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Reshoring – definizione



08 Lug 2020


Il reshoring è l’opposto dell’offshoring ed è un fenomeno economico che consiste nel rientro a casa delle aziende che in precedenza avevano delocalizzato in Paesi asiatici come Cina o Vietnam o in Paesi dell’Est Europa come Romania o Serbia.

Fino all’avvento della pandemia da Covid-19, il controesodo ha riguardato, almeno per l’economia italiana, soprattutto aziende di qualità che necessitavano di valorizzare il marchio Made in Italy e di posizionare i propri prodotti verso l’alto di gamma. Per tutte le altre aziende coinvolte dal fenomeno, il rientro a casa è stato dettato da semplici fattori economici. Tra questi le oscillazioni del costo del petrolio, la lentezza dei trasporti via nave incompatibile con la velocità del mercato, il continuo bisogno di ricambio e, da ultimo, il fatto che inevitabilmente, anche in Asia e in Europa dell’Est, i salari hanno preso a salire e con essi il costo della manodopera, a fronte di una scarsa competenza o, comunque, di una competenza da costruire da zero, con attività di formazione ad hoc.

Fino all’inizio del 2020 il fenomeno del reshoring appariva avviato, ma non imponente. L’Italia era (forse per il peso e il prestigio del marchio Made in Italy) il Paese d’Europa che aveva fatto rientrare più aziende. La stragrande maggioranza delle imprese italiane era tornata dall’Asia e dall’Europa orientale, mentre la moda e l’elettronica-elettrotecnica erano i comparti maggiormente coinvolti dal fenomeno.

Con il coronavirus è emersa con prepotenza l’esigenza di un ripensamento delle strategie di reshoring. Nella prima metà del 2020 molte imprese sono state costrette a realizzare recovery plan per sopperire alle carenze di materiali provenienti da stabilimenti localizzati in aree colpite prima dell’Italia dalla propagazione della pandemia. Si è creata così la necessità di una rielaborazione delle supply chain locali. In generale sono emersi i rischi  di una drastica riduzione degli scambi commerciali internazionali: secondo le previsioni della Banca Mondiale, nel 2020 ci sarà una riduzione del commercio internazionale di 10 punti percentuali in uno scenario ottimista e di 30 punti percentuali nello scenario più pessimista.

(Articolo aggiornato al 08/07/2020)

 

Redazione EconomyUp