la transizione ecologica passa anche dalla mobilità. Ferrovie dello Stato, tra le diverse linee di innovazione, sta sperimentando anche le potenzialità e opportunità provenienti dall’idrogeno, che può avere un ruolo centrale per le infrastrutture del Paese, come illustrato da Franco Stivali, Innovation Manager del Gruppo. FS possiede una delle reti più elettrificate d’Europa, ad eccezione di circa 3500 km posizionati in zone a ridotto traffico e geograficamente complesse. Sono stati da tempo avviati studi che hanno portato alla individuazione di una quindicina di linee, per circa 1500 km di percorso, su cui è ipotizzabile la sperimentazione della trazione a idrogeno. La realtà più avanzata è quella che riguarda il collegamento Terni-Sulmona, dove Rete Ferroviaria Italiana ha ricevuto incarico specifico per la progettazione e realizzazione degli impianti di terra per la produzione, distribuzione e stoccaggio dell’idrogeno.

In occasione del workshop sul tema Idrogeno, Startup Intelligence ha ospitato anche la startup italiana H2 Energy, nata solo nel 2020, che produce e commercializza sistemi e tecnologie di elettrolisi per l’industria, fondata da Claudio Mascialino. H2 Energy fornisce soluzioni turn key per la produzione di idrogeno in diverse applicazioni: per la miscelazione nella rete del gas naturale, per i sistemi di trasporto ferroviario e automobilistico, per la produzione di acciaio, i sistemi portuali, e per vari usi industriali e domestici da studiare insieme ai clienti.

In un’ottica di Open Innovation, il Politecnico ha avviato anche l’Hydrogen Joint Research Platform (Hydrogen JRP), creato con Fondazione Politecnico di Milano e tre aziende fondatrici: Edison, Eni e Snam. Si tratta della piattaforma di ricerca congiunta tra università e aziende per studiare lo sviluppo del vettore energetico con l’obiettivo di promuovere studi e ricerche innovative su: produzione dell’idrogeno pulito, che comprende l’idrogeno verde e “low carbon”; soluzioni per il suo trasporto e relativi sistemi di accumulo avanzati; impieghi innovativi di tipo elettrochimico e termico in applicazioni residenziali, industriali e di trasporto; sviluppo di best practice per la progettazione e realizzazione delle infrastrutture per il trasporto e lo stoccaggio dell’idrogeno.

Anche per il raggiungimento degli obiettivi climatici globali l’Open Innovation potrà fare la differenza, come dimostra il caso Politecnico e le eccellenze descritte. Conterà la capacità e la rapidità nel consolidare l’ecosistema idrogeno in Italia, con il contributo di aziende private, università, startup e incubatori, e ci auguriamo con lo sfruttamento opportuno anche dei fondi messi a disposizione dal PNRR.

Alessandra Luksch

Direttore dell'Osservatorio Startup Intelligence degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano