Affrontare la trasformazione digitale, 3 strategie consigliate dal founder del World Economic Forum | Economyup

L'INTERVENTO

Affrontare la trasformazione digitale, 3 strategie consigliate dal founder del World Economic Forum



Apprendere attraverso la sperimentazione, investendo sulle persone. Adottare nuovi modelli di governance. Rivedere l’approccio allo sviluppo tecnologico. Sono i consigli che Klaus Schwab dà nel suo nuovo libro: “Governare la quarta rivoluzione industriale”. Ecco che cosa suggerisce alle aziende per restare competitive

24 Ott 2019


Klaus Schwab, founder e direttore esecutivo del World Economic Forum

Come affrontare la trasformazione digitale? Quali sono le cose da fare per governarla e non farsene travolgere? A due anni di distanza dalla pubblicazione di “La quarta rivoluzione industriale”, Klaus Schwab, ingegnere ed economista tedesco, fondatore e direttore esecutivo del World Economic Forum , passa alla fase successiva con il libro “Governare la quarta rivoluzione industriale”, pubblicato in Italia da Franco Angeli. Con il contributo degli esperti che fanno capo al WEK, Schwab racconta le sfide che che pone la quarta rivoluzione industriale e propone le strategie per affrontarle. Ecco il capitolo dedicato proprio alle strategie.

La copertiva del nuovo libro di Klaus Schwab

Strategia n. 1: apprendere attraverso la pratica e investire sulle persone

Per coloro che occupano posizioni apicali nelle aziende, la strategia più importante da adottare è quella di sperimentare. La quarta rivoluzione industriale è ancora nella sua fase preliminare e siamo lungi dall’aver compreso pienamente le opportunità messe a disposizione dalle nuove tecnologie. Ciò non di meno possiamo prevedere alcune delle dinamiche attraverso cui si sta realizzando l’attuale rivoluzione, per esempio il fatto che l’innovazione abbia origine con sempre maggiore frequenza da settori e organizzazioni periferici.

Le aziende hanno bisogno di una conoscenza di base delle nuove tecnologie per avere una visione più ampia e comprendere quali opportunità si nascondono negli ambiti meno sviluppati. Esse devono essere curiose, dedicare il tempo necessario ad apprendere i progressi avvenuti nei diversi settori, mostrando disponibilità a sperimentare. Solo in questo modo possono capire cosa siano in grado di fare le nuove tecnologie.

Le aziende non dovrebbero temere l’intelligenza artificiale, i materiali innovativi, le biotecnologie, le applicazioni relative all’IoT. Sperimentare può essere più semplice di quanto possa sembrare, anche per realtà piccole o che muovono i primi passi nel mercato. Un esempio di come fare uso in maniera creativa delle nuove tecnologie in una nuova situazione ci è dato dall’agricoltore giapponese Makoto Koike, che ha utilizzato il programma di apprendimento automatico TensorFlow per aiutare la sua famiglia a selezionare le zucchine.

La sperimentazione offre nuove prospettive, rivelando per esempio non solo cosa le tecnologie possono fare, ma anche cosa non possono fare: alcuni strumenti tecnologici, pur essendo molto pubblicizzati, potrebbero non valere un investimento significativo. In altre parole, la sperimentazione può darci un’idea di quanto e fino a che punto la tecnologia sia adeguata.

Per trarre pieno beneficio dalla sperimentazione delle tecnologie emergenti, le aziende devono sostenere il personale dotato di memoria storica e che sa in che modo farne uso per generare nuove iniziative, investendo al contempo nello sviluppo delle competenze dei lavoratori. Queste non includono solo quelle per la gestione delle nuove tecnologie, ma anche la possibilità di rendere la cultura aziendale maggiormente collaborativa, capace di assumersi dei rischi e in grado di tollerare eventuali fallimenti. Le aziende che adottano un approccio imprenditoriale possono generare valore in quanto i loro lavoratori migliorano le conoscenze settoriali nel contesto dell’innovazione e sono in grado di individuare opportunità di creare start-up che guidino la crescita.

Strategia n. 2: adottare e partecipare a nuovi approcci in termini di governance

Le aziende devono esaminare attentamente le connessioni tra la leadership interna e le collaborazioni esterne in merito al ricorso alle nuove tecnologie, nonché il modo in cui suddette connessioni influenzino le modalità di concepire, reperire, sviluppare, distribuire, integrare e preservare le innovazioni tecnologiche. Dalla creazione di nuove strutture organizzative all’implementazione di nuove politiche o pratiche aziendali, gli approcci adottati dalle aziende in termini di governance possono modellare norme e influenzare la cultura e l’atteggiamento aziendale di interi settori lungo tutta la catena di valore.

Oltre alla propria struttura organizzativa, le aziende devono altresì essere disponibili a partecipare ad iniziative programmate per promuovere nuove norme di gestione e sviluppo delle tecnologie, sulla scorta di un sistema di governance che coinvolge tutti gli attori in gioco. Lavorare con un’organizzazione per promuovere codici etici e una maggiore comprensione dell’impatto delle innovazioni tecnologiche può avere effetti efficaci e rivoluzionari. Rivedere la struttura interna, collaborare con altri stakeholder e ripensare il proprio atteggiamento e comportamento può essere utile per bilanciare le motivazioni e i benefici con altri obiettivi.

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Una parte di questo processo implica che le aziende debbano adottare strategie adeguate per affrontare i nuovi rischi, consolidandole nei modelli di governance già esistenti. Nello specifico, sono molte le aziende a non essere in grado di gestire le criticità in termini di sicurezza online derivanti dal rapido sviluppo dell’intelligenza a tificiale, dell’IoT, della blockchain e di altre innovazioni nel settore informatico e digitale. I numerosi casi di violazione dei dati e di furti di bitcoin, nonché la vulnerabilità dell’IoT, dimostrano che alla diffusione delle tecnologie digitali corrisponde un aumento delle modalità attraverso cui queste possono essere impiegate. Le aziende devono quindi dialogare per implementare robuste misure di protezione contro suddetti rischi al fine di tutelare i propri beni e sviluppare competenze e fiducia tra i propri stakeholder e clienti.

Strategia n. 3: sviluppare e implementare tecnologie avendo ben chiare le opportunità da esse derivanti

Infine, ma è comunque un aspetto rilevante, le aziende devono rivedere l’approccio allo sviluppo tecnologico. Guardando oltre gli attuali processi di ricerca e sviluppo e di produzione, esse devono cercare di definire il futuro in cui queste tecnologie saranno sempre più importanti, riflettendo altresì sull’impatto che la propria cultura organizzativa avrà su terzi attraverso la realizzazione, l’acquisizione e la diffusione delle tecnologie.

Molte delle innovazioni tecnologiche realizzate nel contesto della quarta rivoluzione industriale avranno conseguenze di ampia portata che possono essere ancora gestite. L’impatto dell’automazione, per esempio, dipenderà moltissimo dal modo e dalle finalità per cui i robot saranno realizzati. Lo stesso dicasi degli effetti sull’ambiente di molte tecnologie, che dipenderanno dal modo in cui gli stakeholder saranno coinvolti nella progettazione di queste ultime, dalle modalità di reperimento dei materiali e dagli accordi volontari conclusi in merito a come conservare, riciclare o eliminare i rifiuti.

Le aziende devono porre in essere procedure per avere voce in capitolo in merito a questi effetti, spesso diffusi e poco lineari. Devono compiere uno sforzo per comprendere in che modo i processi e le strategie organizzative diano priorità a certe opportunità rispetto ad altre, generando approcci che aiutino le aziende a rendere più forti e consapevoli il proprio staff, i clienti e le comunità locali.

A tal fine, è necessario adottare una prospettiva più generale per comprendere futuri conflitti e conseguenze negative, approcciandosi in maniera realistica all’idea che le nuove tecnologie possano avere un impatto sull’organizzazione, sui consumatori e sulla società in generale. Ad esempio, un’azienda che si occupa dell’IoT potrebbe considerare in che modo la disponibilità di dati raccolti tramite sensori nel contesto urbano potrà influenzare negativamente le diverse comunità.

Adottare strategie di questo tipo consentirebbe alle aziende di progredire e di generare un sentimento di fiducia tra i consumatori e le istituzioni. A ben vedere, consolidare il rapporto con questi ultimi fin dal principio, così da comprendere in termini più generali l’effetto dirompente delle tecnologie emergenti, potrebbe altresì favorire il con- testo normativo. Coinvolgere i diversi gruppi di stakeholder nella ricerca di soluzioni laddove emergano conseguenze negative può contribuire alla creazione di quel futuro inclusivo e sostenibile a cui tutti noi aspiriamo.