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Startup, ecco 26 italiane che possono attrarre investimenti internazionali

11 Set 2017

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Queste società sono state scelte, con altre di varie parti del mondo, per essere presentate a investitori, venture capitalists, corporate partners e business angels all’Italian Tech Tour, a Roma l’11 e il 12 settembre. Sono impegnate in ICT, Life Science, FoodTech ed Energy. E cercano fino a 3 milioni di euro ciascuna

Ventisei startup o piccole e medie imprese italiane, attive nei settori dell’ICT, del Life Science, del FoodTech e dell’Energy, sono a caccia di finanziamenti e sono state scelte per partecipare all’Italian Tech Tour, in corso oggi e domani a Roma. Questo perché tutte e 26 vogliono, e in molti casi possono, attrarre investitori internazionali.

Le società innovative sono state scelte insieme a molte altre provenienti da varie parti del mondo (in tutto sono 155) per essere presentate ufficialmente a un gruppo di investitori internazionali, venture capitalists, corporate partners e business angels. Stanno cercando fondi a partire dalla fase seed per arrivare alla serie A per un totale di circa 3 milioni di euro o oltre.

Ecco la lista delle magnifiche 26  in rappresentanza dell’Italia.

Si va da Prestiamoci a Buzzoole, da D-Eye a Enerbrain, da MioAssicuratore.it a Oval Money. Nella classifica troviamo poi Sailsquare, Wanderio, Scooterino, WineOWine e Yocabè.

La maggioranza delle startup vengono dal Lazio (35%), segue la Lombardia con il 23%, il Piemonte, la Campania e l’Emila Romagna a pari merito con l’8%.

CHE COS’È L’ITALIAN TECH TOUR – Il primo Tech tour in Italia si è tenuto nel 2003. Le storie di successo che sono emerse dalle ultime 3 edizioni, tra cui quelle di Expert System e di Buongiorno, hanno fatto sì che l’evento tornasse a svolgersi a Roma per la quarta volta. Le due società citate si sono quotate e sono diventate case studies in un periodo in cui in Italia c’erano poche opportunità di investimento. Adesso il settore dei finanziamenti alle imprese si sta consolidando e l’ecosistema dell’innovazione si sta gradualmente sviluppando. Ne è un esempio lo stesso co-presidente di Italian Tech Tour, Marco Trombetti, founder e Ceo di Translated.net, provider di servizi professionali online, che ha dato vita a PiCampus, incubatore e fondo di venture capital situato nel quartiere Eur a Roma che è considerato uno dei principali hub tecnologici della capitale.

Anche Pietro Strada, già co-presidente di Italian Tech Tour e oggi co-founder e managing director di Silverpeak, una banca di investimento tecnologica, è convinto che il mercato italiano abbia cominciato ad offrire interessanti opportunità agli investitori. “C’è un numero crescente di società italiane hi-tech – ha detto – che hanno le dimensioni e l’impronta internazionale necessarie per attrarre gli investitori internazionali. È uno dei segreti meglio conservati dell’intero ecosistema degli investimenti, ma alcuni degli investitori più intelligenti hanno già fiutato l’opportunità”.

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