Microcredito di Impresa, la fintech che punta sull’equity crowdfunding per finanziare le pmi | Economyup
Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

CASE STUDY

Microcredito di Impresa, la fintech che punta sull’equity crowdfunding per finanziare le pmi



Microcredito di Impresa è una startup fintech fondata nel 2017 per favorire la finanza alternativa alle pmi. Il 26 ottobre ha lanciato una campagna di equity crowdfunding su BacktoWork24: a meno di un mese dalla chiusura dei termini, la raccolta è già a +277% rispetto all’obiettivo

di Concetta Desando

14 Nov 2019


Quella di Microcredito di Impresa è la storia di una fintech che si appoggia a un’altra fintech per trovare finanziamenti.  Microcredito di Impresa Spa, infatti, startup fintech autorizzata da Banca d’Italia a erogare direttamente microcredito a piccole imprese, ha deciso di lanciare una campagna di crowdfunding tramite BacktoWork24, piattaforma di finanza alternativa per startup e PMI, con un forte focus sull’equity crowdfunding.

Dunque una startup nata per favorire la finanza alternativa alle pmi che, a sua volta, si appoggia a una piattaforma di finanza alternativa per startup e Pmi. Un cerchio che si chiude alla perfezione.

Alberto Bassi (BacktoWork24): l’equity crowdfunding è uno strumento potente per imprese e investitori

Microcredito di Impresa, come nasce e perché

“Quello del microcredito e della finanza alternativa è un settore poco conosciuto in Italia, ma destinato a un’espansione importante” dice Massimo Laccisaglia, amministratore delegato di Microcredito di Impresa. Laccisaglia è un esperto di finanziamenti alle startup e alle pmi: prima ancora che ad della startup, infatti, lui è presidente di Innovative Rfk, società di capitali che investe in startup e pmi innovative.  “L’idea di Microcredito di Impresa nasce dall’intuito di Diego Rizzato, oggi direttore generale della startup, dopo quello che è successo in Italia nel 2015: il decreto attuativo dell’articolo 111 del TUB n.176/2014 e le disposizioni attuative di Banca d’Italia di quell’anno danno origine a una riserva di credito per un nuovo soggetto specializzato, l’Operatore di Microcredito, vigilato da Banca d’Italia” spiega l’ad della fintech. Che prende in esame anche le norme che regolano il microcredito di impresa. “La norma stabilisce che i micro-prestiti siano assistiti da una garanzia dell’80% da parte del Fondo di Garanzia. Un quadro estremamente favorevole: da qui l’idea di creare una nuova realtà nell’ecosistema italiano” continua Laccisaglia. È il 2017: nasce Microcredito di Impresa. A Laccisaglia e Rizzato si uniscono soci esperti del mondo bancario e finanziario, tra cui Francesco Rosetti, amministratore delegato di Double Counsulting, società di consulenza nel business bancario.

Massimo Laccisaglia, amministratore delegato di Microcredito di Impresa

Microcredito alle imprese, l’impatto sull’economia del Paese

Il microcredito alle imprese consiste in prestiti fino a un massimo di 35mila euro erogati a startup, piccole imprese e professionisti con anzianità inferiore a 5 anni. La domanda potenziale di microcredito destinato alle imprese in Italia è stata stimata dal Ministero dello Sviluppo economico in oltre un miliardo all’anno. Se tale richiesta fosse soddisfatta potrebbero nascere 40mila nuove imprese l’anno, generando 100mila nuovi posti di lavoro. “Con un milione di euro potremmo contribuire alla nascita di 30-40 società, ognuna delle quali impiegherebbe mediamente 3-4 persone. Un impatto fortissimo sull’economia reale del Paese” continua l’ad della fintech.

I numeri non finiscono qui. A livello mondiale, secondo il ‘Barometro della microfinanza 2019’ pubblicato dall’organizzazione internazionale Convergences, nel 2018 il mercato globale della microfinanza nel mondo vale circa 120 miliardi di dollari di crediti, conta 140 milioni di beneficiari e cresce di circa il 9% all’anno. Purtroppo, però, la domanda realmente soddisfatta oggi è meno del 10% di quella potenziale. E, proprio questa è la sfida che vuole cogliere Microcredito di Impresa, anche attraverso un aumento di capitale fino a 5 milioni di Euro con l’obiettivo di prendere la guida di questo mercato a livello italiano.

Come funziona la startup

“Abbiamo sviluppato una piattaforma attraverso cui gestiamo le richieste di prestito. Questa piattaforma, inoltre, assegna anche un punteggio alle varie pratiche. E questa è una prima profilazione del livello di rischio. Le richieste vengono poi esaminate dal personale e dal direttore generale, poi passano a un comitato per la valutazione” spiega Laccisaglia.

Per il resto, la startup funziona secondo le normative degli operatori di microcredito: “Possiamo erogare prestiti fino a 35mila euro a persone fisiche e professionisti, imprese, società di persone, srls con un’anzianità non maggiore di 5 anni. In pratica è una riserva di credito che viene concessa per chi finanzia esclusivamente startup” dice l’ad. E puntualizza: “Uno strumento destinato ad aumentare e a creare opportunità di impiego e, quindi, a sostenere l’economia”.

La campagna di equity crowdfunding su BacktoWork24

“Anche se gli operatori di microcredito sono ancora pochi, 13 società in tutta Italia, questo settore è ormai pronto per una crescita esplosiva” dice Diego Rizzato, direttore generale di Microcredito di Impresa. “Per questo la startup si sta dotando dei capitali necessari per stabilire rapporti di partnership con gli istituti bancari, che, pur potendo erogare direttamente microcredito, di fatto ci manifestano spesso la preferenza ad operare tramite un soggetto specializzato come noi”. Ma la raccolta di funding non si ferma alle banche. Dal 26 ottobre, infatti, la giovane impresa ha lanciato una campagna di equity crowdfunding su BacktoWork24. E non è un caso che Microcredito di Impresa abbia scelto questa piattaforma. BacktoWork24, infatti, è una piattaforma di finanza alternativa per startup e PMI, con un forte focus sull’equity crowdfunding. A inizio estate è arrivato l’investimento di Intesa Sanpaolo. E ad aver fatto gola alla startup di Laccisaglia sono stati proprio quei 4 milioni andati alla piattaforma attraverso il fondo di corporate venture capital Neva Ventures, il primo di una banca su una piattaforma di equity crowdfunding. Non solo. “BacktoWork24 ci ha aiutato a fare una proposta appetibile per il tipo di investitori che possono trovarsi su un portale di crowdfunding. Abbiamo ridisegnato la nostra proposta tenendo conto delle esigenze di questo tipo di investitori”.

Equity crowdfunding: che cos’è, come funziona e quali sono le piattaforme per startup e pmi

Una campagna di successo

La campagna di equity crowdfunding lanciata da Microcredito di Impresa sta andando straordinariamente bene: a meno di un mese dalla chiusura dei termini, la raccolta è già a +277% rispetto all’obiettivo. “Un successo dovuto a molteplici fattori: innanzitutto la consapevolezza degli investitori dell’importanza del microcredito per le imprese e per l’economia del Paese, poi un sovrapprezzo contenuto del 5% e, non ultimo, il fatto che dietro alla startup ci sia un socio come Innovative Rfk, che sta promuovendo l’iniziativa ed molto conosciuto nel mondo dei finanziamenti” conclude Laccisaglia.

 

Concetta Desando

Due menzioni speciali al premio di giornalismo M.G. Cutuli, vincitrice del Premio Giuseppe Sciacca 2009, collaboro con testate nazionali. Per EconomyUp mi occupo di startup, innovazione digitale, social network